Fra Parole e Immagini

di Furio Detti


In questa assolata mattina di Novembre, giorno di Tutti i Santi, a Lucca si mescola il sacro e il profano dando il via all’annuale edizione di uno dei più grandi festival del fumetto non solo italiani, ma europei. La passata edizione di Lucca Comics and Games ha visto un numero di quasi trecentomila paganti su un totale di cinquecentomila persone attirate nella sorniona cittadina toscana e per quest’anno si pensa a una quantità equivalente se non superiore.

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Le foglie cadute sono un tappeto affasciante sul quale camminano cosplayers dei più disparati generi, dalla fantascienza a cartoni animati in costume settecentesco e c’è chi si traveste persino da personaggio dei videogiochi. E’ una passione che unisce grandi e piccini anche se alcune generazioni faticano a riconoscere questo o quel costume, questa o quella citazione là dove il “gap” si fa più forte. Fortunatamente “a volte ritornano” citando Stephen King e fumetti e serie televisive del passato fanno capolino grazie a rimasterizzazioni o nuove proiezioni. Poi ci sono serie che non hanno mai visto la fine come Star Trek che ritornerà su Netflix con nuovi episodi o Star Wars con la prosecuzione della storia attraverso nuovi film.

Ma Lucca Comics nasce appunto per il fumetto ed è su quello che vorrei concentrarmi. Dalle pitture rupestri ai giorni nostri l’immagine ha svolto un ruolo essenziale nell’immaginario umano donando forza e ispirazione, regalando sorrisi e illustrando una quotidianità a volte divertente a volte drammatica. In questi giorni avrò modo di parlarvi di vecchi e nuovi autori, di strisce. Ci saranno interviste e commenti, ma adesso vorrei lasciarvi con qualcosa dal gusto un poco bizzarro.

Da un passato non troppo lontano, da un autore tagliente e freddo che ha saputo usare la parola scarnificandola sino al messaggio essenziale vorrei presentarvi uno dei primi tentativi di “graphic novel” in Italia. Unendo poesia e pittura Dino Buzzati creò un’opera nuova dalla quale traspariva l’angoscia che permeava quegli anni politicamente e socialmente duri utilizzando il tema di Orfeo ed Euridice in una discesa agli inferi in cui le immagini sensuali accompagnano le parole scalfendo il lettore nel profondo.

Perchè già allora anche Buzzati aveva ben chiaro che il fumetto fa parte dell’arte a pieno titolo ed è uno dei tanti mezzi per parlare al cuore delle persone.

 

Poema a Fumetti

Dino Buzzati

1969 – Mondadori ed.

(estratto)


O morte, o morte

dono sapiente del Dio.

Da te le Grazie del Mondo

anche l’amore.

E ora qui, dove tu non ritorni,

con occhi vuoti guardiamo

le nubi, il mare, le selve

senza più misteri.


……  e da questi pochi, ma significativi versi, che vi saluto  travolto dalle parole e galleggiando su zattere di fumetti nel fiume in piena di Lucca Comics.

 

Furio Detti

 

 

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