Gilbert-Louis Duprez: in Italia

II parte

Il mondo musicale milanese era in quegli anni quanto mai vivo e per un tenore in cerca di affermazione poteva offrire un terreno fertilissimo per veder germogliare le sue aspirazioni. C’era un numero altissimo di proposte in campo operistico e quasi sempre di straordinaria qualità. I migliori cantanti dell’epoca, la Pasta, la Malibran, Tamburini e molti altri, si esibivano con regolarità nel più prestigioso teatro milanese, La Scala. Inoltre Bellini e Donizetti stavano raggiungendo l’apice della loro fama. Quando Duprez giunse a Milano, poi, il grande tenore bergamasco, Giovanni Battista Rubini, anch’egli assiduo frequentatore del palcoscenico scaligero, aveva raggiunto il culmine della sua notorietà. 

Josef Kriehuber – Eigenes Foto einer Originallithographie  (fonte Wikipedia: pubblico dominio)

Proprio per quanto riguarda i ruoli tenorili, erano quelli gli anni in cui si andava delineando in modo definitivo la figura del tenore romantico, fatta di sentimenti sconvolgenti e passioni sfrenate rappresentati attraverso un tipo di vocalità che unisce alla soavità, lo slancio e la veemenza. Nel 1827, un anno prima che Duprez giungesse a Milano, Bellini aveva creato per Rubini il personaggio di Gualtiero ne Il Pirata, che Celletti considera “la piattaforma di lancio del mito del tenore”. Gualtiero è l’eroe che diventa bandito per vendicare i torti subiti e lotta per l’affermazione di se stesso e dei propri ideali di giustizia e in difesa del proprio amore. L’amore inesorabilmente travolto da un destino spietato sarà una costante nella sorte dei personaggi tenorili ottocenteschi.

Fu Rubini, dunque, il primo portavoce della causa tenorile romantica, il quale, pur essendo un grande maestro nell’esecuzione delle fioriture, si vide offrire da Bellini un ruolo, quello di Gualtiero, che privilegiava melodie imperniate sul canto sillabico pervase di fuoco e di passione. Rubini, in virtù della grazia toccante della sua voce, delineò un personaggio memorabile tanto da diventare il tenore prediletto di Bellini il quale scrisse ancora per lui il ruolo di Elvino nella Sonnambulae quello di Arturo nei Puritani

Appena giunto a Milano Duprez, grazie ad alcune lettere di raccomandazione che gli erano state fornite da Choron, si presentò al grande impresario teatrale Bartolomeo Merelli il quale, dopo averlo sentito cantare, gli consigliò di prendere alcune lezioni di canto da un certo Pedroni. Ma solo dopo poche lezioni Pedroni ritenne che Duprez fosse già sufficientemente esperto nell’arte del canto e lo congedò.  A questo punto Merelli si rivolse a Duprez per fargli riscoprire alcuni ruoli secondari in opere del repertorio rossiniano. 

Il debutto italiano di Duprez avvenne durante la stagione estiva del 1829 al Teatro Carcano di Milano nel ruolo di Idreno nella Semiramidea fianco di Giuditta Pasta. Successivamente si esibì nel ruolo di Argirio nel Tancredi ed in quello di Rodrigo nell’Otellorossiniano. Intanto anche Alexandrine aveva fatto il proprio debutto a fianco del marito con il personaggio di Azema nella Semiramide.

Dopo gli inizi al Carcano, Merelli inviò i coniugi Duprez a Como e a Varese in qualità, questa volta, di primi artisti. I ruoli di Duprez continuavano ad essere quelli di “tenorino di grazia” propri di un certo repertorio rossiniano e con i quali, come si ricorderà, aveva mosso i primi passi sul palcoscenico all’Odéon. Fu proprio in uno di questi, il Conte Ory, che a Varese Duprez ottenne un discreto successo personale che ripeté in altre città della Lombardia. 

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