L’orologiaio dei Sogni. Viaggio dentro la magia di LuccaComics&Games con Marco Giannatiempo

Un’intervista mai fatta da alcuno: per la prima volta in 51 anni di manifestazioni NCOA guarda “dentro” il motore di Lucca Comics&Games per scoprire trucchi e segreti di un meccanismo organizzativo da 81 milioni di euro di indotto per la seconda manifestazione mondiale di settore

Intervistiamo , una delle “menti” dietro le quinte della macchina dei sogni che si chiama Lucca Comics&Games. Giannatiempo segue da anni la comunicazione per questa manifestazione e, per la prima volta – mi conferma egli stesso (mai testata si era spinta a tanto!) – un articolo svela che cosa sia Lucca Comics&Games vista dall’altra parte, dal lato di chi organizza, predispone e comunica, svelando come funziona questa magia che porta nella città toscana migliaia di appassionati.

NCOA – Marco, che cosa c’è dentro l’incantesimo di Lucca Comics&Games?

Marco Giannatiempo – Mi piace usare l’immagine steampunk del mega orologio, per spiegare che cosa significhi organizzare Lucca Comics&Games: ci sono migliaia di ingranaggi, sia grossi che piccoli, tutti messi assieme in un tempo che è molto esteso – la macchina organizzativa non si ferma mai – ma anche molto risicato, perché gli ultimi pezzi vengono “montati” nel corso del mese che precede ogni appuntamento annuale. La cosa molto bella è che sono ingranaggi di forma, di sostanza, di colore estremamente diversi fra loro, quindi immaginate pure un meccanismo che ingrana pezzi di ebano, acciaio, cristallo, diamante ecc… Questa metafora ci dice che LC&G ha un’anima veramente molto ampia e suscettibile di rischi e di imperfezioni, come tutti gli orologi; ma alla fine “L’Isola che c’è” – altra metafora (non mia) che mi piace utilizzare – funziona, diverte, crea il pubblico più bello al mondo. Per mestiere ho girato il globo, mi occupo di pubbliche relazioni per grandi aziende, come Warner Bros, e ho visto fiere ovunque. La bellezza delle persone che c’è a Lucca non l’ho mai vista da nessuna parte. Quest’anno il tema è “Heroes” – Eroi – e dico proprio che gli eroi sono i nostri visitatori, i ragazzi che fanno cosplay, gli appassionati di ogni età, le famiglie che arrivano sulle mura e in città, insomma chiunque prenda parte a questa manifestazione, ovviamente. Oltre agli artisti, è chiaro. Vista da dietro LC&G è un bel lavorare, perché a ognuno è riconosciuta la propria professionalità, viene ascoltato e invitato a cooperare per un risultato. Io sono una delle persone più “odiate” qui a Lucca perché per mestiere cerco di portare qui l’impossibile grazie alla mia azienda, grazie alle nostre idee. Per esempio, qualche anno fa, il *re-enactement* della Battaglia di Bunker Hill, che ha visto 200 figuranti venuti da ogni dove (persino la Scozia) simulare lo scontro sul prato delle mura, un luogo che non si poteva toccare, essendo urbanisticamente vincolato dalle belle arti. Sembrava incredibile, ma questo ci ha fatto conoscere in tutto il mondo, perché è stata una cosa assolutamente unica. Quest’anno abbiamo portato un autentico carro armato statunitense dentro le mura, reduce della Battaglia delle Ardenne; è passato dalla porta cinquecentesca in Piazza Santa Maria con un margine di soli 10 centimetri, cinque per lato. Puoi immaginare che sfida significhi per un organizzatore davanti a chi deve tutelare il patrimonio artistico locale e la sicurezza di tutti. Questo tipo di bellezza aggiunta – le parate, le manifestazioni, gli allestimenti – presentano criticità evidenti, ma permettono con il loro valore aggiunto di regalare a chi viene in città – non solo agli spettatori paganti – qualcosa di veramente unico, magico. L’attracco all’isola dei sogni. Il che significa non solo godersi un videogioco, o acquistare un fumetto, ma incontrare gli artisti preferiti e provare le emozioni desiderate in un ambiente all’altezza delle aspettative. Diciamo, per tornare alla vostra domanda, che l’insieme di questi ingranaggi è dato da una grande collaborazione, un grande rispetto per qualsiasi tipo di elemento. Quindi esiste una gerarchia, ma esiste anche una visione orizzontale che ascolta ogni proposta. Si ascolta e si valutano le criticità, gli aspetti strategici, contando che il perimetro fisico di questa isola sono le mura, a parte il padiglione Games che è un arcipelago vicino e bellissimo. Personalmente lo trovo uno dei più belli. Portare tutto all’interno di un centro storico è ogni anno un’impresa e ogni anno un problema: lo sanno benissimo i Lucchesi. Non tutti ci amano, c’è anche qualcuno che vedendoci passare col cartellino “Organizzatore” ci dice senza mezzi termini che gli stiamo “bloccando” la città per cinque giorni o una settimana. Io li capisco. Però LC&G è una magia che tutto il mondo ci invidia. È vero, siamo per affluenza i secondi dopo Tokyo, e io mi azzardo a dire che siamo l’evento più bello in senso assoluto.

NCOA – Rapidamente quali sono le tre qualità che deve avere – restiamo in metafora – un orologiaio dei sogni?

MG – L’orologiaio è un mestiere difficile! Deve avere sicuramente una grande visione di insieme di quello che deve essere la manifestazione, ossia deve essere un professionista, deve conoscere ogni strada e ogni angolo di Lucca per ovvie ragioni. Molti non sanno che LC&G muove un indotto da 81 milioni di euro in cinque giorni. Ottantuno milioni di euro sono tanti e apportano un beneficio che ricade non solo sulla città ma anche sulle aree limitrofe – pensando anche solo all’accoglienza alberghiera. Questo orologiaio quindi, veniamo alla seconda qualità, deve anche essere un manager, capace di gestire una serie di operazioni e deve saper interfacciarsi con grandi realtà economiche e imprenditoriali che decidono di investire in LC&G. Terzo talento: deve essere anche un sognatore. Un manager puro non riuscirebbe a dare al pubblico quello che il pubblico vuole: sognare e vivere un’avventura.

NCOA – Ovviamente in ogni bella avventura che si rispetti c’è il momento del “Chi me l’ha fatto fare?!?” Ti è mai successo, come organizzatore? Hai qualche aneddoto da raccontarci?

MG – Beh, sì. Cito ancora la battaglia di Bunker Hill: dopo sei mesi che contattavo tutti per realizzare l’evento, una settimana prima della manifestazione, mi contatta il cliente. Mi parla chiaro: “Marco, è tutto bellissimo, ma se piove e la battaglia non si fa, o se ci sono problemi sul posto, tu non lavorerai più per noi. Se funziona, saremo il paese che ha fatto di più per promuovere il lancio di questo videogioco (Assassins Creed III), ma se piove è un boomerang che ti torna sui denti.” Tenete presente che lavoravamo insieme da anni. È stato allora che ho detto: “Chi me lo ha fatto fare?”. È vero che mi pagavano per fare questo, ma avevo organizzato questo particolare evento guidato da altro, che è la passione. La molla che ti fa rischiare. Fa rischiare anche un manager che dice “Fai fino a non farti male”. Ho rischiato. Quella mattina pioveva ma poi qualcuno sopra, sotto, o di lato (a seconda di quello in cui hai fede…) ha fatto sì che il cielo schiarisse con un timido sole e la battaglia si è fatta, con una luce perfetta, oltretutto, per le foto. Anche quest’anno abbiamo organizzato, due giorni fa, la parata sulle mura – gestita insieme al grandissimo team logistico di LC&G – col rischio meteo; e anche stavolta il sole si è fatto vedere al momento giusto. In queste cose ci vuole fortuna, perché persino un fatto imprevedibile e inevitabile come la pioggia può compromettere il rapporto con un cliente che non vuole rischiare il flop perché non può poi giustificarsi con la casa madre in ambito internazionale.

NCOA – Ultime due domande: dove andrà Lucca Comics&Games nel futuro?

MG – Credo che arriveremo a una saturazione completa della città, nel senso che quest’anno ad esempio ci siamo spinti fino a Porta Santa Maria che non era mai stata toccata, con delle paure da parte di chi l’ha occupata. Invece il pubblico è arrivato fin là. LC&G si espande come un formicaio, in modo costante e organico. Naturalmente lo spazio a disposizione, compatibilmente con le necessarie misure di sicurezza di un evento del genere, non è infinito e si arriverà a una saturazione della città. Questo futuro avrà determinate caratteristiche, immagino che si arriverà a qualcosa di molto complesso; due anni fa ci sono stati grossi problemi nella mobilità pedonale e abbiamo ricevuto molte critiche – ma Lucca ascolta il pubblico, i suoi Eroi, eroi ieri, oggi e per sempre – e fa di tutto per rendere piacevole e piena questa esperienza. Quest’anno infatti abbiamo diluito il programma, aumentando da tre a cinque giorni di manifestazione, per avere un flusso di pubblico gestibile. Dove andremo? Posso dire solo una mia personale ipotesi: forse più fumetto, riportandolo, o meglio esaltandolo, al centro della scena. Lucca è nata 51 anni fa per esso. Questa tradizione si è un po’ persa, mi pare.

NCOA – Ma avete l’appuntamento marzolino di “Collezionando”…

MG – Mi hai preceduto. Sì, Collezionando, la manifestazione lucchese per i collezionisti di fumetti vuole rispondere proprio a questa esigenza. Tenere viva una tradizione di incontro fra appassionati del genere comics e cultori in un momento diverso dell’anno. LC&G è diventata qualcosa che comunque porta una massa critica di pubblico notevole a conoscere un mondo che non è per forza noto a tutti. Infatti il nostro pubblico è composto anche di non amatori del genere che possono apprezzare quest’arte. Con ricadute assai positive per un mercato che ne ha bisogno e che non ha i mezzi del cinema e delle major che possono permettersi megalanci…

NCOA – Però il fumetto non ha neanche i costi iniziali della produzione sul grande schermo…

MG – Vero. È un mercato tutto suo con precise esigenze e regole. La direzione possibile in cui andremo sarà anche progettare cose sempre più emozionali e coinvolgenti per i nostri eroi. Occorre aprire idealmente, quando non anche materialmente i padiglioni al pubblico: l’abbraccio fra pubblico e operatori dovrà essere totale. In ultimo si dovrà pensare alla qualità del tempo passato in coda – curare le code, ridurle al minimo possibile – ci stiamo muovendo e stiamo lavorando anche per questo. Vogliamo anche spingere i nostri clienti a valorizzare il pubblico.

NCOA – Ultima domanda. Personalmente seguo LC&G da quando avevo 13-14 anni. E ho ogni volta questa sensazione: il magone della fine della festa, all’ultimo giorno. A me viene in mente la poesia di Yeats, una delle ultime composte, *The Circus Animals’ Desertion*, che naturalmente intendo in senso metaforico e – nel caso di Lucca – ci si diverte senza far patire alcuna bestia. Tu hai qualche immagine che ti viene in testa quando sta finendo tutto?

MG – Sono veramente emozionato. Perché tutte le volte… – io ho vissuto Lucca come appassionato di giochi, ai Games, e quando l’altoparlante gracchiava “Gli stand chiudono fra 10 minuti…” fissavo le lancette che passavano e mi dicevo: “No, non può finire!” Era come essere un bambino portato dentro a un negozio di giocattoli, al quale si dice: hai solo un minuto per prendere quello che vuoi. E allora questo bambino corre in frenesia fra gli scaffali, vorrebbe prendere quel gioco, ma poi si ricorda che ce ne sono altri, e più belli ancora, ma ha sempre meno tempo, e rischia di non afferrare nulla. Ecco. Vai avanti e indietro, senza poi andare da nessuna parte. E passi gli ultimi trenta secondi a guardarti negli occhi con gli amici mentre la magia si sgretola. Questa sensazione ce l’ho ogni volta.

NCOA – Grazie allora a te per questa intervista, e se ora è triste l’addio, sia altrettanto felice incontrarsi ancora un dì.

MG – Sicuramente, grazie a voi, agli artisti, al pubblico, a chi rende possibile ogni anno questo evento, unico al mondo.

 

My circus animals were all on show,
Those stilted boys, that burnished chariot,
Lion and woman and the Lord knows what.

William Butler Yeats, The Circus Animals’ Desertion, vv. 6-8

Un pensiero riguardo “L’orologiaio dei Sogni. Viaggio dentro la magia di LuccaComics&Games con Marco Giannatiempo

  • 10 novembre 2017 in 7:23 pm
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    Un’intervista bellissima, ricca e intensa. E… La fine della fiera… Due immagini toccanti, sia quella di Furio che quella del signor Giannatiempo!

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