A Torino fra libri e fumetti. Facciamo un salto al SalTo!!!

Mio padre usa dire “stanco, ma felice” quando qualcosa è andata molto bene anche se ha richiesto grande impegno. E con questa espressione chiudo il Salone Internazionale del Libro di Torino 2018.

I piedi doloranti per i chilometri percorsi, ma il cuore pieno di aspettativa ben ricompensata. Ahimé dico subito che, come tutti gli anni la scarsità di panchine ha fatto sì che in tanti  si siano dovuti accontentare di accomodarsi per terra. Ancora una volta mi chiedo come sia possibile organizzare una manifestazione legata a qualcosa di pesante come i sacchetti carichi di libri e non permettere alle persone di sedersi. Io? Io di sedermi non ho avuto tempo oltre che modo.

Se posso lasciarmi sfuggire una piccola “chicca” personale il primo giorno è iniziato subito con la firma di un contratto editoriale importante, un testo al quale tengo molto e che vedrà la luce a breve… Però non vi vorrei anticipare troppo…

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Tralasciando la mia personale carriera andiamo avanti con il SalTo che, panchine a parte, è sempre una bellissima occasione per scoprire novità e per comprare qualche testo che in libreria non si trova facilmente, magari di case editrici minori o saggi di ultima uscita.

Quest’anno nel primo padiglione campeggia un grande stand dedicato a Lucca Comics and Games 2018 e se qualcu no si potrebbe scandalizzare perchè soprattutto di fumetti si tratta non posso non far notare come solo una buona preparazione culturale e un intenso studio riescano a creare prodotti di alta qualità ludica. Da belle storie nascono bei giochi e bellissimi fumetti. Lo stand è corredato da disegni di Bertolucci e dalla storia della manifestazione. Ci sono anticipazioni interessanti sia per grandi che per piccini.  In anteprima il poster di LRNZ che sarà interattivo e scaricabile con un’applicazione che permetterà a ogni visitatore di collezionare una versione differente dalle altre. Bonelli e i maestri italiani dell’arte fantasy insieme in un “Dampyr” a Lucca.

32411127_10211850589076269_7904616381750968320_n.jpgUn numero speciale, ambientato in  città e arricchito dalle tavole degli artisti tanto amati dal pubblico lucchese e ormai consacrati a livello internazionale: si fonde così il meglio del Made in Italy nell’editoria a fumetti enell’illustrazione del fantastico all’insegna del valore storico monumentale e artistico della città toscana. Oltre alla storia anche un po’ di leggerezza coi fumetti delle Winx diventati in quindici anni un fenomeno di costume piuttosto interessante. Fra i vari stand di libri anche qualche standi di fumetti, la Panini fa capolino e lo fa con il suo modo un po’ Kitsch, ma fresco e divertente.  Leggere vuol dire sognare e il sogno può essere anche un paio d’ali di farfalla o di fatina.

Dal faceto al serio lo sguardo mi è caduto sulla novità della Keltia editrice che ha presentato Mithra il Cavaliere del Sole di Liam Allison Silcan.  Questa piccola realtà editoriale non delude mai con testi sempre molto ben curati.

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Le giornate sono state intense di avvenimenti e incontri. Per chi si muove nel settore è anche una bella occasione per incontrare vecchi e nuovi amici e per condividerne i progressi e la crescita. E’ il caso di Alessio del Debbio e dei suoi Nati per Scrivere. Nati – appunto – come associazione culturale e diventati casa editrice indipendente da quest’anno portando al Salone la loro offerta e una serie di servizi professionali per chi voglia affacciarsi a questo mondo carico di insidie. Ritroviamo Daniela Tresconi col suo thriller storico “La linea del destino” e Luciana Volante con la sua fiaba ecologista “Il pastore di Alberi”.  L’offerta editoriale di Alessio, ultimo fra tutti il riedito “L’ora del Diavolo” con una nuova veste grafica.

Accanto ai NPS troviamo una casa editrice il cui nome è tutto un programma: Dark Zone edizioni. La titolare, Francesca Pace, mi racconta l’origine di questo nome tanto accattivante. In principio scrittrice di romanzi gotici  di tratto “vampiresco” aveva creato una piccola comunità virtuale con altri che ambissero allo stesso tipo di scrittura e dove meglio si possono riunire queste creature se non in una zona crepuscolare e oscura? Dark Zone, appunto.

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Francesca racconta degli inizi, della nascita dell’associazione sino ad arrivare anch’essi da circa un anno alla realizzazione di un punto importante: una vera e propria casa editrice.  Francesca in questo ha investito molto, è una donna energica che crede nel proprio progetto avvalendosi sin da subito di un buon editor con quindici anni di esperienza che si occupi di vagliare i testi proposti. Oltre a questo l’investimento diventa sempre più importante. Copertinisti, grafici, impaginatori sino ad arrivare a uno staff di oltre dieci persone più cinque collaboratori esterni. La Dark Zone è strutturata, ma è un’amante crudele: Francesca Pace accantona il suo amore per la scrittura per diventare quel veicolo professionale che porta il romanzo dove da solo non potrebbe arrivare. Se il romanzo è l’acqua che disseta lei diventa il letto del ruscello, il bicchiere, la brocca. La magia si crea anche così: con una buona cover, con un editing adeguato in una realtà italiana dove ci sono più scrittori che lettori lei conferma di poter contare su uno “zoccolo duro” di appassionati sempre in cerca delle prossime uscite. Mentre parliamo scorgo fra lo staff, nonchè scrittore,  Giacomo Ferraiuolo, un autore che già solo con gli occhi comunica tutto quello che vuole dire. Intanto la cara Elena Galati Giordano che già conoscevo per le sue recensioni trovo oggi nella veste di fotografa freelance.

Fra i vari testi della Dark Zone l’occhio – ancora questo mio occhio che non può non rimanere rapito dai tanti bei libri che mi circondano – mi cade su “Nectunia” un romanzo distopico a opera di Daniela Ruggero. Daniela è frizzante ed entusiasta di questa PTyxy1K.jpgesperienza torinese. Ha scritto Nectunia per il figlio di quattro anni perché vorrebbe che, da ragazzo, lo leggesse e imparasse il messaggio di rispetto verso la natura e verso la donna che deve essere insito in ogni creatura vivente. Nel mondo post apocalittico descritto da Daniela la Terra  esce depredata di ogni risorsa, ogni possibilità. L’essere umano ha sconvolto ogni ciclo vitale rubando e inquinando il pianeta dove dovrebbe vivere. In un nuovo ordine mondiale una donna chiamata “La grande Madre” determina ogni ciclo vitale. In Nectunia non ci sono guerre, nè carestie nè, tantomeno, violenza, ma nessuno è davvero libero e consapevole. Tutti nascono per uno scopo predeterminato e consumano solo il cibo che la “Grande Madre” gli indica di consumare. La libertà di scelta non esiste e la felicità è solo uno specchietto per le Allodole. Esite un altro mondo ed è quello sottomarino. Un mondo che vuole ribellarsi agli esseri umani di superficie. Ribelli che conoscono la libertà e il prezzo che si deve pagare per ottenerla. Daniela Ruggero mi racconta tutto con fare un po’ misterioso, il romanzo andrebbe letto per conoscere il finale ed è quello che faremo. Le chiedo come si sia documentata e mi risponde che essendo infermiera professionale ha buone basi scientifiche e si è avvalsa di un microbiologo per le scene più dettagliate.

(Foto di Elena Galati Giordano)32392073_10214699729559383_8371548505864404992_n.jpgDonna lavoratrice e madre dove trova il tempo per creare? In pullman utilizzando l’I-phone fra un turno e l’altro. Anche questo è il mestiere di scrivere.

Continuo il mio giro per il Salone. Un po’ penso al mio romanzo dal sapore tutto giapponese che dovrà uscire a breve. Ogni volta mi sento più “a casa”, ogni volta un libro, un saggio o una silloge mi fanno ricordare perché leggere sia così bello.

Un saluto dal Salone a tutti voi.

 

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