Maria Maddalena, otto euro buttati via

Maria Maddalena (regia di Garth Davis)


 

Come spesso mi accade in questo periodo, mi sento molto in difficoltà quando devo descrivere un film che ho appena visto. Sarà perché, forse, non sono stato troppo colpito dalle ultime uscite che ho avuto l’occasione di affrontare, sarà invece perché sto diventando troppo esigente, sarà, molto più probabilmente, perché certi linguaggi, certi toni, certi codici, certe intenzioni recitative, non li sopporto più.
Che dire di questo Maria Maddalena?
Parlare della predicazione e della Passione di Cristo è sempre assai difficile: si rischia facilmente di cadere nell’apologia, o nel banale, o nel cliché.
In genere, i film che si sono avvicinati all’argomento, non sono mai stati artisticamente troppo significativi  (Mel Gibson, Demille – per citare i più noti – hanno offerto prove veramente mediocri).
Meglio ha fatto Scorsese (anche se “l’ultima tentazione di Cristo” si è trascinato dietro gli anatemi di mezzo mondo), e ancor meglio Norman Jewison, con il capolavoro seventies di Jesus Christ Superstar (il tratteggio della figura di Giuda fu veramente geniale…).
Anche gli angoli visuali da cui è stata raccontata la vicenda sono stati moltissimi… mi viene in mente, ad esempio, quello di Barabba, protagonista del libro dal titolo omonimo del Premio Nobel P. Lagerqvist (bello!), e trasposto al cinema un po’ pedantemente da R. Fleischer (protagonista Anthony Quinn).
Ma la narrazione della Pasqua che più mi si è stampata indelebilmente nella memoria è quella, indimenticabile, di M. Bulgakov ne “Il Maestro e Margherita”: una visione acuta, raffinata, presente e viva.
Ecco! Quello che manca spesso ai racconti su Gesù è la vita: nascono in qualche modo morti, non credibili, non interessanti, e si trascinano tra frasi fatte, insopportabili colonne sonore angeliche e luci sfavillanti.
E questo ultimo “Maria Maddalena” non fa eccezione.
Il drammatico sospetto che si trattasse di un film di propaganda didascalica l’ho avuto a lettura dei titoli di coda. Qui infatti si precisa che, nel 2016, la Chiesa ha riabilitato la figura di Maria di Magdala, ora definita ufficialmente, dopo un clamoroso revirement storico-teologico, non più prostituta, ma “apostola degli apostoli”, meritevole della grazia di essere stata la prima a vedere il Cristo Risorto.
Fatta questa (inquietante) precisazione, devo dire che la cosa più bella e impressionante del film sono le scene in esterno, girate in campi lunghi ambientati in nature selvagge, brulle e suggestive.
Per il resto, si salva il sempre bravo Joaquin Phoenix (il rischio di una recitazione troppo sopra le righe era proprio dietro l’angolo…) e qualche battuta un po’ più acuta della media (assai bassa) dei dialoghi.
Maria Maddalena, nonostante le intenzioni programmatiche dell’opera, non mi pare la vera protagonista. A parte i primi minuti, ambientati nel villaggio di Magdala, non appena sulla scena compare Gesù, la nostra eroina resta comunque sullo sfondo, una comprimaria che vive di luce riflessa. Giocoforza il Cristo le ruba la scena. Assai opaco è anche l’altro personaggio femminile, la Madonna.
Assolutamente sbiadite poi le figure degli altri apostoli, compreso un muscolare San Pietro dallo scarso spessore.
Giuda vorrebbe fare un po’ il verso al gigante ritratto in Jesus Christ Superstar (il meraviglioso Carl Anderson… figuriamoci!!), e gioca il ruolo dell’uomo che non ha compreso che il Regno dei Cieli è ultraterreno e non un progetto politico da calare nella Storia… ma non ci riesce neanche un po’, e resta anche lui una macchietta senza interesse.
Ma il vero demerito del film è che secondo me non è neanche riuscito a restituirci la dimensione di una grande personalità, di una donna coraggiosa: Rooney Mara è buona solo a dibattersi all’interno del cliché della devota crocerossina che si ribella alla propria famiglia patriarcale per seguire il proprio amore per l’Umanità.
Otto euro buttati via.

Michele Orsitto – 18 marzo 2018

 

2 pensieri riguardo “Maria Maddalena, otto euro buttati via

  • 23 marzo 2018 in 6:43 pm
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    E’ molto tempo che non vado al cinema! Se avro’ l’opportunita’ mi piacerebbe vederlo!!!

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  • 23 marzo 2018 in 6:45 pm
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    E’ molto tempo che non vado al cinema. Questo film mi potrebbe interessare!!!

    Risposta

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