#SculpturePoetryArt, Nella Trappola / Cani

#SculpturePoetryArt

Nella trappola

Oggi me ne andrò ancora errando
E non saprò tornare indietro
Prenderanno i cani per
Seguire le mie tracce
Ma io pietra acqua
Fiore albero diventerò
E il loro fiuto mi sfiorerà

Quando la notte svanirà
Con l’alba si calmerà
Il loro stanco abbaiare
E il vento disperderà
Anche il mio nome

Il mattino comincerà
Col risveglio dei sogni
Ma io non saprò tornare indietro


U zamci

Noćas ću opet odlutati negde i
Neću znati da se vratim
Pusti će pse da me traže
Po mirisu tragova
A ja ću u kamen i vodu
Drvo i cvet da se pretvaram i
Njuh će me zaobilaziti

Kad noć izbledi
Zorom će utihnuti
Njihovi umorni laveži i
Razneće vetrovi moje ime

Jutra počinju buđenjem snova
A ja neću znati da se vratim

© Aleksandra Damnjanovic

Photo: Sculture “Cani” di Velasco Vitali, Milano, Italy.

Da oltre quindici anni Velasco Vitali ha scelto di realizzare sculture di cani. Li modella e li assembla con i materiali più svariati: cemento, catrame, lamiera, piombo, bronzo. Ma perché queste materie “prime” così inconsuete? Velasco, 55 anni, ha iniziato con i materiali dell’abusivismo edilizio, “perché”, spiega: “se l’abuso dal punto di vista della costruzione delle case, è perseguibile, nell’arte, invece, è un vantaggio, nutre la fantasia e l’ispirazione. Abusare di un pensiero o di un materiale significa sperimentare nuove idee e nuovi materiali”. Quella di Velasco, dunque, non è una formazione accademica, ma “abusiva”, come le sue sculture, come i suoi cani e la sua stessa forma mentis. Punto di riferimento iniziale e fondamentale della sua produzione di figure canine è il branco di cani. “È una metafora di una civiltà: a ognuno di quei randagi ho dato il nome di una città ‘fantasma’, di un luogo che è stato abbandonato”. Per l’artista ogni cane è il risultato di un mix di razze, ognuno rafforza la propria capacità di sopravvivere grazie al branco, in qualsiasi luogo e momento. Tutti i cani sono rappresentati a grandezza naturale, realistici, come la vita umana e animale. Le posture sono incongrue, forzate, a volte innaturali, quasi a voler significare l’inadeguatezza dell’animale in questa società, che poi, fondamentalmente, è anche quella di noi umani. “Credo che la condizione dei cani sia molto simile alla nostra, semmai noi fingiamo di essere migliori”, commenta Velasco.

www.velascovitali.com

Da una intervista di Maria Paola Gianni per Villeecasali.com

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