Musica, arte e fede… con gli occhi di bambino

Salire e contemplare. Passo dopo passo, tenendosi a tratti per mano. Sorridere e cantare, correre ed ascoltare. Nutrirsi di cielo, quello vero e quello là, dipinto magistralmente tra le pareti antiche delle cappelle. Scoprire la musica nascosta tra le statue e gli anfratti degli affreschi, trovare strumenti e significati nella storia e nella natura che, sole, raccontano una vita.

Questo, il misterioso e affascinante cammino che una domenica di settembre di sole e nuvole, un gruppo di ragazzi, uniti dalla passione per il canto nella fede, hanno percorso sul viale delle cappelle del Sacro Monte di Varese. La via sacra, nota per le sue bellezze naturali e artistiche, per i suoi orizzonti ove lo sguardo induce, nei giorni più limpidi, fino allo scintillio delle Madonnina delle guglie del Duomo di Milano, ha accolto voci e volti curiosi, ingenui e semplici. Un cammino che è passato per le cappelle dove, a tappe, l’esperta del gruppo Archeologistics, ha sapientemente catturato l’ attenzione con una storia affascinante, attraversando le fasi della nascita di questo nostro Sacro Monte, tanto caro ai varesini che lo ammirano ogni giorno dagli scorci tra le case di città. Un racconto pieno di aneddoti sorprendenti e soprattutto offerto non tanto come un asettico testo da ripetere mnemonicamente, piuttosto regalato come un abbraccio che accoglie, conduce, include e appartiene.

I ragazzi hanno ascoltato e cercato, osservato e scoperto, intuito e vissuto la storia del sacro Monte e, come in una matrioska, la storia in esso narrata, quella di un Re, che si è fatto bambino come loro, per salvare gli uomini e donare l’amore infinito di Dio. La storia di Gesù è stata un po’ come la mano di una madre che stringe il figlioletto alla ricerca del mondo: un manto sapiente e protettore che ha invitato quelle piccole mani ad avvicinarsi al mistero. Un filo bellissimo ha, in particolare, colorato questo straordinario viaggio sulla via Sacra: la musica, il canto, l’essere un coro, l’avvolgere con le note quel luogo e quel tempo, per esserne parte e per dire qualcosa. A tratti, presso alcune cappelle, ove lo sguardo era già corso su e giù per le pareti, le finestre, le cupole, alla ricerca di tracce di musica celeste, l’aria è stata colmata di armonie bambine. Voci bianche a risuonare tra arte, fede e cultura, con canti scelti apposta ad impreziosire una narrazione già molto viva. Insieme, sui battere e levare che ricamavano preghiere, alte e umili come solo quelle dei canti di bambini possono essere. Emozioni in musica che rincorrevano una salita tanto amata, in un’atmosfera angelica, che ci ha fatto sorridere e spalancare lo sguardo, quello bambino, di fronte a meraviglie indicibili , come quella alla XI cappella, dove i volti dei ragazzi hanno potuto fare capolino da una porticina quasi insignificante, che inaspettatamente ha spalancato la bellezza della intera cupola dipinta con cori angelici che suonavano e cantavano, proprio come laggiù, più in basso.

Un’esperienza unica, conclusasi con la musica a far da padrona nella giornata: uno spettacolo di narrazione musicale con i racconti ascoltati dalla voce narrante di Silvia Sartorio e le magiche mani di Chiara Nicora danzanti sul pianoforte della sala Pogliaghi, dinnanzi al maestoso calco della porta del Duomo, tanto magnifico quanto sorprendente. E poi, ancora, l’ultimo ma non per questo meno importante, l’arrivo in Santuario, per concludere la propria fede in canto con l’animazione musicale della Santa Messa. Lì i giovani coristi, hanno mostrato, con la forza e la delicatezza delle loro voci, quanto possa essere semplice e bella la fede condivisa attraverso l’incontro nella musica, la carezza della cultura, la felicità dello stare insieme in un significato più grande di noi.

Ragazzi del coro voci bianche “Santa Chiara” di Biumo inferiore di Varese: piccole stelle che hanno fatto brillare il Sacro Monte, in quella domenica di sole e nuvole, di una luce diversa. Quelle di giovani anime aperte alla bellezza del mondo.

 

@Chiara Crepaldi

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