ANNA SEYMOUR o GIOVANNA BOLENA

Verona, Filarmonico  6.5.2018


Come già successo qualche mese fa a Genova per la Norma in cui cantavano Devia e Stroppa, anche in questa occasione le protagoniste assolute della scena sono state 2 : Anna, di Elena Mosuc e Giovanna di Annalisa Stroppa, difficile dire chi è stata la migliore, cosa che, onestamente, non è neanche necessario decidere; ma questo per rimarcare ancora una volta, che il mezzosoprano bresciano è già ai vertici della lirica, dal momento che giganteggia anche in presenza di veri e propri mostri sacri come Devia e Mosuc. Da questo si scivola facilmente nella cronaca della serata, bellissima, in cui le due “regine” hanno dato sfoggio di una grande bravura, con le loro voci di assoluto valore. Di Elena Mosuc, penso che ci sia poco da dire; ormai star internazionale apprezzata e ricercata in tutto il mondo, ha semplicemente confermato tutto il bene che si dice di lei. Carisma, personalità, tecnica, acuti, filati, fiati, emissione,recitazione, insomma tutto ciò che si cerca in un cantante. Non ho altro da dire, solo BRAVA! E chi può, è vivamente invitato ad andare a sentirla a Genova a fine Maggio, in Lucia di Lammermoor; non se ne pentirà. E poi viene Annalisa Stroppa: anche di lei posso solo ripetere tutto quello che ho detto per l’altra, la sua voce è piena, corposa, melodiosa, musicalissima, direi sensuale, supportata da grande tecnica, e con un modo di proporsi da grande interprete; i suoi occhi sulla scena fiammeggiano come folgori, e partecipa con l’espressione del viso, in modo reale e coinvolgente, all’azione ed all’evento di quel momento, l’emissione è sicura, stentorea, proiettata benissimo, con un volume eccellente, che non teme forti o fortissimi orchestrali. Grandissimo mezzosoprano, una vera e propria fuoriclasse, così giudicata anche da sue bravissime colleghe.Dato a Elena e Annalisa quello che era di Elena ed Annalisa, passo velocemente al resto. Bella edizione con la regia di Graham Vick, con scene e costumi (bellissimi) di Paul Brown, che riportavano sapientemente nell’atmosfera del tempo.

L’orchestra e coro dell’Arena di Verona ha dato il consueto bel contributo, sotto la direzione di un direttore che non conoscevo, ma che mi ha favorevolmente impressionato per tempi, modulazioni, pianissimi e fortissimi, e grande confidenza col palco: Jordi Bernacer, da risentire appena possibile. E sarà in Arena quest’estate per Aida e Nabucco, da tenere di conto. Gli altri interpreti, sono stati tutti all’altezza dei rispettivi ruoli, a partire da un superbo Enrico VIII di Mirco Palazzi, gran basso con voce calda e di grande grana, che allargava il cuore quando sprofondava nei vari fa sottorigo della sua parte. Lord Percy era Mert Sungu, tenore di buon livello con voce sicura, che ha esplicato bene il suo ruolo. Smeton era Manuela Custer, anche lei pienamente nel ruolo per dinamica, attorialità e canto, con voce bella e di notevole impatto, specie nelle note gravi. Bravissimo, e con una grande voce da tenere d’occhio per il futuro, il giovanissimo basso, veronese verace, Romano Dal Zovo: se non prenderà vie sbagliate, e continuerà ad applicarsi nello studio, per me fra 3 o 4 anni sarà un grande Filippo II, e mi sono sbilanciato abbastanza,credo!! Infine un bel Sir Harvey, era Nicola Pamio, che ha dato il giusto taglio a questo personaggio torvo e prono al potere. La straordinaria partitura di Donizetti, non la devo certo analizzare io, ma quest’uomo,r iesce ogni volta a coinvolgermi ed emozionarmi con i suoi continui colpi di genio e la sua vitalità! Grande Donizetti!! E grazie Verona, ancora una volta. Allegati ,gli applausi finali, quelli particolari alla Mosuc, varie foto del Filarmonico, la buca dell’orchestra.

 

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