Il Medioevo Everso

Di tatuaggi, di vele, di avventure

nel Medioevo Everso di David Giuntoli

di Linda Lercari


NC: Febbraio, mese di piogge e di freddo… Il sole ancora non si affaccia. La stagione ideale per gustare “Il segnato” Ultima fatica di David Giuntoli. Eccolo ospite fra noi. Salve, David. Prego, accomodati, hai avuto modo di dare un’occhiata alla nostra rivista?

DG: Certo. Molto interessate per contenuti e presentazionedavid

NC: Come avrai avuto modo di vedere la nostra rivista si occupa di arte a tutto tondo. Tu sei uno scrittore, ma ci sono altre forme espressive che ami? In cosa ti piacerebbe cimentarti se potessi?

DG: Sicuramente mi sento affine alle arti figurative. Quando ero piccolo era il disegno a occupare gran parte delle mie giornate, ma trovo che il canto una forma espressiva liberatoria e non disdegnerei affatto cimentarmici.

NC: Per essere un valente scrittore sarai di sicuro un accanito lettore e dalle tue pagine si evince un grande amore per certi autori. Vorresti parlarci di quelli che maggiormente ti hanno ispirato?

DG: Per “Il segnato” in particolare H. P. Lovecraft, ma sono debitore anche alla saga del campione eterno di M. Moorcock e a quelle di Conan e di Solomon Kane create da Howard, sebbene il mio romanzo sia più in sintonia con le atmosfere di Kane che di quelle Conan. Per altre cose che ho scritto non posso non citare S. King e uno che scrittore di romanzi non è ma che comunque scrive: Quentin Tarantino. Ho comunque ben impresse le lezioni di Matheson e Herbert.

NC: Ogni storia è una sfida e sappiamo che ti piace raccoglierle. Quale progetto ti ha dato diciamo… “più filo da torcere”?david

DG: Un racconto che ho scritto per un’antologia al momento latitante con il filo conduttore della maschera. Non ho mai dovuto lottare così tanto con una storia che andava doveva voleva fregandosene dei miei desideri. Alla fine sono stato costretto a fermarmi ad ascoltarla e ho capito che aveva ragione lei. Visto il risultato finale non sono mai stato più felice di sbagliarmi.

NC: Romanzo o racconto? Quale delle due forme preferisci? E per la lettura? Gradisci perderti in lunghe saghe oppure prediligi tante brevi storie a tema?

DG: Il romanzo senza dubbio sia per la lettura che per la scrittura. I motivi che mi vengono subito in mente sono che il romanzo ha più spazio per le evoluzioni della storia e dei personaggi e anche momenti non eccelsi possono passare più inosservati rispetto a quelli di un racconto che per tutti questi motivi è molto più difficile da scrivere

NC: Entriamo nel vivo del tuo ultimo romanzo “Il segnato”. Devo dire che già dalle prime pagine si respira un’atmosfera tutta particolare… Un “Medioevo Altro” non troppo dissimile da quello che gli Illuministi dipingevano nel ‘700, ma con ombre ben più oscure e un misticismo quasi palpabile. Cosa ti ha spinto a creare questo universo? davidcover

DG: Tutto è nato dall’immagine di un uomo tatuato che viaggiava di paese in paese durante quel periodo. Mi è venuta in mente per due o tre volte e mi sono cominciato a domandare chi fosse, quali fossero i suoi scopi e cosa fossero quei tatuaggi che gli coprivano il corpo. Mi sono messo in ascolto e la storia è arrivata da sola portandosi dietro le ambientazioni, le situazioni e i personaggi che Kaspar Vogel avrebbe incontrato durante il suo percorso.

NC: Il tema religioso è molto forte. Tatuaggi non come simboli, ma ben altro. Hai mai riflettuto sulla visione ancestrale dell’uomo primitivo che affronta il mondo sconosciuto e pericoloso decorandosi il corpo, marchiandolo in modo permanente?

DG: E’ un po’ quello che accade a Kaspar anche se i tatuaggi che si porta addosso sono il frutto di una scelta che fa in un momento estremamente delicato (e legato appunto alla religione) in seguito alla quale, senza “spoilerare” troppo, si troverà in un istante coperto dei segni che si porterà addosso per sempre. Quei segni saranno in effetti la sua arma e la sua dannazione per affrontare il mondo sconosciuto. E ce ne sarà molto da esplorare perché il suo destino diventa quello di peregrinare in cerca di qualcosa che si svelerà andando avanti nella storia.

NC: Il protagonista de “Il segnato” è affascinante, ma sei affezionato a qualche personaggio minore? Hai una predilezione per qualche figura secondaria del romanzo?

DG: I personaggi di cui ho scritto sono tutti figli miei, ma ce n è uno che mi piace particolarmente ed è Lucius, il miglior amico di Kaspar. E’ più dedito di lui allo studio, alla comprensione dell’universo ed ha un forte carisma tanto che il Segnato lo considera a tutti gli effetti il suo leader. La sua evoluzione riserverà non pochi colpi di scena perché il Segnato è un romanzo nel quale non si deve dare nulla per scontato.

NC: La trama è ricca e avvincente. Un romanzo è uno spazio troppo piccolo dove racchiudere tutta la storia. Progetti per il futuro? Ci puoi dare qualche anticipazione?

DG: Quando ho parlato di Tarantino ne ho già data una, ma mi piacerebbe dedicarmi alla fantascienza e guarda caso una storia in tal senso ha già cominciato a sussurrarmi parole segrete. Inoltre sta prendendo forma la pubblicazione del secondo capitolo di cui troverete ogni dettaglio a questo link: Il Segnato II i Pirati del Multiverso.

libropolis

NC: Una piccola domanda sulla cover e sulle illustrazioni. Come ti poni a riguardo? Sei meticoloso? Ormai i romanzi si giudicano anche dalla copertina, cosa ne pensi?

DG: La copertina è importante, ma tante copertine che ho scelto hanno rivelato una pochezza di contenuti a dir poco sconcertante. Certamente se il contenuto c’è la copertina ben fatta è un valore aggiunto, ma anche lì vai a sapere cosa è bello e cosa non lo è per gli altri. Lo sto riscontrando proprio con “Il segnato” dove ho lettori che mi dicono che non si può vedere e altri che mi dicono che è magnifica.

NC: Siamo al momento dei saluti, ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato. Ti seguiremo molto volentieri, cosa vorresti dire ai nostri lettori?

DG: Lettori: qualunque cosa voi facciate nella vita non nascondetevi mai dietro l’abusato motto “Non ho tempo per fare ciò che vorrei”, perché ogni istante che sottraete alla realizzazione dei vostri sogni è un istante perso. E i sogni non realizzati sono astrazioni che col tempo diventano nocive. Grazie per l’intervista Linda.

NC: Messaggio più bello non potevi darlo!!! Grazie David e a presto!

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