Duprez: l’incontro, decisivo, con Alessandro Lanari

III parte

Alessandro Lanari, Fondazione Alessandro Lanari- Istituto Alberto Gualdoni

Per la stagione di Carnevale del 1830-31 Duprez, ottenne, sempre insieme alla moglie, un ingaggio dal Teatro S. Benedetto a Venezia. Questo teatro non aveva una grande importanza ed inoltre doveva subire la concorrenza spietata del teatro più prestigioso della città, la Fenice. Tuttavia fu in quei giorni che avvenne l’aggancio decisivo ai fini dello sviluppo della carriera futura di Duprez:

 “ Lanari, direttore della Fenice, uomo estremamente abile, sempre alla ricerca di soggetti  redditizi, se così si può dire, dotato di un fiuto che raramente lo ingannava, veniva spesso ad  ascoltarmi e pare che mi avesse notato. Non ne fece parola a nessuno; a Venezia non ci fu nessun rapporto fra di noi; ma non doveva dimenticarmi ed eravamo destinati a trovarci per il bene di tutti e due. Lo si vedrà.”                                              

Alessandro Lanari (S. Marcello di Jesi, 25.1.1787- Firenze 7.10,1852) fu uno degli impresari più importanti di tutto l’ottocento. L’abilità nello scoprire i talenti e la spregiudicatezza negli affari gli permisero di creare un impero teatrale di vastissime proporzioni che interessò le più importanti città italiane. Commissionò moltissime opere ai più grandi musicisti del periodo da Bellini, di cui nella suddetta stagione veneziana fu data la prima deICapuleti e i Montecchi, a Donizetti, fino ad alcune opere giovanili di Verdi.

Nella primavera del 1830, i coniugi Duprez fecero ritorno a Milano dove si esibirono al Teatro della Canobbiana nel Conte Orydi Rossini. Parteciparono poi alla stagione estiva del Carcano e nell’autunno dello stesso anno si produssero al Teatro Carlo Felice di Genova dove ottennero molti consensi ancora una volta in opere del repertorio rossiniano: Tancredi, Conte Ory e Italiana in Algeri. Nei primi mesi del 1831, durante una sua esibizione a Bergamo, Duprez ebbe modo di incontrare Donizetti col quale nacque subito un’amicizia che, come vedremo, risulterà essere gravida di un gran numero di conseguenze.

Successivamente fece ritorno al Carcano di Milano dove si produsse con scarso successo in Olivo e Pasqualedi Donizetti. Tuttavia, in quell’occasione ebbe l’onore di ricevere da Rubini i complimenti per la sua esibizione. 

Nella primavera del 1831, Duprez si trovava a Torino per una stagione al Teatro d’Angennes, dove si rappresentavano generalmente opere buffe. Ma la morte del re di Sardegna, Carlo Felice, costrinse i responsabili del teatro a cambiare i propri programmi e si indirizzarono verso il genere serio.

Fu così che i coniugi Duprez furono, di punto in bianco, invitati a cimentarsi nel Piratadi Bellini nei ruoli dei protagonisti. Casualmente, quindi, fu offerta a Duprez l’occasione di rivelare, proprio nel ruolo chiave del tenorismo romantico, una grande predisposizione nei confronti del repertorio drammatico. Egli ottenne un grossissimo successo personale, tanto che l’opera dovette essere replicata per ben diciotto volte. Duprez si rese così conto che ormai era sufficientemente maturo per abbandonare i ruoli di “tenorino” che lo avevano accompagnato per tutta la prima fase della sua carriera e tentare il grande salto nel repertorio drammatico col quale raggiunse presto la definitiva consacrazione. 

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