Quotidiano inaspettato, intervista a Divier Nelli

di Linda Lercari

NC: Diamo il benvenuto sulle pagine di No Crime Only Art a Divier Nelli scrittore ed editor presso prestigiose case editrici del territorio nazionale. Prego, Divier, mettiti comodo. Hai avuto modo di dare un’occhiata alla nostra rivista? Come ti sembra? Il nostro obiettivo è quello di creare un giornale alternativo dedicato completamente a ogni forma d’arte, cosa ne pensi?


DN: Ciao. La rivista mi sembra ben fatta, professionale. L’idea di dedicarla a ogni forma d’arte è molto azzeccata.


 

NC: Divier Nelli. Un nome conosciuto, una carriera prestigiosa, ma raccontaci qualcosa di più, qualcosa che i lettori non conoscono. Thriller, scuola di scrittura, racconti, booktrailers, ma hai qualche rimpianto? Un libro nel cassetto cui non sei riuscito a dare forma? Un progetto sospeso?

DN: Rimpianti ne abbiamo tutti. Nel cassetto ho alcuni mozziconi di romanzo e dei racconti incompleti. Però non mi posso lamentare, queste cose fanno parte della vita di ogni scrittore. In questo ambiente ci vogliono molta pazienza e volontà.

NC: Ho avuto il privilegio di assistere alla presentazione di Coma presso la Ubik di Lucca e in quell’occasione ho potuto ascoltare dal vivo alcune interessanti osservazioni da parte tua. Ricordo soprattutto la spiegazione di come organizzi la trama dei tuoi testi. Puoi raccontarlo anche per i lettori di No Crime?

DN: Non sono il tipo di scrittore che pianifica tutto in anticipo. Non faccio uno studio meticoloso della trama e dei personaggi. Quando mi viene un’idea che reputo buona, ci rifletto per alcuni giorni, poi se continua a stuzzicarmi e convincermi inizio a lavorare. Di solito ho in mente una specie di itinerario che diventa più chiaro col passare del tempo. Se mi accorgo di avere imboccato la strada sbagliata torno indietro e ricomincio. Sono convinto che non conti come si arriva a raccontare una storia, ma solo il risultato finale. Al lettore interessa che questa sia bella, appassionante, ben scritta, con personaggi convincenti. Il resto sono discorsi per addetti ai lavori.

NC: I thriller sono la tua specialità, ma saresti curioso di cimentarti in generi totalmente diversi? Hai mai pensato a racconti per bambini molto piccoli o storie di animali? Se sì cosa in particolare, se no per quale motivo?

DN: Mi sono cimentato in altri generi. Per esempio il romanzo Amore dispari è la storia d’amore tra un adolescente e una donna più grande di venti anni, anche se carico di tensione. Ho terminato un romanzo di fantascienza. Sperimento molto nei racconti. Ne ho scritti e pubblicati di tutti i generi. Molti anni fa scrissi per una rivista di grande tiratura un racconto comico che ha protagonista una bomba convinta di essere molto più potente delle armi che stavano con lei nella stiva di un aereo.

Una presa in giro della guerra e della follia umana. Non ho ancora affrontato una storia per bambini o con animali come protagonisti, ma in futuro ho intenzione di farlo.

NC: No Crime parla di ogni forma d’arte. Cosa ti appassiona, ovviamente a parte la scrittura e la lettura? Quali esperienze ti sostengono? Preferisci la musica o la pittura? E, fra le due, quale stile ti è più congeniale?

DN: Adoro la musica, il cinema, i cartoni animati, le serie tv. È difficile riuscire a star dietro a tutto quello che esce sul mercato, ma cerco di mantenermi al passo. Sono anche un grande appassionato di astronomia. Mi piace la pittura, ma la musica è la mia compagna mentre scrivo, specie durante la rilettura e correzione di un testo. In questo caso ascolto soprattutto rock: AC/DC, Metallica, Iron Maiden, Muse e molto altro.

NC: Sappiamo che sei molto legato alla tua città d’origine: Viareggio. Essendo io quasi viareggina adottiva in quanto collaboro con varie realtà artistiche locali posso ben comprendere questo profondo amore che ti ha portato a far dotare la biblioteca comunale di un maxischermo sul quale proiettare dei booktrailer dei classici del ‘900 di tua realizzazione. Questo è molto interessante. Come è nata questa idea di trattare i grandi capolavori come romanzi attuali? Raccontaci nel dettaglio, siamo molto colpiti.

DN: Premetto che i booktrailer li ho solo supervisionati. L’idea è mia, ma a realizzarli è stata una squadra composta da un regista, un animatore e un montatore. Era il 2007 e la maggior parte delle persone non sapevano di che cosa si trattasse, non avevano mai visto un booktrailer. Volevo usare questa nuova forma di pubblicità per rilanciare i classici della letteratura italiana soprattutto per i giovani, che sono i maggiori fruitori della Rete.

NC: corsi di scrittura, croce e delizia di molti autori. Come affronti i tuoi? Che tipo di approccio hai con i tuoi allievi?

DN: Dico fin dall’inizio che non si aspettino formule magiche o ricette per poter scrivere buone storie. Per me i corsi di scrittura non devono indicare la strada da seguire, ma aiutare ogni singolo partecipante a trovare la sua. E bisogna lavorare tanto, duramente. Alla lunga questo farà la differenza.

NC: “Coma”. Romanzo che ho letto d’un fiato dopo la tua presentazione a Lucca. Molto bello, molto crudo, molto attuale. Senza raccontare il finale assolutamente a sorpresa, potrei chiederti cosa pensi della protagonista? Descritta come una donna dura e indipendente l’hai amata o odiata? Oppure è stato solo il mezzo per raccontare la storia del cambiamento che si può vivere dopo un terribile trauma?

DN: Più che odiarla o amarla, l’ho seguita nel suo percorso come faccio sempre coi miei personaggi. Ne ho osservato le reazioni mentre era alla ricerca del suo passato dopo essersi risvegliata dal coma, con la memoria completamente azzerata.

NC: Il 22 giugno è uscito per Guanda il romanzo “Il giorno degli orchi”. Puoi parlarci brevemente di questo tuo nuovo progetto, di questo cambio di genere che si discosta dal thriller? Vuole essere anche una forma di insegnamento per i giovani d’oggi? Per cercare di fargli capire che internet non è un luogo sicuro? E per quanto riguarda il bullismo? Soprattutto noto l’ambientazione locale. Il tuo “quotidiano inaspettato”, qualcosa che è accanto a noi, ma differente. Quel “non so che” proprio dietro l’angolo. Come una cronaca, ma con la lente d’ingrandimento.

DN: Una mattina mi sono chiesto: cosa succederebbe se degli adolescenti decidessero di farsi adescare in rete dai pedofili per poi ricattarli? La storia è venuta fuori rispondendo pian piano a questa semplice domanda. Mi sono impegnato a raccontarla al mio meglio, senza pensare al messaggio che poteva contenere sia per i più giovani che per gli adulti. Anche le azioni di bullismo e l’ambientazione a Poggio in Chianti, piccolo e immaginario paesino sulle colline fiorentine, sono saltate fuori mentre lavoravo.

NC: Un’ultima domanda tornando ai classici. Qual’è il tuo romanzo favorito? Quello che hai amato sin dai tempi del liceo? Quello che porteresti sulla famosa isola deserta?

DN: Bella domanda. In realtà ce ne sono parecchi che ho amato e porterei sull’isola. Ma se proprio fossi costretto a sceglierne uno, salverei lo Strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Lo lessi alle scuole medie e mi folgorò.

NC: Bene, ti ringraziamo per il tempo passato con noi e per le cose estremamente interessanti. Passa a trovarci quando vuoi, No Crime è sempre aperto all’arte e agli autori talentuosi.

DN: Grazie a te e a tutta la redazione. A presto.

Un pensiero riguardo “Quotidiano inaspettato, intervista a Divier Nelli

  • 3 luglio 2017 in 3:42 pm
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    Bella intervista!!! Non conosco lo scrittore, mi informero’!!!

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