Non dimenticare la tua Musa…

Dall’amore per il “papà del Manga” intervista a una coppia di autrici in cerca dell’Arte… La vita di un pittore immaginario, Hoffmann, raccontata da Deda Daniels e Emilia Cinzia Perri per Hazard Edizioni

 

LUCCA 1 novembre 2017 – Come nasce La Musa Dimenticata? Lo chiediamo a una delle autrici, la fumettista e storyboard artist Deda Daniels, talento italiano trapiantato a Singapore (ma cresciuto nel vivaio USA in casa Disney-Pixar), pennino e inchiostro di questa biografia del pittore Hoffman.

 

R. (Deda Daniels) – In realtà questo è il primo volume di un progetto più ampio che vorebbe raccontare la vita e l’ispirazione di artisti folgorati dalla propria Musa. Il tutto ha avuto una gestazione lunga…

Lunghissima: sei, no, diciamo dieci anni fa almeno – aggiunge Emilia Cinzia Perri, la sceneggiatrice…

È vero. Tutte e due siamo state delle grandi fan del maestro considerato dal mondo come il “papà” del Manga giapponese, Osamu Tezuka,  tanto che avevamo realizzato un fan site dedicato solo a lui (Osamushi), poi proseguito per conto suo. Da questo grande amore per il suo stile, il suo modo di trasferire dentro personaggi di carta un oceano di emozioni, sentimenti, passioni anche drammatiche e conflittuali, ci aveva rapite e così abbiamo deciso di provare a raccontare un po’ della storia dell’arte in una maniera che non sarebbe dispiaciuta al Maestro.

NCOA – Curioso, perché nelle tue tavole vedo anche tanto fumetto belga/francese…

R. (DD) – Può essere, forse Goscinny, e probabilmente per via dello stile che ho usato nel colorare le scene. Mi incuriosisce la cosa, poiché ho cercato di restare fedele al Tezuka che si ispirava a Disney, almeno agli inizi, poiché io vengo da un’esperienza come storyboard artist per Disney-Pixar, e case come Mattel, Hasbro; ma anche dal web-comic, anzi ho lavorato con media digitali anche per questo progetto; certo, cercando di ricreare le colorazioni di un tempo.

NCOA – Quali sono state le tue esperienze in questo senso?

R. (DD) – Mio è il Pirata Baldassarre, fumetto web; ho lavorato anche per The ComicsCube, con la storia Il fiore e il naso; e ho anche fatto un’incursione nella dark comedy con la storia The Mark of Cain.

NCOA – Veniamo alla storia, alla sceneggiatura. Da dove viene Emilia Cinzia Perri? E dove va?

R. (ECP) –  Ho cominciato con la Scuola di Comix, a Napoli; fra i miei maestri ci sono stati Brancato, De Nardo e altri. Oltre alla passione per la letteratura classica e moderna. Ho per istinto accettato sempre pochi progetti, ma realizzando opere che mi stavano a cuore. A un certo punto della mia vita professionale ho fatto una pausa e poi mi sono ri-lanciata nel mondo del manga e delle storie a fumetti alla Scuola Internazionale dei Comics di Roma, con Lorenzo Bartoli come insegnante di sceneggiatura. E adesso con Hazard Edizioni sono qui per raccontare insieme a Deda la storia del nostro personaggio fittizio: il pittore tedesco Hoffmann.

 

NCOA – Come hai lavorato su Hoffmann?

R. (ECP) – Documentandomi molto, ma per non soffocare la storia e il testo con gli “spiegoni” ho predisposto in calce una appendice dedicata al periodo, all’epoca, al contesto storico, sociale e tecnologico, in cui vive il pittore della nostra fantasia. In questo modo il lettore è libero di gustare la narrazione – su un piano più “artistico” e emozionale – e poi, se lo desidera può documentarsi sul contesto. Trovo questo un buon compromesso tra fedeltà al realismo e necessità di intrattenere senza pesantezze o tecnicismi. Fra le nostre fatiche c’è stato un viaggio con tanto di campagna-foto a Amburgo. Naturalmente non stiamo pensando solo a questa storia ma ci piacerebbe raccontare, nello spirito della visionarietà del manga di Tezuka, la vita di altri pittori.

NCOA – Quindi vi siete trovate bene?

R. (DD, ECP) – È stata dura a volte, ma solo sul piano meramente organizzativo. Abbiamo lavorato in completa sintonia, anzi, proprio per il fatto che da Singapore Deda inviasse i disegni e le bozze, io (ECP) ho potuto aggiustare la sceneggiatura in parallelo. Siamo partite da uno schema ma ci siamo fatte compagnia passo dopo passo. In questo senso le tecnologie semplificano moltissimo il lavoro di squadra fra autori e disegnatori. (DD): Io disegnavo e Emilia ricambiava con note, aggiunte, modifiche, ipotesi; e così via, a volte aggiungevo io delle proposte che lei integrava nel testo; altre volte ero io a seguire le sue indicazioni. Siamo molto contente e per queste fatiche ci sentiamo pienamente ricambiate.

NCOA – Risposte dal pubblico? Progetti?

R. (DD) – Io sono assolutamente sommersa di lavoro a Singapore, dove attualmente vivo. Quindi al di là dei progetti che attualmente mi impegnano non ho ancora un quadro definito del futuro, ma sono sempre stupita dal calore con cui i miei allievi asiatici mi incoraggino sempre quando mi dedico a un progetto. Vedremo che accadrà, di certo questa esperienza non sarà destinata a essere un momento isolato.

R. (ECP) Lo stesso per me, ho intenzione di raccontare ancora il mondo dell’arte e dell’ispirazione, ma non posso svelare più di tanto, per adesso… Ma vorrei realizzare e sto coltivando un progetto per raccontare la vita di Ludovico Ariosto.

NCOA – Allora grazie, in bocca al lupo e che la strada sia piena di colore e tratti luminosi.

R. (DD e ECP) – Grazie a voi per ogni sostegno e entusiasmo per chi ha sempre la porta aperta per la sua Musa.

 

La Musa Dimenticata – La storia di Hoffmann 1 (di 2)
di: Emilia Cinzia Perri (Testi) e DeDa Daniels (Disegni)
Casa editrice: Hazard Edizioni
17 x 24 cm,
112 pagine, colore
brossura, cucito a colori con alette
ISBN 9788875021535
12,00 euro
Hazard Edizioni, Milano, novembre 2017
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *