Una targa commemorativa per il soprano Lina Bruna Rasa

In questi giorni sul sito Change.org  è possibile firmare una petizione creata dal regista Federico Vazzola

,per rendere omaggio a una delle più importanti cantanti liriche del 900′, completamente dimenticata.

Lina Bruna Rasa è stato un celebre soprano tra il 1925 e il 1942, amata del suo pubblico e prediletta dal compositore Mascagni fu costretta ad abbandonare la sua carriera per problemi mentali trascorrendo i suoi ultimi 36 anni in un manicomio.

Noi, suoi estimatori, saremmo entusiasti se la sua città natale, Padova, le potesse offrire un piccolo omaggio: l’intitolazione di una nuova strada, piazza o luogo pubblico con il suo nome.

 A Cernusco sul Naviglio (MI) dove fu sepolta, non esiste più alcuna tomba o lapide che la ricordi, un piccolo omaggio al soprano che venne definita da Mascagni come la migliore interprete di Santuzza nella sua Cavalleria Rusticana deve essere in qualche modo realizzato.

Attraverso questa lettera indirizzata al Comune di Padova si chiede la realizzazione di una targa o di un monumento commemorativo in omaggio al celebre soprano.

Chiediamo, con questa petizione che la città di Padova ricordi una delle sue più grandi artiste, Lina Bruna Rasa, soprano. 
Nata il 24 settembre 1907 e morta a Cernusco sul Naviglio (MI) il 20 settembre 1984, dopo 36 anni di manicomio.
Ricordata ed amata da tutto il mondo dell’opera lirica.
La legge italiana, specificatamente la n.1188 del 23 giugno 1927, disciplina l’approvazione di targhe e monumenti commemorativi a persone decedute che si siano distinte per particolari meriti, crediamo noi tutti che sia giunto il momento di ricordare la splendida carriera di questa donna che ha calcato i palcoscenici dei più importanti teatri al mondo.

Federico Vazzola


Un piccola e semplice firma per ricordare una grande interprete e una fragile donna che ha reso immortali capolavori della storia dell’opera italiana e non solo in tutto il mondo.

 

BIOGRAFIA

Nacque a Padova ed iniziò i suoi studi all’età di 14 anni, prendendo parte alle lezioni di Guido Palumbo e Italiano Tabarin nella sua Padova e più tardi a Milano con Manlio Bavagnoli. La sua prima apparizione in un concerto del 1925 al Teatro La Fenice cantando l’aria “Suicidio” da La Gioconda fu particolarmente apprezzata. Alla fine di quell’anno, all’età di 18 anni fece il suo debutto operistico, cantando il ruolo di Elena nel Mefistofele di Boito al Teatro Politeama di Genova. Debuttò al Teatro Regio di Torino nello stesso ruolo il 21 febbraio 1926 e fu ingaggiata da Toscanini per cantare Elena all’apertura della stagione della Scala del 1927, dove debuttò il 16 novembre 1927. Continuò a cantare in molte esecuzioni importanti che includono la prima mondiale del Nerone di Mascagni, La Sagredo di Franco Vittadini, la prima italiana de The Tale of Tsar Saltan di Rimsky-Korsakov’s ed alcune delle ultime esecuzioni di Sly di Wolf-Ferrari, La Maddalena di Vincenzo Michetti e La campana sommersa di Respighi. Uscendo dal suo repertorio abituale cantò Matilde per la celebrazione scaligera del 100º anniversario del Guglielmo Tell diRossini.

Negli anni tra il 1926 e il 1933 Bruna Rasa ha cantato in tutta Italia così come a Montecarlo, Nizza, Losanna e Barcellona, dove ha cantato Aida al Gran Teatre del Liceu. In Egitto nel 1927 cantò Aida e Omòniza al Teatro Reale del Cairo. Nel 1929, fu stata ingaggiata dall’ impresario teatrale Faustino Da Rosa per una serie di spettacoli in Sud America. Fece il suo debutto al Teatro Colon di Buenos Aires il 14 giugno 1929 come Maddalena de Coigny in Andrea Chénier con Georges Thill come Chénier. Inoltre cantò in Cavalleria rusticana, Tosca e La campana sommersa in America del Sud. In Uruguay cantò Andrea Chénier (di nuovo con Thill) e Tosca al Teatro Solis di Montevideo.

Le prime prove di Bruna Rasa come Santuzza in Cavalleria rusticana, il ruolo per il quale è ricordata oggi, furono nel 1927 a Losanna e a Bari.Il compositore dell’opera, Pietro Mascagni e Bruna Rasa si incontrarono per la prima volta a Venezia nel mese di luglio 1928, quando diresse una esecuzione di Cavalleria Rusticana in Piazza San Marco davanti a una folla di 35.000 persone. Mascagni fu colpito dall’ intensità drammatica e dalla voce potente e bellissim della cantante. Era diventata la sua Santuzza preferita. Successivamente diresse molte delle esecuzioni della Rasa nello stesso ruolo sia in Italia che all’estero e la scelse per la registrazione del 1940 di Cavalleria Rusticana. È l’unica registrazione dell’opera completa in studio che sia diretta dallo stesso Mascagni.

Nei primi anni 1930 Bruna Rasa aveva iniziato a mostrare segni di malattia mentale, che fu la causa del suo ritiro prematuro dal palco. Questo peggiorò con la morte della madre nel 1935. Ella subì un grave esaurimento che la portò a passare periodi sempre più lunghi lontano dal palco, spesso in sanatori. Gino Bechi che aveva cantato con lei nella registrazione del 1940 di Cavalleria Rusticana ricordava che durante le sessioni di registrazione lei gli avrebbe chiesto con insistenza se avesse notato i cavalli bianchi dietro le quinte che credeva fossero in attesa di portarla via, ma sarebbe diventata completamente lucida quando la musica cominciò.

Il tenore Giovanni Breviario che ha cantato con lei a Lecco nel 1941 ricordava:

« La sua meravigliosa voce prendeva vita non appena cominciava la sua scena. Questo accadeva solo sul palco. Eravamo tutti molto affettuosi verso di lei, ma quando non era sul palco era passiva, apatica, non avrebbe mai parlato e rimaneva tenacemente aggrappata alla sua borsetta. »

Il 20 luglio 1942 cantò in Cavalleria Rusticana all’Arena all’aperto di Pesaro. Doveva essere la sua ultima esecuzione in un’opera a teatro. Lina Bruna Rasa trascorse gli ultimi 36 anni della sua vita in un ospedale psichiatrico a Cernusco sul Naviglio, dove morì.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *