Festival Marmo all’Opera! A Carrara le stelle della lirica fanno sold out

Su la piazza Alberica il solleone
muto dardeggia la sua fiamma spessa;
e, nel silenzio, a piè della Duchessa
canta l’acqua la rauca sua canzone…

Cosi scriveva della città di Carrara Gabriele d’Annunzio nelle sue Laudi – Le città del Silenzio, di questa terra magnifica tra le Alpi Apuane e il mare, dove l’incontro tra chissà quali magiche mani ha dato vita alla pietra scultorea più preziosa della terra: il Marmo. Una città che vive di marmo, ma anche una città che vanta uno dei più attivi e importanti circoli lirici d’Italia: il Circolo Carrarese Amici della Lirica A. Mercuriali.

Un gruppo formato da centinaia di persone mosse dalla passione per il melodramma, in grado di fare cose eccezionali, creare eventi e portare in città grandi personalità del mondo musicale, imprese che talvolta neanche i più blasonati teatri del mondo riuscirebbero a fare. Dopo più di quarant’anni di eventi musicali organizzati dal Circolo, in una città depauperata di ben due teatri, teatri storici che aspettano di essere salvati dalla burocrazia e dalla deficienza umana, sotto l’attuale presidenza del dott. Carlo Menconi, è nato quest’anno il Festival Marmo all’Opera! “il melodramma nei luoghi del marmo”, geniale manifestazione, in cui l’opera entra nelle affascinanti “officine” di lavorazione del marmo, luoghi magici, dove la materia inanimata prende vita grazie a scultori provenienti da ogni parte del mondo, luoghi perlopiù tradizionalmente chiusi al pubblico. Questo Festival apre delle porte che gli stessi carrarini non hanno mai aperto, creando situazioni in cui lo stupore visivo si fonde con quello uditivo, sviluppando un mix perfetto di nuovo e d’antico, in grado di attrarre persone da ogni parte d’Italia. Così è stato per il grande concerto andato in scena il 22 Agosto scorso presso la Cooperativa Scultori di Carrara, che ha visto la partecipazione straordinaria del tenore Gregory Kunde, del soprano Rebeka Lokar, del mezzosoprano Alessia Nadin e del baritono Sergio Bologna accompagnati al pianoforte dal M° Simone Savina.

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Un cast di stelle internazionali come questo ha in pochissimi giorni fatto registrare il sold-out portando nella città apuana più di 350 persone. Il programma, rispettato in ogni numero, si preannunciava fin da subito estremamente allettante, ma altresì di estrema difficoltà.

La star della serata, Gregory Kunde, per la quarta volta in concerto a Carrara è ormai un amico del circolo, amato da tutti per la sua immensa umiltà (e simpatia) oltre che per le sue straordinarie doti vocali. Unico tenore al mondo ad aver affrontato più di 120 ruoli, che vanno dal repertorio settecentesco al verismo, l’unico ad aver cantato sia l’Otello di Rossini che quello di Verdi, il tenore americano dopo 40 anni di carriera ci ha regalato ancora una volta una serata di altissimo livello, passando tra duetti e terzetti (Ballo in maschera, Trovatore, Norma ) raggiungendo il massimo dell’esaltazione del pubblico con l’esecuzione del recitativo, aria e cabaletta del Guillaume Tell di Rossini “Ne m’abandonne pas … Asil Héréditaire” (e qui apro una parentesi: ditemi voi, signori, quante volte vi è capitato di ascoltare dal vivo questo “Everest” dell’opera lirica?): una pioggia di acuti svettanti ha invaso lo spazio, prova tangibile ancora una volta di una forma vocale incredibile, rafforzata ancor di più se pensiamo all’attuale frequentazione di un repertorio  decisamente più pesante. Altro momento particolarmente apprezzato il duetto di Otello “Tu? Indietro! Fuggi!…Si, pel Ciel marmoreo giuro” con il baritono Sergio Bologna, con cui ha creato sul palco una straordinaria energia, e un pathos che solo i grandi artisti sanno trasmettere. Nell’acme dell’impatto drammatico raggiunto nel duetto i due cantanti si sono fronteggiati in un titanico scontro e non erano più loro e non era più il concerto, erano Otello e Jago, il pianoforte era un’intera orchestra e la perfidia e la disperazione e l’ira erano vere, tangibili…è proprio vero, la magia dell’opera rivive ogni volta che un artista calca un palcoscenico, medium tra noi e il genio. Ovazioni e standing ovation per il bis concesso a conclusione di serata, un “Nessun Dorma” da manuale, per la felicità del pubblico, anche dei non melomani.

 

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Altra perla della serata il soprano Rebeka Lokar, astro nascente e già ben collocata nel firmamento della lirica internazionale, impegnata attualmente all’Arena di Verona nelle produzioni di Nabucco, Aida e Turandot. Il soprano sloveno oltre ad essere per vocalità e intelligenza musicale una delle più apprezzate interpreti del panorama lirico è un’anima meravigliosa, fuori dagli schemi del grande artista scontroso e a tutti i costi chiuso nel suo mondo dorato, è una persona normale tra i comuni mortali, sempre con il sorriso sulle labbra, grata per ogni applauso e per ogni lode, salvo poi, quando sale sul palco ed entra nei personaggi del melodramma, diventare una regina indiscussa di vocalità e stile. Dopo aver interpretato magistralmente il duetto con il tenore da Un ballo in maschera e il terzetto e il duetto con il baritono dal Trovatore, ci ha regalato un attacco in pianissimo di “Un bel dì vedremo” da vera fuoriclasse, dando prova di una capacità tecnica perfetta. Altra altissima vetta è stata raggiunta nell’interpretazione dell’aria dal Trovatore “Timor di me? D’amor sull’ali rosee…Tu vedrai”, in cui ha sfoggiato dei pianissimi realizzati con apparente disarmante facilità, il che, in presenza di una voce dotata, come si dice in gergo, “di una canna” del genere, lascia al quanto stupefatti. E’ giovane, col tempo affinerà le doti interpretative e attoriali, ma lo strumento è vero, importante come da tempo non si sentiva e sorretto da solida tecnica.

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Per la prima volta a Carrara il mezzosoprano Alessia Nadin, di recente debutto alla Scala di Milano nella Francesca da Rimini. Cantante affascinante dalle spiccate doti belcantistiche ha incantato il pubblico con l’interpretazione dell’aria “Se Romeo t’uccise un figlio” da I Capuleti e Montecchi dando prova di una grande sensibilità musicale, riconfermata nel lungo duetto con il tenore “Eccola, va, mi lascia… Va crudele” da Norma. Esilarante e oserei dire una Rosina di gran classe nelle pagine rossiniane, in apertura nel duetto con il baritono e successivamente nell’aria “Una voce poco fa” dove ha dato prova di possedere delle belle agilità gestite con grande gusto musicale, in particolar modo evidente nelle inusuali variazioni, queste ultime segno di personalità, gusto scenico e padronanza tecnica.

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Il baritono Sergio Bologna, appena rientrato dal grande successo personale del Barbiere di Siviglia andato in scena al Teatro Carlo Felice di Genova giocava in casa, anche se il pubblico, di cui parleremo più avanti, non ci è sembrato di quelli inclini a sconti o a facili entusiasmi. Il baritono carrarino ci ha stupito per la capacità di passare da un repertorio all’altro senza nessuna difficoltà, cantando con gusto e agilità a fuoco il Barbiere di Siviglia, per poi sprigionare una vocalità brunita e “verdiana” nel difficile terzetto del Trovatore. Il momento più alto è stato sicuramente l’esecuzione dell’aria “Alzati… Eri tu” da Un ballo in maschera, (ruolo che interpreterà nel prossimo debutto al teatro Regio di Parma) dove ha dato prova di padroneggiare una tecnica affinata al punto di poter eseguire un’aria di estrema difficoltà per tessitura e interpretazione tutta in pianissimo, sfogando nella nota finale un crescendo di fortissimo impatto, come effettivamente è richiesto da Verdi. Non pago di aver commosso e colpito il pubblico, Bologna nel bis lo ha fatto ballare e cantare con una coinvolgente e impeccabile interpretazione di Granada.

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Superlativo, non ci sono altre parole per definire il maestro Simone Savina, che ha saputo concertare e resistere in modo eccelso per l’intero concerto durato più di due ore e mezza, senza nessun intervallo.

Una parola ancora su chi era presente al concerto: raramente chi scrive ha trovato un pubblico tanto numeroso così compatto e concentrato su quel che ascoltava, da cui alla fine di ogni brano prorompeva un applauso vero, vivo e vibrante, in talune occasioni entusiastico, quasi liberatorio della tensione artistica che si era respirata durante l’esecuzione. Merce rara, signori miei, anche un pubblico così!

Il Festival Marmo all’opera! grazie agli Amici della Lirica di Carrara si conferma come uno degli appuntamenti più interessanti della lirica nazionale, come testimonia la crescente partecipazione di pubblico proveniente, come chi scrive, anche da fuori Carrara, per cui rimaniamo in attesa di scoprire i nuovi concerti e la nuova stagione 2019.

Dalila Cardinali

Un pensiero riguardo “Festival Marmo all’Opera! A Carrara le stelle della lirica fanno sold out

  • 27 agosto 2018 in 11:38 am
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    Splendida recensione,che rende bene l’idea della riuscita di questo straordinario evento. Complimenti ai cantanti,a Carlo Menconi e tutti gli amici della lirica,al pianista ed a chi ha partecipato.

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