Le Nozze di Figaro al Filarmonico di Verona


E ANCHE QUESTA VOLTA è ANDATA DI LUSSO! Premetto che non sono un grande amante di Mozart, che pur avendo provato molte volte a capire fino in fondo, non riesce ad emozionarmi come i nostri “grandi”, ma nelle opere, anche di Mozart, per fortuna ci sono i cantanti, e questo diventa un altro discorso. Ieri,al Filarmonico di Verona, di cui pubblico alcune foto, è andata in scena la rappresentazione di “Le nozze di Figaro”, che sono andato a vedere, sia per quello che dicevo prima, cioè cercare di capire di più Mozart, sia per andare ad ascoltare 2 o 3 degli interpreti che componevano il cast alternativo, e di cui ho grande stima. E’ stata un’ottima scelta, perchè l’opera era prima di tutto realizzata benissimo, in forma tradizionale, come piace a me;

e poi gli interpreti, TUTTI NESSUNO ESCUSO, si sono superati, per qualità vocale ed interpretativa! Il ruolo di Figaro era interpretato da un giovane basso, che avevo già avuto il piacere di ascoltare a Genova nella Norma: Riccardo Fassi. Solo a sentirlo parlare (come ho avuto occasione dopo l’opera) è incredibile. Bella voce, piena e vellutata, bellissima presenza scenica, grande classe nel proporsi, con emissione potente e delicata allo stesso tempo, fece benissimo Oroveso a Genova eieri è stato uno splendido Figaro, non proprio lo stesso tipo di spartito da interpretare, ma risultati sovrapponibili; e questo è una prerogativa dei predestinati: eccellere in ruoli diametralmente opposti. Altra grande interpretazione, quella del soprano Hasmik Torosyan (di cui mi sono trovato casualmente accanto la mamma).

Bella ragazza, anche lei giovane, e anche lei già sentita a Firenze in Rondine, dove interpretava Lisette. Allora pensai che quella doveva avere ben altri ruoli, perchè mi aveva colpito, come spesso mi accade con le sconosciute, edevo dire, che quando accade un motivo c’è, e infatti, eccola a fare Susanna! Ruolo perfetto per la sua splendida voce di soprano lirico leggero, che emana un profluvio di note perfette, limpide, intonatissime, fascinose e trascinanti, sia nella tessitura alta che nella grave; anche i fiati sono giusti e ben espressi, come la dizione, che per una Armena, è un assoluto titolo di merito! Canta e pronuncia un italiano perfetto! Insomma una potenziale nuova stella del firmamento lirico, cui spero sia dato di poter risplendere in tutta la sua bellezza. La Contessa di Almaviva aveva le sembianze e la voce di un’altra bravissima soprano: Francesca Sassu. Nobile per aspetto, portamento e colore della voce, che emette sapientemente con grande garbo e nobiltà, esprimendo appieno il personaggio descritto da Mozart. Nell’aria “dove sono i bei momenti” mi ha emozionato, e per farlo con me su un’aria di Mozart, deve aver fatto un vero e proprio capolavoro! E poi arriva LEI : Raffaella Lupinacci, che è come dire una Dea! Un Cherubino tanto bello e musicale, da essere più che un cherubino un Arcangelo.

La voce di questo mezzosoprano è un dono di Dio per gli amanti dell’opera; ho già avuto altre occasioni per sentirla e desciverne la bellezza e l’intensità emozionale che esprime, e qui ho poco da aggiungere: Nell’aria del secondo atto “Voi che sapete cosa è amor”ha potuto espandere i suoi meravigliosi suoni,che per il resto della parte,purtroppo,sono molto penalizzati,ed ho riascoltato per l’ennesima volta cosa è la bellezza di una voce mezzosopranile: chi non conosce cosa sia,ascolti la Lupinacci e capirà cosa è un mezzosoprano con i controfiocchi., comunque questa splendida creatura,secondo il mio modestissimo parere,dovrà essere messa in grado di esprimersi secondo le sue immense potenzialità con ruoli quali Adalgisa,Carmen,Giovanna di Seymour, Rosina, Romeo, e più in là Amneris ed Eboli, in cui diventerà un riferimento. E comunque “mirate il bricconcello, mirate quanto è bello!

Che furba guardatura,che vezzo che figura!” era la sua foto, bello davvero, in tutta la sua bravura scenica,interpretativa, ed anche atletica, complimenti Raffaella! Ottimo anche il conte di Almaviva di Christian Senn, cantato con bel piglio nei momenti di gelosia e con la giusta dolcezza quando richiesta. Anche le parti minori,sono state ben ricoperte dai bravi interpreti,che erano: Francesca Paola Geretto per Marcellina, Bruno Pratico’ per Bartolo, Bruno Lazzaretti per Basilio, Paolo Antognetti per Don Curzio, Dario Giorgelè per Antonio; ed una nota particolare per Lara Lagni, giovanissima, proprio giovanissima soprano (21 anni) ma già con ottime caratteristiche e proprietà vocali, che ha interpretato una Barbarina sbarazzina, con il suo visino angelico ma malizioso, che penso farà strada! L’allestimento era ,come detto, tradizionale con una scena unica che dominava a sipario sempre aperto (vedi foto) e che aggirava lateralmente la buca dell’orchestra,fino a venire a ridosso degli spettatori di platea.

Praticamente si avevano i cantanti a 2 metri da noi, una goduria! Inoltre in molte occasioni gli interpreti percorrevano i corridoi della platea ,anche cantando, creando una bella atmosfera coinvolgente il pubblico,entusiasta.La Regia era di Mario Martone, ripresa da Raffaele di Florio le scene di Sergio Tramonti, i costumi di Ursula Patzak, con coreografie di Anna Redi.Bene l’orchestra,coro e ballo dell’arena di Verona, orchestra diretta dal maestro Sesto Quatrini. Se continuo così,imparerò ad amare anche Mozart, chissà!! Grazie Verona.

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