L’assonometria dell’arte

Intervista a Chiara Miryam Novelli

di Linda Lercari.


NC: Bentrovati sulle pagine di NoCrimeOnlyArt! Oggi diamo il nostro caloroso benvenuto a un’artista a tutto tondo: pittrice, poetessa e scrittrice di narrativa: Chiara Miryam Novelli. Bene, mia cara, accomodati. Questa è una rivista che combatte la cronaca nera con notizie d’arte, che ne pensi?

CMN: Si, un buon modo per definirla Linda, e grazie della tua accoglienza.

foto per Linda al Pisa Book con libri precedenti

NC: E tu di arte te ne intendi e come! Quando pensi a te stessa come ami definirti? Quale, fra le varie tecniche che domini, prediligi? Ricordiamo che i quadri riprodotti in questo articolo sono di tua creazione.

Chiara Novelli-Jocker-olio su tela 40x40

CMN: Io sono una scrittrice. La parola è il luogo dove accadono tutte le cose sia nella poesia dove la parola stessa e il suo suono vanno a coincidere con l’immagine, sia quando la parola si trasforma in frase, nel racconto, genere che amo particolarmente, perché ti fa accorgere che siamo pieni di storie, siamo fatti di storie, e queste storie sono la nostra identità con tutte le sue produzioni, consce e inconsce. E qui trovo la visione e il bisogno di darle vita sulla tela.

NC: Hai mai pensato di sviluppare altre capacità? La musica, per esempio?

CMN:Ho suonato il piano per alcuni periodi. Ma la musica è sempre rimasta per me una Musa incostante, preferisce seguirmi nelle sonorità che nascono dalla poesia e dalla prosa.

NC: Viaggiando sull’onda dell’ispirazione come realizzi i tuoi racconti? Da buona pittrice hai comunque in testa una specie di immagine? Oppure alcune immagini che si formano man mano che il pensiero segue una corrente? Oppure parole e visioni rimangono separate?

Chiara Novelli-Inconscio-olio su tela 90x90

CMN: I racconti si accendono per un dettaglio che mi arriva dalla vita e mi suggerisce una storia di cui mi innamoro subito mentre me la racconto. E spesso sono storie legate all’identità dei personaggi, alla loro parte interiore e oscura, ai loro segreti. Una volta finita l’onda emotiva che costruisce il racconto si presentano le visioni, che non coincidono, ma in cui un mondo ha liberato l’altro, un’arte ha liberato e acceso l’altra.

NC: Al contrario, con la pittura? Mentre mescoli i colori “senti” come delle parole che ti accompagnano?

CMN: Giusta richiesta, ma ti posso confermare che tutto comincia dalla parola. La parola rompe i sigilli della visione e la visione trova quel big bang che porta alla mescola del colore. Poi, come per i racconti dove i personaggi si scrivono da soli, così bisogna essere attenti ai soggetti che vogliono nascere dalla tela, anche loro sono già lì, l’artista ne diventa il “medium”, ne raccoglie il richiamo del voler prendere vita.

NC: A mio avviso è la poesia che unisce le due forme sopra descritte, non trovi? Tu, da poetessa, come descrivi la tua esperienza creativa?

Per Linda foto mentre dipingo

CMN: Hai ragione, la poesia è l’incunabolo di tutte le arti. Nella poesia c’è la parola letteraria, la poesia narra per immagini, la poesia suona con la ritmica del metro. Dietro ogni arte c’è il poeta e anche se l’artista stesso poeta non è, se è artista, non può non essere anche poeta.

NC: Restauro o pittura? Cosa ami fare quando vuoi rilassarti? L’idea di portare a nuova vita gli antichi dipinti è affascinante, questo ti ha influenzata anche nella scrittura?

CMN: Il restauro mi ha permesso di scoprire i segreti della pittura nei secoli, e per essere all’altezza del dipinto, dovevo entrare nella mente dell’artista, capire come aveva ragionato. Non è stato facile trovare chi volevo essere quando ho voluto cercare la “mia” cifra pittorica. La scrittura mi aiutato a trovare la mia identità pittorica. Lì era quel “rilassarmi” che mi ha permesso di ascoltarmi per il mondo dell’immagine.

NC: È da poco uscito “L’assonometria del Caso” su tutti gli store on line. Interessante scelta, ce ne vuoi parlare? Perché ti sei affidata alla divulgazione digitale?

Copertina L'assonometria del Caso-2

CMN: Dopo tre editori, ho voluto fare un’esperienza dove mantenere il pieno controllo dell’opera nei suoi aspetti legali ed economici. Una esperienza per ora positiva, che moltiplica i contatti, che divulga senza barriere, e dove tutto il possibile dipende solo da te.

NC: Sin dal titolo si percepisce un romanzo complesso e denso di avvenimenti. Vuoi raccontarci un poco la trama? Per piacere non ci anticipare il finale, eheheh…

CMN: Ottimo suggerimento. È un romanzo psicologico, ma costruito di noir e di giallo, sarebbe gravissimo! Bene, ci sono tre uomini con lo stesso nome che perdono la loro identità, ed è come se in quel nome comune ci fosse inscritto un destino che li unisce senza che loro lo sappiano. Punto di congiunzione un anziano commissario che, nonostante la pensione, continua testardo a indagare su tre casi irrisolti dove sono implicate tre donne, più una. Una struttura a doppia piramide dove gli intrecci faranno si che ognuno di noi possa riflette sulle ragioni scientifiche e filosofiche del destino, del Caso dentro una trama di una certa intensità.

NC: Come è nata l’idea originale? Il nucleo della trama? Posso chiedere se hai avuto un “flash” visivo? Ne uscirebbe un quadro in qualche modo?

CMN: L’idea è nata da un pensiero che mi ossessiona, ossia quello di poter sparire senza dare alcuna spiegazione, abbandonare la propria vita, resettarla, per ricominciarne una nuova da un’altra parte, completamente reinventata, a cominciare dal nome. Il concetto dell’ ”IO” unico e multiplo sta producendo effetti molto forti sulle tele, è vero.

NC: Leggendo il romanzo, tra l’altro i miei complimenti per la scrittura efficace, senza fronzoli e molto scorrevole, non posso che pensare che Zauko Graus sia esattamente l’anello di congiunzione fra le varie discipline artistiche cui accennavamo poc’anzi… Musica come matematica, come fisica, come immagine e ispirazione. Un cosmo intero di sensazioni dove l’unico vero pianista che solletica la tastiera è un Caos senza nome oppure… Oppure un Dio, anzi una dea, col tuo volto sorridente? Ti senti un po’ Demiurgo in tutto questo?

Chiara Novelli-Maternità-olio su tela 90x70

CMN: Credo che quando diamo vita a un’opera diventiamo una sorta di piccoli dei che, dal Caos dell’origine, dalla materia primordiale della nostra creatività, creano mondi e persone le quali, fatte di carta o di colore che siano, certamente, prima, non c’erano.

NC: Una copertina scarna, quasi astratta. I pochi elementi collimano tra loro suggerendo e sviando. Vorresti parlarci di questa scelta grafica?

CMN: Certo Linda. È esattamente il disegno della proiezione geometrica del Tutto, l’assonometria del Caso, del possibile, appunto. E, sicuramente, per i miei libri che da ora in avanti saranno una mia scelta anche per le copertine, ho necessità che queste siano il più possibile essenziali se non addirittura monocrome, come un tempo. Lo so che la cosa è in contro tendenza ai buoni suggerimenti del marketing, ma mi piace pensare ai lettori non come a dei consumatori, ma a degli interlocutori. Il libro è dentro. Il libro è scoperta pura.

NC: Il tuo curriculum è molto nutrito https://www.facebook.com/chiara.novelli.12?ref=br_rsto

so che sei una donna piena di energia e di idee. Progetti per il futuro?

CMN: Viaggi Linda, ho bisogno di viaggiare un po’, ci sono posti che chiamano.

NC: Carissima, siamo ai saluti finali, vuoi dire qualcosa ai nostri lettori? Noi ti ringraziamo per essere stata con noi e per aver condiviso il tuo talento e la tua ispirazione, grazie!

CMN: Cari lettori di NoCrimeOnlyArt, abbiate fiducia nella bellezza che sentite dentro e intorno a voi. E un grazie grandissimo a Linda Lercari, è stato un piacere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *