Sottile impermeabilità (The Shape of Water)

LA FORMA DELL’ACQUA (Guillermo Del Toro)


Il film ha ottenuto 13 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Venezia, 5 candidature e vinto 2 Golden Globes. La forma dell’acqua – The Shape of Water è 4° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 580.538,00 e registrato 83.001 presenze. MYmovies

Come si fa a scrivere qualcosa su un film cui si ha la netta sensazione di essere rimasti impermeabili ? (tanto per restare in tema acquatico) Un film che si ha la decisa impressione di non aver capito, e del quale si crede di non essere riusciti ad apprezzare le innumerevoli citazioni cinefile? L’impresa è ardua.

La forma dell’acqua è indubbiamente una pellicola di valore: la cinepresa si muove con una sicurezza veramente ammirevole (i movimenti di macchina sono, secondo me, la cosa più rimarchevole del film), e va a disegnare delle vere e proprie coreografie, il cast è azzeccatissimo, la protagonista (Sally Hawkins) dimostra un’intensità notevole, e tra l’altro vi compaiono due attori a me molto cari, Michael Shannon, che ricordo nelle eccezionali interpretazioni di Revolutionary Road e My son my son, what have you done?, e Michael Stuhlbarg, già splendido protagonista del capolavoro dei Coen “A serious man”.

Ma il mio entusiasmo finisce qui. Il film, lo ammetto, non l’ho capito. La protagonista è una sorta di “Amelie” muta, che vive in un mondo non così favoloso, e che lavora come inserviente in un centro di ricerca degno di un James Bond di annata. Lì scienziati e militari studiano un “mostro” anfibio dalle strane caratteristiche (che esteriormente “cita” Il Mostro della Palude), trovato nel profondo del Sudamerica, e la trama ruota intorno all’amore che scaturisce dall’incontro di questi due esseri così diversi.

Sullo sfondo, l’America delle gelatine verdi e dei manifesti sorridenti di inizio anni ’60, della guerra fredda, del consumismo corazzato delle Cadillac.

Ripeto, non sono riuscito a cogliere il senso complessivo dell’opera, che, allo stato, non posso dire di aver amato più di tanto. Mi riservo di rivederla.

P.S.: il film è ambientato a Baltimora, città teatro per me di un bellissimo ricordo..

Michele Orsitto

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