Nascosto fra l’edera

arte e ricordi di Massimo Solari

Di Linda Lercari

NC: A Sestri Levante c’è una pensione con annesso ristorante. Hotel Mira ed è già evocativo… In un giorno di qualche anno fa, complice la visita a un amico regista che allora viveva in zona, rimanemmo affascinati da quel locale dalle volte completamente ricoperte d’edera. Una sorta di zona incantata protetta da tralci e foglie. E’ là che abbiamo conosciuto Massimo Solari ed è stata una gradevolissima scoperta. Salve Massimo, benvenuto fra le pagine di NoCrimeOnlyArt.

MS: Sono contento che sia rimasto intatto questo ricordo…

NC: Hai dato un’occhiata alla nostra rivista? E’ nata con l’intento di combattere le notizie di cronaca nera pubblicando ogni giorno articoli sull’arte. Cosa ne pensi?

MS: Ottimo intento: già le notizie più atroci e tragiche ce le ripetono al televisore.

NC: Entrando nel vivo dell’intervista, ma rimanendo in tema con la domanda precedente: qual’è la tua forma d’arte favorita? Musica? Teatro? Pittura? Altro? Siamo molto interessati.

MS: Adoro la scultura, come vedete al Mira “vivono” statue che i clienti ammirano e che a me sembrano a volte davvero… umane!

NC: La prima cosa che colpisce l’occhio entrando all’Hotel Mira sono le meravigliose sculture. Puoi parlarci di loro? Chi sono gli autori? Un po’ della storia di quelle statue che ora sono custodite fra le accoglienti braccia d’edera?

MS: in massima parte sono opere di Luigi Turati e Leonardo Lustig “padre” del famoso Pescatorello che abbiamo assiso su uno scoglio di Portobello. Ammiratissimo da villeggianti e da stranieri: sembra scaturito dal mare.

NC: Come è nata la tua passione per la scultura? Vuoi raccontarci qualcosa su Leonardo Lustig? Abbiamo ammirato il “Pescatorello” sia all’Hotel che nella baia. Le tue impressioni? Cosa ti ispira quest’opera?

MS: Per ciò che riguarda la “passione” forse sono stato contagiato dalla mia sincera amicizia con il famoso scultore Luigi Turati che frequenta, a volte, la tavola del Mira. Un artista davvero eccezionale per bravura, impegno, sensibilità: pur essendo non vedente con le sue mani quasi magiche trasforma i Sogni in palpabile Realtà. Scolpisce anche soggetti sacri fra cui un grande Cristo, estratto da un albero di ulivo, che tiene un solo braccio inchiodato mentre l’altro, libero, è come se benedicesse. Avulso dall’avidità terrena Turati adesso vuole donarlo a una chiesa che possa ospitarlo degnamente. Sono amico anche del grande Leonardo Lustig. Dalla nostra complicità artistica è nato il “Pescatorello”, simbolo del nostro mare, del profumo di alghe, di salmastro: un omaggio ai pescatori.

NC: Massimo Solari, una vita dedicata al lavoro, ma non solo. Scrittore e poeta. Ho avuto il piacere di leggere “Una vita spericolata” edito da www.e-redazione.it, le poesie sono molto genuine e toccanti, la storia di una vita è divertente, ironica e sempre molto intima. Perché scrivere? Quale atto si compie attraverso la scrittura?

MS: Prima di tutto si lascia una sorta di “eredità” alle persone che ci hanno amato quando ormai saremo Altrove: un sorriso e una lacrima. Molto apprezzata è stata “Le campane dell’Ave Maria” di cui ancora adesso mi pare di sentire i rintocchi e ritorno per un istante… bambino. Si scrive per il bisogno di esternare i pensieri, le emozioni, gioie e dolori e per farne partecipi gli Altri. Così si sfugge anche alla Solitudine.

NC: Le tue poesie sono brevi eppure racchiudono un messaggio potente, avresti desiderio di scrivere un’intera raccolta? A chi la dedicheresti?

MS: Non scandalizzatevi, ma la dedicherei a un certo Lucky, il mio inseparabile, amatissimo Cane appena defunto. Ormai da molti anni faceva parte essenziale del Mira, come un essere umano riconosceva i visitatori, li guidava al proprio tavolo, metteva in fuga i suonatori di fisarmonica, ma lasciava entrare nel locale quelli che suonavano il violino.

NC: Lungi dallo scandalizzarci pensiamo che sia una cosa bellissima. Un pensiero affettuoso a Lucky che è stato tanto amato in vita. Ti occupi di vari progetti legati al mondo culturale di Sestri Levante, a breve si terrà un’importante premiazione. Puoi dirci qualcosa in merito? Di che si tratta esattamente?

MS: Si tratta di un interessante concorso letterario intestato a Mirella Ardy, in arte Gaia. Pseudonimo di una delle più prolifiche autrici delle riviste femminili di notissimi editori: Mondadori, Rizzoli, Casa Editrice Universo, che come molti altri ha cancellato la classica e amata Novella, i racconti del cuore che tanto piacevano alle nonne, alle mamme e alle figlie. Giunto quest’anno alla quinta edizione i molti concorrenti da tutta Italia inviano Novelle per farle tornare Regine della narrativa femminile. Mirella, che conosco da una vita ha scritto e scrive tutt’ora moltissimi romanzi ambientati a Sestri Levante. Nei suoi “gialli” io sono sempre il Commissario e lei il mio agente. Sono scritti con passione, ironia, umorismo e qualche volta… Un velo di cipria di malinconia, glielo concedo. La suggestiva premiazione si terrà il giorno 22 Ottobre, a questo Link tutte le informazioni.

NC: Tornando a “Una vita spericolata” la tua è una storia in continua costruzione sia fisica che morale. Si parte dalla ricostruzione del Mira sino al festeggiamento di Centoventi anni di attività passando fra vita, speranze, sogni e tanta fatica di tutti coloro che vi hanno partecipato. La tua bisnonna, Palmira, la tua famiglia e infine tu. Un piccolo spaccato di un’Italia che forse non esiste più. Come ti sei sentito dopo averlo terminato? Come ti senti adesso? Lo riscriveresti?

MS: Per me non è ancora terminato. Sto ancora dritto e infaticabile sulla breccia, anche quando potrei riposare di più, ma non sia mai detto! Chi si ferma è perduto! Il sangue dei miei predecessori, i loro sacrifici, mi scorrono nelle vene dandomi energia e ancora molto interesse per il mio lavoro che quasi considero ormai “una missione”.

NC: Penso che chiunque voglia studiare un po’ di vista vissuta dovrebbe leggere il tuo manoscritto, usi, costumi, le piccole gioie di bambino e di ragazzo, la fuga dal collegio. Possiamo sperare in una futura pubblicazione? Magari con l’occhio esperto di chi ancora sta lavorando sodo per divulgare arte e bellezza nel territorio?

MS: Cosa potrei scrivere adesso? SPALMATO SUL DIVANO? Tutto già costruito, sofferto, sistemato? No! Ogni giorno richiede impegno, maschera di sorriso anche quando si soffre, indulgenza e sopportazione. Fare quasi proprie anche le pene che i clienti a volte ti confidano. Consolare e comprendere.

NC: ti siamo grati per il tempo che hai voluto dedicarci e per il tuo impegno. Ci rimane ancora negli occhi quell’edera benevola e accogliente che trasforma la soglia del tuo albergo in un piccolo mondo a se stante. Ti auguriamo ogni bene per i prossimi progetti. Grazie da parte di NoCrimeOnlyArt.

MS: MS: Tanti auguri anche a Voi e un invito ai Vostri lettori di godere pure loro di un’eventuale visita alle bellezze di Sestri Levante. Grazie.

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