Primavera | Giornata Mondiale della Poesia

Menabò&Versi per la Giornata Internazionale della Poesia


La primavera è la vita che torna, prepotente, instancabile, percossa e sbatacchiata, ma torna. Indifferente alla stupidità di ogni gelo che voglia sopravvivere all’inverno. Ecco perché il 21 marzo è il Giorno Internazionale della Poesia. Perché la poesia è testarda e non molla mai!

Anche qui a menabo&versi celebriamo con tre poesie. Una di Jalal Ad Din Rumi, mistico e poeta persiano, un brano della Commedia di Dante Alighieri (Paradiso, X Canto, vv. 61-81), l’ultima di Bertolt Brecht.

RumiLa scala delle esistenze

Dal momento in cui sei venuto al mondo,
una scala è stata posta dinanzi a te
per permetterti di evadere.
Prima eri minerale, poi sei diventato pianta,
dopo sei diventato animale;
Come ignori!
Infine sei stato fatto uomo,
dotato di conoscenza, di senno e di fede.
Considera questo corpo estratto dalla polvere
Quale perfezione ha acquisito!
Quanto eri trascendente, nella condizione
Di uomo!
Sai, senza alcun dubbio tu diventerai un angelo:
allora finirai nella terra e la tua dimora sarà
l’immenso cielo.
Oltrepassa anche la condizione angelica,
entra in quest’oceano, finchè la tua goccia d’acqua
diventerà un mare.

Dante Alighieri, Paradiso, Canto X, vv. 61-81

Non le dispiacque; ma sì se ne rise,
che lo splendor de li occhi suoi ridenti
mia mente unita in più cose divise.                               63

Io vidi più folgór vivi e vincenti
far di noi centro e di sé far corona,
più dolci in voce che in vista lucenti:                              66

così cinger la figlia di Latona
vedem talvolta, quando l’aere è pregno,
sì che ritenga il fil che fa la zona.                                    69

Ne la corte del cielo, ond’io rivegno,
si trovan molte gioie care e belle
tanto che non si posson trar del regno;                        72

e ‘l canto di quei lumi era di quelle;
chi non s’impenna sì che là sù voli,
dal muto aspetti quindi le novelle.                                  75

Poi, sì cantando, quelli ardenti soli
si fuor girati intorno a noi tre volte,
come stelle vicine a’ fermi poli,                                       78

donne mi parver, non da ballo sciolte,
ma che s’arrestin tacite, ascoltando
fin che le nove note hanno ricolte.

 

BrechtPrimavera

Su un ramo secco e arido
è fiorito un fiore
stanotte nel timore
che gli sfuggisse maggio.

Non ci contavo ormai,
lo davo per spacciato
al mio sguardo, inutile.
Quasi l’avrei tagliato.

 

E in coda, ma proprio in coda, un mio pensierino per voi… con foto.