Gabriella Sborgi, autentica voce e anima

“…l’eclettica Gabriella Sborgi, è una delle rare artiste italiane specializzate, e con successo, nel repertorio novecentesco e contemporaneo, esempio illustre di come un timbro caldo e ‘mediterraneo’ possa eccellere in opere spesso e volentieri frequentate da artisti indubbiamente musicalissimi ma dalla vocalità estranea al grande repertorio.” GBOPERA

Cari lettori di NoCrimeOnlyArt, oggi abbiamo l’onore di intervistare il mezzosoprano Gabriella Sborgi, eccelsa cantante, stimata e apprezzata nei più importanti teatri italiani e del mondo, ma soprattutto una persona speciale, capace di trasmettere emozioni non solo attraverso la voce ma anche semplicemente attraverso il suo sguardo, capacità che solo i grandi artisti hanno.


©Crosera

Qual è il tuo colore preferito? Perché?

L’arancione per la vitalità, il verde per la grinta senza aggressività, il bianco per il candore, il ciclamino per la passione mista alla purezza. (Non si può fare a meno dei colori!)

Se tu fossi un pittore quale quadro ti piacerebbe dipingere?

Mi piacerebbe scolpire. Gli Incompiuti di Michelangelo.

Essere un cantante lirico oggi, cosa vuol dire? Che tipo di vita comporta e quali difficoltà?

A mio avviso, oggi come in passato, la vita del cantante ha sempre implicato studio assiduo, perseveranza, spirito di adattamento e sacrificio. Oggi tuttavia la competizione è globale, le leggi di mercato sembrano essere più spietate e determinanti, puntando al guadagno, alla “moda” e all’immagine, spesso si sacrifica, perdonate l’assonanza, il tempo sacro della creatività, della gestazione di un personaggio, di un allestimento, la ricchezza che nasce dall’incontro e dalla maturazione. A volte sembra che si incentivi più il fenomeno ecclatante che la professionalità e l’esperienza.

Ci sono però moltissimi vantaggi, come lo scambio culturale, la facilità di spostarsi e comunicare velocemente, di accedere ad informazioni e fonti, l’essere immersi in un mondo in continua e stimolante (spero!) evoluzione.

Quali sono le tue linee guida nel canto, ma anche nella vita?

L’autenticità.

Sei una delle poche artiste apprezzate nel mondo nel repertorio del Novecento, contemporaneo e straniero. Qual è il tuo segreto?

La conoscenza e l’amore per le lingue, il rigore, l’approfondimento, l’esplorazione e la ricerca, la versatilità, l’attorialità, il brivido della sfida. Non temere la difficoltà, l’ignoto, il mettersi a nudo, al servizio della musica e del teatro.

Cosa puoi consigliare ai giovani che entrano oggi nel mondo della lirica?

Siate umili e studiate!

@Oskar Cecere

Nelle tua esperienza da didatta quali sono gli errori tecnici più comuni che riscontri in un giovane cantante?

L’eccessiva, quasi narcisistica attenzione al suono senza le fondamenta dell’appoggio e del fiato (e della parola).

Quanto conta la meritocrazia oggi in teatro?

Non saprei e non desidero dare una risposta o una percentuale numerica, sono molti i parametri anche non artistici su cui si fondano certe scelte. Tuttavia, so sicuramente che un’artista che ha merito riesce a durare nel tempo e chi riesce a durare nel tempo merita molta stima e rispetto.

Come prepari i tuoi personaggi? Quale titolo hai nel cassetto dei sogni?

Parto dalla quasi maniacale adesione al segno, cioè a ciò che è scritto, musica e testo. Successivamente esploro e studio la “partitura delle emozioni”, cioè il percorso emotivo e psicologico che il personaggio vive attraverso la musica e i suoi silenzi, e le sue relazioni. E poi mi preme moltissimo dare corpo al personaggio, diventarlo fisicamente, trovando le sue peculiarità comportamentali, fisiologiche, espressive. Ho interpretato ruoli molto diversi come animali, uomini o giovani innamorati, donne vecchie o avvenenti, meretrici assassine, madri e balie amorevoli, mi impegno e mi diverto molto nel dare forma, e non solo voce, ad ogni personaggio.

Per quanto riguarda i sogni…. non ne ho nel cassetto… i miei sogni, prima ancora che io li immagini, escono dal cassetto da soli e si materializzano a mia insaputa nella realtà che vivo ogni giorno. E la vita mi sorprende.

L’alimentazione è una parte fondamentale della vita di un artista, ci puoi dare qualche consiglio particolare?

E’ importante prestare molta attenzione all’idratazione del nostro strumento, non solo bevendo acqua ma anche assumendo cibi non industriali e non troppo salati (e curando le ore di sonno e gli ambienti che frequentiamo).

La tua passione per il Tango, come nasce? E quali sono gli aspetti benefici di questa attività sulla tua vita?

@Oskar Cecere

Ah che bella domanda! Grazie! Questa domanda ha molte risposte possibili…

Fu durante una Clemenza di Tito a Modena in cui interpretavo Sesto, giovane innamorato di una donna manipolatrice, che cercavo ispirazione per un recitativo amoroso complesso e conflittuale in cui, al di là delle parole, molto doveva essere espresso sensualmente. Così mi imbattei in un video di una coppia di tangheri meravigliosi che solo avvicinandosi con una camminata e in un abbraccio mi hanno stregata (e mi hanno suggerito soluzioni per la scena). Due mesi dopo a Firenze, durante una produzione al Maggio Musicale, ho preso la mia prima lezione di tango e da allora ne sono consapevolmente, perdutamente, innamorata.

Diversamente da ciò che faccio professionalmente, nel tango posso interpretare la musica stando in silenzio, senza emettere suoni! Magico è l’ascolto reciproco che si attua nell’abbraccio e che genera un dialogo silente tra due corpi in movimento. Magica l’improvvisazione del ballo nell’incontro con diverse sensibilità.

E comunque, per tornare alla prima domanda: il tango nasce dalla pancia, nelle viscere. E questo è un aspetto essenziale: il contatto con le proprie viscere. Come un bisogno primario, primordiale, lì sento la musica, lì nascono le emozioni, e da lì parte l’urgenza di ballare (e di cantare)!

Cosa pensi della nostra Mission?

La condivido pienamente.

Non assecondare le vie che subdolamente immobilizzano, atrofizzano mente, capacità critica, curiosità, sensibilità, empatia. Questa è la strada, oltre la cultura, la strada per non perdere la nostra umanità.

Grazie per aver aperto le porte della tua vita ai nostri lettori, che sapranno sicuramente apprezzare e fare tesoro delle tue parole. La redazione di NoCrimeOnlyArt ti ringrazia per l’onore di questa intervista e ti augura per il nuovo anno grandi e nuovi successi professionali uniti a tutto ciò che ti rende felice.


Invitiamo i nostri lettori a navigare nello sterminato materiale audio e video di Gabriella Sborgi, attraverso le piattaforme social che trovate nei link sottostanti.

 

www.gabriellasborgi.it


Biografia

 

Ricercata interprete per il teatro mozartiano e del Novecento, frequenta i teatri italiani ed internazionali con direttori fra cui Mehta, Wung Chung, Benedetti Michelangeli, Bolton, Fasolis, Neschling, Noseda, Oren, Soudant, Tate, Valčuha; si esibisce in recital con musicisti quali Deutsch, Baldwin, Lucchesini, Ballista, Brunello, FIlippini, Rossi e viene diretta da registi fra cui Abbado, Carsen, Curren, Dodin, Hermanis, Hytner, McVicar, Miller, Ovadia, Pelly, Ronconi, Talevi, Scaparro, Strehler. Oltre alle numerose prime esecuzioni affidatele (Boccadoro, Bacalov, Colasanti, Glass, Furrer, Denisov, Bacalov, Corghi, Vacchi, Francesconi, Ustwolskaja), ha al suo attivo concerti per Accademia di Santa Cecilia, Accademia Chigiana, Stresa Festival, Festival MiTo, Orchestra della Radio Svizzera, Orchestra della Rai, laVerdi di Milano, Festival Michelangeli, Amici della Musica di Firenze, Biennale di Venezia. L’ultima incisione “Towards Verklärte Nacht” per Brilliant Classics include Lieder di Brahms, Berg, Zemlinsky, Schönberg. Stimata didatta del canto, tiene corsi e masterclass in Russia, Usa, Svizzera, Svezia. In Italia, al Conservatorio Donizetti di Bergamo, al Conservatorio di Lecce, all’ Accademia del Cantante Attore di Torino e a Milano per il corso intensivo “Alle Radici del Canto”.  Fra i suoi cavalli di battaglia,  i Folksongs di Berio, i Lieder eines Fahrenden Gesellen e i Rückert Lieder di Mahler, i Wesendonck-Lieder di Wagner;  i mozartiani Sesto, Dorabella, Cherubino, Annio; le protagoniste femminili delle opere di Britten, Ravel, Strawinsky, Kurt Weill, Humperdinck, Janacek, Rota, Bernstein,  Menotti. (Dicembre 2017)

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