Simone Di Crescenzo: NO CRIME ONLY ART, è anche il mio motto!

Cari amici di NoCrime OnlyArt, oggi abbiamo il piacere e l’onore di incontrare Simone Di Crescenzo, giovane musicista dal tocco sopraffino, all’apice di una carriera che lo vede protagonista come pianista, vocal coach  e musicologo per i più importanti teatri e associazioni del mondo.

Incontriamo il Maestro prima del suo debutto a Vienna in occasione di Dreamland, nella prestigiosa cornice del Theater an der Wien, il Gala di beneficenza organizzato da Unicef in collaborazione con “Friday Nights with Yury Revich”, progetto di cui il giovane violinista russo è ideatore e direttore artistico.

L’evento conferma la collaborazione artistica fra il Maestro Di Crescenzo e il violinista Yury Revich nella creazione e realizzazione di concerti unici nel loro genere.

Parteciperanno alla serata di gala, insieme a Simone Di Crescenzo e a Yury Revich, nominato Giovane Artista dell’Anno nel 2015 e vincitore del prestigioso premio ECHO KLASSIK, molti artisti di fama internazionale fra i quali il soprano Sumi Jo, acclamata star internazionale del mondo dell’Opera, Ute Lemper, celebre cantante molto amata per le sue interpretazioni delle Canzoni del Cabaret Berlinese, Thiago Soares, primo ballerino del Royal Ballet di Londra, Liudmila Konovalova, prima ballerina dello Staatsballet di Vienna, Simona Atzori, poliedrica artista italiana, e molti altri ancora.

Dreamland rappresenta un evento unico sia per la presenza e partecipazione di grandissimi nomi del panorama artistico-musicale internazionale, sia per la varietà del programma, che spazierà tra musica, arte, teatro e danza, e soprattutto per gli scopi benefici, fine ultimo di questa serata  e luogo di incontro di talenti di tale rilievo.

“Simone Di Crescenzo, un artista poliedrico e appassionato, profondamente radicato nella tradizione italiana, ma aperto alle contaminazioni e alla ricerca. La sua carriera, fondata su un solido rigore stilistico, dopo un apprendistato in Italia, si sta aprendo all’Europa e al resto del mondo per nuovi interessanti progetti discografici e concertistici.”  StarsSystem

© Mirco Panaccio

INTERVISTA


Qual è il tuo colore preferito?  Perché?

Diciamo che sono tre i miei colori preferiti: il rosso, che è il colore dell’energia, della vitalità e della passione; il blu, che è un colore profondo, discreto e allo stesso tempo intenso e l’oro, che amo molto per la sua raffinatezza e la preziosità antica che nasconde.

Se tu fossi un pittore quale quadro ti piacerebbe dipingere?

Se fossi un pittore mi piacerebbe dipingere la Scuola di Atene di Raffaello, che in realtà è un affresco. In questo capolavoro è racchiusa tutta l’essenza dell’uomo rinascimentale, in contatto con la grande età classica, fiducioso nell’ordine del mondo, un ordine divino ed intellettuale al tempo stesso.

Quali sono stati gli insegnanti che hanno cambiato la tua vita? Cosa deve saper trasmettere un maestro ?

La mia insegnante di pianoforte, Daniela De Ninis, è stata la prima persona che ha indirizzato il mio gusto musicale verso il culto del bel suono e dell’ampio fraseggio; ma posso citare anche Piero Rattalino per i preziosi consigli da lui ricevuti.

Per quanto riguarda la mia preparazione di vocal coach è stata sicuramente Mirella Freni, una delle più grandi cantanti del secondo ‘900, ad insegnarmi come ‘ascoltare’ una voce e i principi fondamentali dell’arte del canto. Devo molto anche a Lina Vasta, una delle poche depositarie ancora viventi dell’antica scuola italiana del Belcanto.

Credo che un maestro debba innanzitutto conoscere, sperimentare ed aprire i propri orizzonti personali anche oltre la musica. Deve saper trasmettere la propria esperienza, il proprio vissuto e deve saper ispirare, incoraggiare, pur mantenendo grande rigore e disciplina, caratteristiche fondamentali per qualsiasi studio musicale.

Quante ore dedichi allo studio del pianoforte ?

Dipende molto dai periodi e dagli impegni concertistici in calendario. Mediamente dedico 3 ore al giorno allo strumento, ma vicino ai concerti posso anche arrivare a più di 5-6 ore.

Oltre alla tecnica,  anche la preparazione fisica e mentale prima di un concerto  è molto importante, che esercizi puoi consigliare?

Considero fondamentale la preparazione psicofisica prima di un concerto. Èmolto importante mantenere il corpo sempre tonico ed elastico, quindi oltre alla regolare attività fisica consiglio lo yoga e tutte le varie tecniche di respirazione e meditazione. Ne esistono molte, ognuno può scegliere quindi gli esercizi più adatti alla propria persona.

Quale è stato il palco dove hai provato le emozioni più forti?

Credo quello dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, che in Italia è l’istituzione concertistica più importante e prestigiosa. Ho tenuto su questo palcoscenico un recital insieme al grande soprano Daniela Dessì, l’ultima grande diva italiana, che purtroppo ci ha lasciati troppo presto. Le emozioni più forti sono legate quindi al suo ricordo, alla nostra profonda stima ed amicizia e a quelle sensazioni meravigliose che il pubblico ci ha trasmesso.

© Mirco Panaccio

Sei un artista che si esibisce in tutto il mondo, potresti raccontarci le differenze tra un teatro Italiano e uno estero ?  gestione, organizzazione delle prove, professionalità, ecc…

Mi dispiace constatare che all’estero l’organizzazione e la gestione dei teatri e dei festival è molto più seria e professionale rispetto all’Italia. Non è un luogo comune, è un dato di fatto. L’Italia ha dimenticato il valore del proprio patrimonio culturale, e non considera più il grande potenziale che esso racchiude. Quindi, pur amando profondamente la mia terra, sono molto felice di esibirmi all’estero e di scoprire nuove sale da concerto e nuovi teatri. Fra pochi giorni debutterò a Vienna nella prestigiosa cornice del Theater an der Wien con Sumi Jo e Yury Revich, due immensi artisti con i quali amo esibirmi. Come diciamo fra noi: can’t wait !!!

Cosa puoi consigliare ai giovani che entrano oggi nel mondo della musica classica?

Ciò che posso consigliare, dopo aver compiuto un percorso di studi regolare con un buon maestro, è di comprendere che il mondo della musica, oggi più che mai, è comunicazione. Al di là del talento, della preparazione, bisogna essere comunicativi, bisogna avere qualcosa da raccontare agli altri attraverso le note.

Quanto conta la meritocrazia oggi nel tuo ambiente?

Conta ovviamente essere talentuosi e preparati, ma conta molto il sapersi rapportare con l’ambiente lavorativo. Le collaborazioni che si intessono nel tempo sono fondamentali.

Quale titolo hai nel cassetto dei sogni?

Due titoli: il concerto in Do Maggiore di Salieri e la Fantasia in Fa minore per pianoforte a 4 mani di Schubert.

Sei un musicista molto seguito sui social, più di 7.000 followers su Instagram e oltre 10.000 su Facebook. Quanto è importante oggi l’immagine? Quanto incide su una carriera di un musicista classico avere un bell’aspetto fisico ?

Oggi l’immagine è molto importante per la carriera di un musicista, soprattutto a livello discografico. Tutta la nostra società si basa sull’immagine, anche la musica quindi sta entrando in questo mood.

Cosa pensi della nostra Mission?

Penso che sia assolutamente da ammirare! La mia visione di riscatto dell’Arte e della Musica in Italia sono in linea con la vostra Mission. E che il rinascimento culturale abbia inizio proprio da progetti encomiabili come questo. NO CRIME, ONLY ART, è anche il mio motto!


Un grazie speciale al M° Di Crescenzo per il tempo a noi dedicatoci, che il soffio fortunato dell’arte continui senza sosta a spingere questo grandioso artista verso l’olimpo dei musicisti.

 

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BIO COMPLETA

Nato a Guardiagrele (CH), Simone Di Crescenzo ha intrapreso gli studi musicali all’età di quattro anni e, dopo il Diploma in Pianoforte conseguito sotto la guida di Daniela De Ninis presso il Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara, ha seguito corsi di perfezionamento pianistico con Antonio Ballista, Paolo Bordoni, Bruno Canino, e Piero Rattalino. Dal 2004 ha studiato presso la facoltà di Musicologia nella sede di Cremona dell’Università di Pavia.

Si è specializzato in seguito a Milano, dove ha studiato Composizione al Conservatorio “G. Verdi” e dove si è diplomato nel 2008 presso l’Accademia di Arti e Mestieri del Teatro alla Scala, la cui direzione artistica era affidata a Leyla Gencer, frequentando il corso per l’attività musicale autonoma. Durante gli anni accademici aveva già dimostrato la sua propensione per lo studio della vocalità ed è stato notato da Mirella Freni, che lo ha invitato personalmente a frequentare la scuola da lei fondata. Deve dunque la sua formazione in ambito vocale ed operistico al celebre soprano italiano e alla pianista Paola Molinari, con le quali ha studiato presso il “Centro Universale del Belcanto” di Modena, dove è stato in seguito maestro collaboratore.

Negli ultimi anni ha approfondito alcuni aspetti della tecnica vocale dell’antica scuola italiana con Lina Vasta, già allieva di Giannina Arangi Lombardi, e della pratica dell’accompagnamento vocale in ambito cameristico con Leone Magiera. Attualmente è specializzando in Musicologia presso il Dipartimento di studi greco-latini, italiani e scenico-musicali dell’Università “La Sapienza” di Roma.

L’attività concertistica lo ha portato ad esibirsi sia in qualità di solista che in diversi ensemble vocali e strumentali. Ha tenuto concerti come pianista presso prestigiosi festival e teatri fra cui, recentemente, Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma, Teatro Regio di Parma, John Palmer Theater di Lugano, “Festival dei 2Mondi” di Spoleto, Teatro Rossini di Pesaro, “Chamber Music Festival” di Tallinn, Teatro Lauro Rossi di Macerata, “Note al Museo” Firenze, “Festival Pergolesi Spontini” di Jesi, Amici del Loggione del Teatro alla Scala di Milano, Auditorium Parco della Musica di Roma, Teatro Marrucino di Chieti, “Festival delle Muse” di Cremona, Teatro Verdi di Busseto e molti altri.

Fin dagli esordi della sua carriera ha collaborato sia in veste di pianista che di maestro preparatore con cantanti di rilievo internazionale e star mondiali della lirica come Sumi Jo, Daniela Dessì, Vittorio Grigolo, Luca Canonici, Atalla Ayan, Carmela Remigio, Adriana Maliponte e con i ballerini del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano. Dal 2012 è stato pianista personale di Daniela Dessì fino alla prematura scomparsa del soprano. A livello cameristico collabora con il violinista Yury Revich, già ‘artista dell’anno’ nel 2015 e vincitore di ECHO Klassik e con il clarinettista tedesco Nicolai Pfeffer.

Dal 2007 al 2009 è stato ideatore e responsabile artistico del progetto MITOFringe, presso il Festival Internazionale MITO SettembreMusica di Milano-Torino, curando un cartellone di oltre 60 concerti, festival dove è stato anche direttore di produzione nel 2013.
Dal 2009 al 2011 è stato assistente del direttore artistico, responsabile della segreteria artistica, maestro preparatore e vocal coach per la Scuola dell′Opera Italiana presso il Teatro Comunale di Bologna, durante la sovrintendenza di Marco Tutino. È stato autore e responsabile musicale del progetto “Impariamo l′Opera! – Madama Butterfly Pocket” realizzato con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi.
Dal 2011 al 2012 è stato assistente del direttore artistico Alberto Triola presso il Festival della Valle d′Itria di Martina Franca e responsabile musicale per l′Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” della Fondazione Paolo Grassi.

Nel 2012 è stato responsabile musicale e vocal coach per una nuova produzione di Tosca di Puccini presso lo Stadttheater di Klagenfurt, con la regia di Stefano Poda.
Dal 2011 al 2016 è stato direttore artistico e responsabile organizzativo per una serie di concerti tenuti presso il Teatro dal Verme di Milano dall′Orchestra Sinfonica “G. Rossini” di Pesaro, dall’Orchestra dell’Opera Italiana di Parma e dall’Orchestra Italiana del Cinema.

Ha rivestito l′incarico di coordinatore artistico del concorso lirico internazionale di Roma “Ottavio Ziino” e nel 2009 è stato direttore artistico del Premio della Lirica “Salvadei” assegnato a Pier Luigi Pizzi.
Sin da giovanissimo si è dedicato con dedizione alla didattica, sia in ambito metodologico che strettamente tecnico-musicale, come insegnante di canto e di pianoforte.

Erede della più alta tradizione italiana del Belcanto è impegnato da più di dieci anni nella ricerca e nella sperimentazione in campo musicale, con particolare attenzione per la prassi esecutiva del Belcanto storico, sia nel repertorio operistico che cameristico.

I suoi interessi toccano diversi ambiti: il rapporto fra tecnica pianistica e tecnica vocale dal Classicismo al primo Romanticismo, con studi su Muzio Clementi, Gaspare Spontini e Gioachino Rossini; l’evoluzione della tecnica vocale dal Barocco al Novecento, con studi comparati fra la trattatistica e le registrazioni storiche; l’estetica del Belcanto ed i suoi risvolti nella prassi esecutiva.

È autore di saggi e articoli pubblicati su riviste e periodici specializzati ed è stato curatore di note di sala e guide all′ascolto in collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Rossini di Pesaro, la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Il Teatro della Fortuna di Fano, il Teatro dal Verme di Milano ed il Teatro Lauro Rossi di Macerata.
Attualmente si sta occupando di un progetto di ricerca in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma condotto sull’archivio personale del critico musicale e vociologo Rodolfo Celletti, conservato presso la “Fondazione Paolo Grassi” di Martina Franca.

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