L’arte del riso e del pianto

le due maschere di Danilo Falco

di Linda Lercari


NC: Conosco alcuni artisti da diverso tempo e ho avuto modo di seguire il loro vario e interessante percorso. É il caso di Danilo Falco che sono lieta di ospitare sulle pagine di NoCrimeOnlyArt. Ciao Danilo, ben ritrovato! Come stai? Mettiti a tuo agio. Hai potuto dare un’occhiata alla nostra rivista?

27652840_10155502794879472_371678223_oDF: Ciao e grazie dell’opportunità, certo che ho visto la vostra pagina e ho trovato molti articoli interessanti, interessante è anche il concept della stessa.

NC: NoCrime si prefissa come obiettivo quello di combattere la dilagante cronaca nera divulgando arte e bellezza. Cosa ne pensi? C’è una forma d’arte che ti attrae più delle altre? Che ti sostiene nei momenti tristi?

DF: Proprio a questo mi riferivo prima, la ricerca del bello in un mondo che si muove e che, attrae solo se c’è il delitto, la vostra pagina da un senso si sicurezza. Per quanto riguarda l’arte che più mi sostiene, ovviamente la scrittura la fa da padrona, ma amo alternare i miei momenti liberi per sperimentare, creare e imparare e far cose nuove.

NC: Scrittore, ma anche musicista e attore brillante. Saremmo curiosi di conoscere un po’ della tua formazione, cosa ti ha ispirato, cosa prediligi nel tuo creare…

DF: Attore brillante è un bel po’ eccessivo, musicista poi, strimpello, improvviso e che mi diverto con entrambe le cose. Ho sempre pensato che non esistono limiti, ma solo limitazioni, né vergognarsi con il timore di apparire ridicoli. La mia formazione poi, completamente diversa e distante da quello che faccio, sono un economista, i miei primi libri pubblicati infatti, furono dei manuali sul Forex trading (trattano di investimenti in cambi valutari).

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NC: Sempre modesto, eh? Ho letto alcuni dei tuoi lavori e ti ho conosciuto come scrittore dei sentimenti più cupi dell’animo umano. Letture vivide e piene di sfaccettature. L’arte è anche questo, non credi? Esorcizzare la parte terribile dell’umanità fissandola sulla carta a monito del lettore, che non prenda certe strade, che non si affacci al lato oscuro della ragione.

DF: Esatto, credo che i miei romanzi precedenti, che strizzano più l’occhio all’orrore seppur conditi da rapporti amorosi, altro non sono che dei veri e propri esorcismi delle mie paure, scriverle, mi ha aiutato molto a liberarmene e spero, che possano fare lo stesso con il lettore.

NC: Fresco di stampa è il tuo ultimo lavoro “Devi amarmi”. In effetti sono appena un paio di settimane che è in vendita negli store on line. Emozionato? Ce ne vuoi parlare?

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DF: Pensavo di non emozionarmi più di tanto avendo pubblicato già diversi lavori, ma invece, avere tra le mani un qualcosa che proviene dal profondo del mio animo (spero di non esagerare) è sempre una sensazione spettacolare.

Che dirvi, “Devi amarmi” è un romanzo a più prospettive, dove i pensieri dei protagonisti si alternano più delle stesse azioni; (del resto tutti noi immaginiamo di fare cose e dirne altre che mai ci sogneremmo di mettere in pratica).

NC: Ho avuto il piacere di leggerlo e devo dire “d’un fiato”. Il tuo stile di scrittura è cambiato nel tempo e questo tuo ultimo nato ha un sapore tutto barocco. I personaggi, le ambientazioni, persino gli stessi pensieri che attraversano la mente sono dipinti in modo sfarzoso e sopra le righe. Tutto questo non fa che accentuare il messaggio del romanzo e pone l’attenzione del lettore su particolari inediti e interessanti. In effetti il “poco naturale” diventa un mondo completo che gioca regole sue proprie. Qual è stata la molla che ha fatto scattare questa tua creazione?

DF: La scrittura un po’ “barocca” o con uno stile di altri tempi diciamo, è stato fortemente voluta per enfatizzare quel così nobile sentimento chiamato amore; mi spiego, il personaggio che segue nell’ombra la protagonista, la venera, o per meglio dire la idolatra, e quando si desidera qualcuno ma anche qualcosa in una maniera così profonda, diventano meno ridicoli quei termini e quell’enfasi per esprimere l’amore anche ai giorni nostri.

NC: Il personaggio di Caroline è molto particolare, questa donna frustrata e così “poco amata”… Hai conosciuto persone simili a lei? Alcuni contenuti sono piuttosto “forti” quindi spero che sia soprattutto frutto di tua invenzione.

DF: Mi piace definirmi un attento ascoltatore, nel senso che amo ascoltare le persone, cerco sempre di leggere tra le righe e capire cosa vogliono veramente dire le persone (impresa veramente ardua); questo però, mi fa rispondere di sì alla domanda, ho conosciuto diverse persone con atteggiamenti alla Caroline, con le stesse necessità, sentirsi desiderate, magari solo per provare quell’adrenalina del proibito. Non le giudico, del resto, vivono il loro “io”. (Probabilmente proprio su questo si basa il mio romanzo).

NC: Hai avuto problemi con la caratterizzazione dei bambini?

DF: Credo di no, anzi, mi sono divertito a ragionare come dei bambini, mi è stato detto che spesso tra le pagine, Linda la figlia di Caroline sembra parlare come un adulto, ma credo i bambini sono così, molte volte ci sorprendono, sono acuti e arguti, magari siamo noi adulti a non considerare le loro riflessioni, oppure le minimizzano.

NC: “Devi amarmi” e il titolo già spiega molto, non svelo il finale, ma la morale è agrodolce e forse con una lacrima, il tuo stile letterario è sempre molto noir, molto gotico. La copertina stessa è un esauriente biglietto da visita. Raccontaci qualcosa della sua creazione.

DF: Devi amarmi. (Punto) il punto è importante, rende la frase ancora più imperativa, è un paradosso, nessuno può pretendere un sentimento da qualcun altro, questa cosa mi ha stimolato molto nella creazione del romanzo, tutto era partito come il classico romanzo dove uno stalker pretende attenzioni da una donna della quale per qualche motivo si è invaghito, poi ho pensato di infittire la trama, si parla di amore, di essere amati, chi non lo vorrebbe? Colei che era un’ipotetica preda, diviene una persona in cerca di attenzioni, intrecciando la trama e spostando le attenzioni del lettore da un lato all’altro della medaglia.

NC: Eppure questo romanzo e questo genere di storie non sono il tuo unico lato. Oltre alla musica ti occupi di un altro progetto, quello che io definisco la tua “altra” maschera, giusto? E dal pianto passiamo al riso. Sarei curiosa di sapere come sono nati i “Chaltrones” e di cosa si occupano. Quale messaggio vogliono portare al mondo?

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DF: quando penso ai Chaltrones mi viene subito da ridere, in realtà credo che sia quella la mia vera maschera, sono sempre stato propenso a divertirmi, non ricordo un mio momento triste o cupo tra le persone in tutta la mia vita, adoro sdrammatizzare e rendere divertente anche le cose a limite; con la scrittura però non mi riesce, trovo molto più semplice esporre le difficoltà che la gioia di ridere (spero di riuscirci presto, fa parte dei miei prossimi progetti un romanzo con sfaccettature ironiche).

Il progetto Chaltrones è nato poco più di un anno fa, rincontrai Marcello (l’altro chaltrone) e si parlava di fare un video rap (cantavamo insieme nel 1998) quindi doveva essere una sorta di Reunion musicale, ma lui, continuava a dirmi di fare qualcosa di ironico e pensammo a qualche sketch, dopo i primi quattro, avevamo 35k followers e le persone iniziavano a riconoscerci come i Chaltrones, (ahimè, anche quando andavo a presentare un mio romanzo con l’espressione seria). Peccato che ora il progetto è un po’ arenato, ma quando si fanno un po’ di numeri in breve tempo, subentrano personaggi strani che promettono salti di qualità, invece, creano problemi. Speriamo di ricominciare presto, abbiamo anche molte idee in sospeso.

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NC: Se scrivere in toni neri è difficile penso che suscitare una risata e una riflessione siano cose ben più ardue. Strappare un sorriso allo smaliziato pubblico moderno è impresa ardua. Come scrivete i testi? Raccontaci qualcosa del dietro le quinte di questo progetto.

DF: i testi dei Chaltrones nascono da lunghe chiacchierate telefoniche, ci lamentiamo delle cose che ci circondano o prendiamo in giro il “cafone” tipico della zona e da lì, nasce la magia (haha).

La cosa che più ci identifica in quel nome è il nostro atteggiamento verso la vita, lui avvocato io economista, ma ci siamo dedicati a tutt’altro solo per il gusto di sentirci liberi e felici, poi siamo veramente degli improvvisati, i testi li scriviamo anche una settimana prima, ma il giorno delle riprese, tutto è a braccio, si cambia di continuo e nessuno ricorda una sola battuta; e se la ricorda, viene espressa in maniera opposta al testo.

NC: Musicista, scrittore e attore brillante, manca altro? C’è una forma d’arte attraverso la quale ti esprimi e che non conosco? Oppure qualcosa di nuovo in cui vorresti cimentarti?

DF: la vera forma d’arte che non conosci e che mi ha accompagnato in molti anni è la pittura, ho esposto in parecchi posti, anche in Francia e a Roma a palazzo Ferrajoli, ebbi anche una quotazione per i miei quadri, li firmavo con lo pseudonimo di Erman de Pares (non sto a spiegare da cosa nasce il nome), il discorso delle arti grafiche l’ho abbandonato perché troppo semplice imbrattare una tela e ancora più facile criticarla o renderla celebre. Per scrivere un romanzo occorre molta più dedizione e per criticarlo bisogna quantomeno leggerlo, non dare un’occhiata fugace.

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NC: Nel microcosmo che hai creato ci sono personaggi che ritornano? Gente che va e gente che viene nel mondo letterario di Danilo Falco?

DF: in devi amarmi no, ma nei miei altri romanzi ci sono alcuni personaggi che si incontrano lungo il percorso, e non solo, adoro collegarli con elementi comuni.

NC: “Devi amarmi” da così pochi giorni eppure già con qualche critica positiva, il riscontro di partenza è buono, pensi di portare il tuo romanzo in giro per fiere? Oppure lasci che sia l’universo digitale a divulgare la tua opera?

DF: questo è un punto delicato, sono stato in giro per fiere con i miei altri romanzi, il riscontro è stato poco entusiasmante, e anche per questo, ho deciso di pubblicarlo senza casa editrice, il sistema createspace per quando mi riguarda è entusiasmante, mi mostra tutto ciò che accade al mio romanzo in termini di vendite in tempo reale, e per me, fissato per i numeri è il top. Però, ti do un’anteprima, sono stato contattato da un’altra casa editrice qualche giorno fa, seppur non enorme né blasonata come altre che mi avevano dato parere positivo, ho trovato una buona empatia con la direttrice, magari la seconda edizione di devi amarmi potrei affidargliela… il forse è d’obbligo.

NC: Quindi quest’anno lo dedicherai soprattutto a “Devi amarmi” o ci sono altre sorprese in serbo per noi?

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DF: in realtà ho altri tre romanzi pronti da pubblicare, ma bisogna creare un gap temporale tra una pubblicazione e l’altra, quindi spero di ricevere delle scosse di entusiasmo dai lettori di devi amarmi con le loro recensioni, o ad esempio delle interviste interessanti come questa, che fanno venire una gran voglia di continuare a scrivere.

NC: grazie di essere stato con noi e di aver risposto così chiaramente alle nostre domande. Seguiremo i tuoi lavori e ci incontreremo ancora. Un caro saluto da me e da tutta NoCrimeOnlyArt.

DF: Un saluto affettuoso a te cara Linda e a tutta NoCrimeOnlyArt. Continuate cosi, la strada è giusta e pagine come la vostra sono quelle che fanno venire una gran voglia di emozionarsi. A presto.

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