Il trovatore al Petruzzelli di Bari (sotto la neve)

La sera del 27 Febbraio ho assistito alla rappresentazione del Trovatore al teatro Petruzzelli di Bari. Il cast era composto da Amadi Lagha nel ruolo eponimo, Ernesto Petti come Conte di Luna, Maria Pia Piscitelli interpretava Leonora, Miljana Nikolic era Azucena, ed Alessandro Spina impersonava Ferrando. Dirigeva l’orchestra del teatro Renato Palumbo, con la regia di Joseph Franconi Lee, le scene di Tito Varisco ed i costumi di Pasquale Grossi.

Teatro non pieno, forse anche a causa della nevicata del pomeriggio e del grande freddo, ma lo spettacolo è stato bello, con buone interpretazioni di tutti i cantanti, ma secondo il mio giudizio, con 2 punte di diamante in Ernesto Petti,baritono che non avevo mai ascoltato dal vivo e che mi ha colpito per la morbidezza della voce, bella, estesa ed omogenea. Splendida la sua aria “il balen del suo sorriso” cantata sul velluto, con molta grazia e sentimento, ma bello anche il suo fraseggio e il cipiglio fiero dei momenti più accesi, come nell’incontro con Azucena, o nella scena del convento con un veemente “ho le furie nel cor” da brivido. L’altra eccellenza, per me,è stato Alessandro Spina, che ha interpretato il ruolo di Ferrando come rarissimamente è dato ascoltare: nell’aria di sortita,”Abbietta zingara”, notoriamente ardua per il basso, lui è scivolato via sicuro e preciso, facendo tutte le note scritte con i picchiettati perfetti e ben marcati, ed una voce calda e ben sostenuta sui fiati. Bellissimo! Mi spiace che alla fine dell’opera siano usciti sul proscenio solo in 4, senza di lui, che si sarebbe meritato ampiamente la ribalta (vedi video).

Bene il tenore, Amadi Lagha, con una piccola incertezza sul do della Pira, ma complessivamente più che valido. Bene anche la Leonora della Piscitelli, che ha cantato con voce calda, suadente, con belle note gravi ma anche con filati davvero al cardiopalmo, e con emissione ben proiettata; forse questa cantante si meriterebbe un po’ più di “fama” di quella che le viene data. Infine l’Azucena di Miljana Nikolic è stata corretta, seppur non entusiasmante, forse per una certa carenza di volume ,specialmente nel grave, e qualche incertezza nella dizione, ma anche lei ha soddisfatto in tutto il complesso della recita, in particolare attorialmente parlando. Le splendide scene e costumi tradizionalissimi, hanno completato un bello spettacolo, che ha fatto uscire soddisfatti da quella meraviglia che è il teatro di Bari. Buona la direzione di Palumbo, ormai una certezza per queste opere, che ho notato aiutare moltissimo i cantanti, con cenni precisi e perentori e tempi sostenibili. Bravissimo anche il coro, che ha ben reso lo spirito gitano nel “chi del gitano” e lo spirito guerriero e soldatesco in apertura del terzoatto con il bellissimo “squilli echeggi” Alla fine applausi per tutti. Nelle foto l’interno del Petruzzelli, ed il teatro all’esterno sotto la neve.

Paolo MazzoniMelomane


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