È “Magnifico” combattere (per il mestiere!) Intervista a Pietro Boscolo Zemelo

No Crime Only Art intervista Pietro Boscolo Zemelo, autore di casa Disney,animatore e reduce dall’avventura del web-comic “Magnifico!” che ci parla di novità in cantiere, durezze del mestiere, trucchi nel gestire il pubblico sui social e dei maestri che, demolendo le nostre illusioni, ci fanno crescere come artisti.

Lucca 31 10 2018
Intervistiamo per NCOA Pietro Boscolo Zemelo, autore della web serie a fumetti “Magnifico!” e penna – sia come sceneggiatore che disegnatore – dell’universo Disney.

Furio Detti per NCOA – Vuoi fare un bilancio ora che sei felicemente giunto al termine dell’avventura di “Magnifico”, una serie lanciata dal web sulla vita studentesca universitaria che ha avuto un gran successo di pubblico a nostro parere…L’abbiamo seguita da tempo e ci è piaciuta molto.

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Pietro Boscolo Zemelo – Eh, grazie mille per le vostre parole. Diciamo che è stato un successo …medio. Direi che il meglio di questa esperienza, la cosa interessante sia stata partire sul web e costruire un rapporto con il pubblico, capire anno dopo anno chi fosse questo pubblico, capire che storie volesse e come approcciarmi a lui. Facendo i conti su questa cosa mi piacerebbe ripercorrere e ricomprendere come è andata. Intanto non mi aspettavo il calore del pubblico. Non posso dire che “Magnifico!” sia stato un enorme successo, ma medio, sì. Quelli che l’hanno seguita però l’hanno apprezzata con grandissimo affetto e partecipazione.

Ne parlavo (con Sio, mi pare…) sui numeri e sui commenti e notavamo una disparità assurda, fuori scala, fra la partecipazione online e social fra commenti, “mi piace” e coinvolgimento per “Magnifico”, e i numeri effettivi delle vendite, anche paragonandomi a altri autori che vendevano di più ma avevano assai meno riscontri in termini di seguito e pubblico. Ho sempre pensato a quanto sarei riuscito a far crescere questa serie analizzando meglio la risposta del pubblico. Ho sempre avuto questa curiosità: mi è rimasta proprio questa voglia di sperimentare e capire di più. Anche in occasione delle fiere, come questa Lucca Comics and Games 2018.

Sono sempre rimasto estremamente colpito dal fatto che tantissimi lettori dal vivo mi raccontavano di come avessi descritto perfettamente la loro vita universitaria e persino di come li avevo aiutati a fare alcune scelte (!), in effetti io avevo cercato di fare proprio quello: raccontare la vita delle matricole e dei laureandi.

NCOA – La domanda immediata diventa questa: quanto c’è di autobiografico in “Magnifico”?

PBZ – Beh, come in tutte le storie raccontate a fumetti e non c’è sempre una parte di esperienza personale. Alla fine uno racconta quello che conosce. Inizialmente un pochino. Nei personaggi c’era molto dei miei coinquilini degli anni universitari, delle mie incertezze, e del resto …ma tutte cose assoltamente normali, universali. Anzi, detta in modo poetico: non erano cose speciali e proprio per questo era speciale raccontarle! [ridiamo] Poi però i personaggi hanno iniziato a muoversi per conto loro. È una cosa buona quando i personaggi abbastanza ben caratterizzati diventano praticamente autonomi occorre solo controllare che non facciano cose troppo strane, solo mantenerli nella scatola della storia. E siamo arrivati così alla conclusione.

“Capire il tuo pubblico: cosa cerca, cosa vuole, cosa desidera…”

NCOA – Adesso che progetti hai in cantiere?

PBZ – Continuo la collaborazione con Topolino, o meglio con Topolino Magazine come è conosciuto nei social. Si stanno realizzando in questi anni dei remake delle vecchie storie della testata, come il rifacimento delle “Sette città di Cibola”, Tito Faraci che ha rifatto “Topolino e la Banda dei Piombatori” trasformandola nella “Banda dei Cablatori”. Io ho insistito tanto per farne una; e dopo un anno di lavoro sto realizzando con Luca Usai (bravissimo) il remake della “Casa dei Fantasmi” di Floyd Gottfredson, diventata “Topolino e il Condominio dei Fantasmi”. Che uscirà a breve. Un condominio moderno di sette piani. Ho cercato di reinventare la storia giocando con le aspettative del lettore…

NCOA – Aspetta…Hai detto sette piani? Conosci il tremendo racconto horror di Buzzati?

PBZ – È vero, sì, ho avuto la tentazione… [ridiamo] Tra l’altro ho sempre desiderato raccontare una storia di questo autore. In realtà sono stato più borgesiano, però, cavolo, avrei sempre voluto usare i sette piani! Questa è una coincidenza però. No, è che ci sono sette spiriti, uno per piano, il numero è simbolico. Insomma comunque spero piaccia. Mi rendo conto di vivere la cosa con un po’ di apprensione. Spero di essere stato interessante.

“Con TataiLab sto preparando qualcosa da far girare la testa.”

A parte Topolino, poi Sabato, fra tre giorni, sveleremo con TataiLab il famoso “Progetto Zeus” per cui sarò disegnatore per la seconda stagione, ma non posso rivelarti nulla. Ti dico solo che è qualcosa che farà girare la testa e sarà interessante vedere la reazione del pubblico.

Sto proponendo anche un po’ di progetti. Una delle cose a cui tengo molto è un progetto animato a cui sto lavorando da due anni. In realtà la fase iniziale è finita, la puntata pilota è già pronta. Tanto che pensavamo di finanziarla con un crowdfunding; quello che nel frattempo è successo è che sono entrati nel team alcuni personaggi molto più bravi di me a gestire in maniera mediatica e burocratico-amministrativa tutta la questione, i quali quindi mi hanno indirizzato verso l’ipotesi di proporla a piattaforme più grandi, come Netflix. L’intenzione è ancora quella di uscire con questa serie animata, ma ciò implica che la strada per farlo è diventata molto più lunga, ma con un obiettivo ancora più grande. Perfino più ambizioso di quanto non fosse prima. Quindi ho molte aspettative a riguardo e sto aspettando delle risposte, ma ho buone possibilità.

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NCOA – Puoi dirci di che storia si tratta? Ce lo puoi raccontare?

PBZ – Certamente. Spruntzel fondamentalmente sarà una specie di pinguino antropomorfo in uno stile molto rotondo, molto disneyano. Il nostro eroe si trova al centro di una stanza pentagonale. Ogni lato della stanza è un portale per accedere a altrettanti universi, uno nel cielo, uno nell’acqua e così via… In uno di questi mondi c’è persino un drago. Ogni mondo visitabile ospita una fiamma che deve essere assorbita dal prisma che il nostro pinguino ha al collo. Lo scopo è mettere le cinque fiamme nel prisma centrale della stanza pentagonale, aprire la stanza e ottenere la libertà, ritrovando oltretutto il proprio nonno, scomparso misteriosamente all’inizio della storia. Anzi mano a mano che le avventure procedono si scoprirà il perché di questa sparizione. L’idea di base è semplicissima, sembra un videogioco, è molto Crash Bandicoot in questo senso però nascosta dal tratto morbido del pinguino c’è la possibilità di trattare temi forti, come la libertà di scelta, la religione, e altri argomenti assai seri.

NCOA – Sai, qualche anno fa ho avuto modo di parlare con chi pianificava la comunicazione per il palinsesto dei cartoni e programmi per ragazzi della Rai e di Mediaset e mi diceva che c’erano cinque tabù da non toccare assolutamente nel proporre animazioni o serie per giovani in TV: il sesso, i disordini alimentari, l’identità etnica, la religione, le dipendenze. Secondo te ci sono ancora questi tabù?

PBZ – Ah i tabù ci sono ancora perché chiaramente le reti nazionali hanno il problema delle cause legali inerenti tali situazioni. Io non ho bisogno di preoccuparmene, anzi posso tranquillamente parlare di tutte queste cose perché alla fine si parlerà esattamente di razza, di sesso di religione eccetera, ma in modo ironico anche se rispettoso di ognuno. Se pensi alla serie “Steven Universe” che è in TV e che alla fine di cosa ti parla? Di tutte queste cose: omosessualità, cambio di sesso, ricerca della propria identità, quanto sei diverso dagli altri e quanto sei simile, cosa significhi amare al di là delle barriere sessuali e delle convenzioni. Il cartone lo fa nascondendole dietro l’apparenza di personaggi curiosi, accattivanti, giocosi. Questo modo di fare cartoni mi entusiasma un sacco.

NCOA – Terzultima domanda: parlando di “durezza”, nella tua esperienza di fumettista, quando hai incontrato un personaggio o un maestro, un punto di riferimento, molto duro e diretto? E uno invece particolare per la sua gentilezza?

PBZ – Io ho iniziato a capire meglio cosa significa fare fumetto intorno ai vent’anni, a Venezia, quando ho scoperto che a pochi metri dall’appartamento dove convivevo con i miei compagni di studi abitava Maurizio Amendola, uno dei maestri italiani del fumetto, della seconda generazione di disneyiani italiani, discepolo di Romano Scarpa. Uno che quando gli portavo tutto entusiasta le mie tavole, le mie storie i miei disegni da visionare, le demoliva con grandi croci a matita e monumentali “NO” sulle vignette! Proprio mi massacrava senza pietà. E lo faceva con un suo modo tutto flemmatico ma implacabile. “Pietro questo no. Questo non va. No, neanche questo funziona!” Poi mi spiegava perché, da uomo riservato e tranquillo quale mi è sempre parso. Era severo ma molto giusto. Lui mi ha indirizzato molto; e tanto era pronto a cassarmi quanto era poi prodigo di complimenti se facevo (raramente) qualcosa di buono. Lo stesso potrei dire di Tito Faraci, più sanguigno di Amendola: “Noooooo! Non così!” scriveva sempre sulle mie sceneggiature. “Taglia, taglia, taglia. Che se non te la boccio io l’idea te la bocciano loro e te la bloccano completamente.” Mi rimandava indietro pacchi di sceneggiature, specialmente nei primi tempi. Tito ti metteva una giusta paura, ma dopo quattro mesi di questa “scuola” non ne avevi più bisogno. Da quel momento in poi è stata fiducia totale.

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Gentilezza completa? Sono contento di non averne mai trovata! [ridiamo e tanto] Me ne dispiace, perché per esempio stamani, io stesso, visionando le tavole dei ragazzi e i loro portfolio non riesco a essere negativo. La nuova generazione di aspiranti fumettisti è bravissima, solo che io mica posso ridargli le tavole indietro dicendo che fa schifo?!? O meglio: fa schifo che io ti mandi via dicendo “Vai, bellissimo. Tutto perfetto!” Poi magari finisce che nessuno mi manda più artisti in cerca di un parere “Perché Pietro è uno sin troppo gentile, gli va tutto bene e non è credibile!” [ridiamo] No, guarda, è un bel problema per me. Non serve a niente se uno non sa trovare degli errori nel tuo lavoro, per quanto buono o incoraggiante. Hai bisogno di maestri che ti smontino per crescere se vuoi fare del fumetto una professione, come ha fatto Tito per me.

“Hai bisogno di maestri che ti smontino”

 

NCOA – Penultima domanda: visto che tu ascolti molto il tuo pubblico, nel triangolo creazione-gestione (promozione, autopromozione, comunicazione)-pubblico cosa pensi che non funzioni in questo periodo?

PBZ – Che domanda complicata! Nel mio caso ti direi che il problema all’inizio è stato non capire esatamente quale fosse il mio pubblico. Prima di “Magnifico!” c’era Spruntzel, in una forma molto diversa, da comic, ma lì il pubblico non c’entrava nulla. Era solo creazione. Volevo realizzare una cosa diversa, che a me piaceva, ma non trovavo nessun pubblico. Con “Magnifico!” sono stato certo più attento al pubblico, anche se poi alla fine, come ti dicevo in apertura, non ho affrontato come dovevo la questione a livello appunto di gestione (del pubblico), per restare nel tuo schema. Per esempio non avevo capito che coi social non puoi pubblicare una volta a settimana e non farti più vedere. Qui parliamo del 2013 e cinque anni di presenza nei social sono un’eternità. Anche lì dovevo stare al passo coi tempi e capiremeglio cosa succedeva. Se oggi dovessi fare un nuovo web-comic (anche se i web comic come erano intesi all’inizio ora stanno sparendo), o comunque qualcosa a livello di Instagram, per dire, me la giocherei in modo ben diverso. Cercherei assolutamente di capire che tipo di pubblico c’è, cosa vuole, cosa cerca. Analizzarlo.

Ne parlavo qualche giorno fa con un esordiente: non importa che prodotto fai, ma mostrami come lo stai facendo. Vuoi fare un’uscita/episodio alla settimana? Possibilmente devi pubblicarlo tutti i giorni. Non esistono le domeniche. Devi essere lì sempre. Le persone si aspettano di vedere costantemente che cosa stai facendo anche se non hai niente di nuovo e completo sottomano. Magari mostra come lavora il colorista… che cosa succede nel tuo studio… il “dietro le quinte”. Tieni il pubblico sempre sulla corda, coinvolto. Devi starci quotidianamente sul social se proponi il web comic in questo media. Dopodiche, quando stai creando qualcosa che piace, stai facendo tutto bene. Secondo: metti dei soldi nella pubblicità web. Che adesso non costa quasi nulla. Se la Coca Cola iniziasse a investire le cifre che spende nella pubblicità TV su Instagram o Facebook i prezzi schizzerebbero alle stelle. Approfitta adesso, quando ancora puoi. Io per “Magnifico!” o per i webinar spendevo magari cinque euro in promozione per guadagnarne trenta! Non hai idea di quanto costi poco: facendo bene i tuoi calcoli, arrivare a cinquecento o mille persone in più pagando per la pubblicità è questione di 50 centesimi! Poi fra queste cinquecento, mille persone, ne trovi dieci che ti seguono e magari una o due che ti comprano il volume. I social e la pubblicità su di essi sono mezzi potenti a patto di capire bene come funzionano. E quando si aprono nuove piattaforme devi essere pronto a saltare anche lì. Devi seguire il pubblico. L’anno scorso Sio mi diceva: “Se un giorno la gente non è più su Facebook e scende in strada a guardare chi disegna coi gessetti sui marciapiedi, mi compro i gessetti e disegno anche io per terra!”

NCOA – Non fa una piega. Un’ultima cosa un po’ più personale, ma neanche troppo: ti sei mai pentito di fare questo mestiere.

PBZ – Non mi è mai successo di arrivare a chiedermi “Perché mai ho voluto fare il fumettista?” ma negli ultimi tempi, quando Disney ha rallentato la produzione e ha cambiato direttore, ho provato difficoltà. In precedenza ho visto altri colleghi abbandonare. Ogni volta che mi sono chiesto: “Lasciar perdere? Ma cosa potrei fare d’altro?” Mi sono sempre risposto: “Cosa?!? Io voglio fare questa roba qua. Non potrei fare niente altro”

Fumetti, animazione, disegno.

Semmai mi sono detto: “Voglio continuare a fare questo e farlo ancora più in grande!”

NCOA – Uno spirito combattivo, complimenti e grazie da No Crime Only Art. Continueremo a seguirti e grazie di tutto.

PBZ – Grazie a te, grazie a voi.

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