Il fantastico mondo di Alessio del Debbio

di Linda Lercari

NC: Oggi qui nostro ospite abbiamo Alessio del Debbio autore di fantasy, mitologia e novellista. Salve, Alessio, benvenuto su No Crime Only Art. Hai avuto modo di dare un'occhiata in giro? Ti senti a tuo agio?

 

AdD: Buongiorno Linda, grazie per l’ospitalità. Sono molto contento di essere approdato su questo sito fantastico, di cui apprezzo soprattutto la chiarezza espositiva, i contenuti e i colori. Un sito fresco con tanti articoli interessanti e mai monotoni. Per me è un onore farne parte.

 

NC: I nostri lettori sono curiosi, racconta, come nasce Alessio del Debbio scrittore del fantastico?

AdD: Dunque, il mio amore per il fantastico risale alle medie, quando lessi per la prima volta “Lo hobbit”, preso in prestito con i libri del comodato. Da lì fu amore a prima vista, sostenuto anche da fiumi di cartoni e film animati, fumetti e poi manga, per poi approdare a tutti gli altri libri di Tolkien, alla Zimmer Bradley, infine a Martin e a Abercrombie, grandi autori di fantasy internazionale. Ultimamente prediligo il fantasy urbano e contemporaneo, ossia un’ambientazione reale, vera, che però nasconde segreti e sfumature sovrannaturali, sul modello di alcuni maestri italiani come Luca Tarenzi. Cosa c’è di più intrigante in fondo che raccontare la nostra realtà, quella in cui viviamo ogni giorno, in un altro modo, magari più oscuro, criptico o semplicemente fantastico?

NC: Sei presidente di un'associazione di scrittori, ne vuoi parlare? In cosa consiste il tuo progetto?

AdD: Nati per scrivere è un progetto nato qualche anno fa, assieme a un gruppo di appassionati di scrittura. Avevamo frequentato un paio di laboratori di scrittura creativa e poi, terminati i corsi, non volevamo separarci, così abbiamo iniziato a organizzare eventi insieme, per sostenerci, per poi evolverci in una vera associazione culturale. Siamo pochi ma determinati e soprattutto appassionati al mondo del libro, sia come lettori che come scrittori. Organizziamo laboratori di scrittura creativa, letture animate, presentazioni di libri e eventi letterari. A fine luglio inizierà la terza edizione della rassegna “Un libro al tramonto”, a Viareggio, aperitivi letterari sul mare per passare una serata diversa, chiacchierando in compagnia di alcuni scrittori locali. Ovviamente vi aspettiamo!

NC: Caro Alessio, a bruciapelo: favola o mitologia? Per te che differenze ci possono essere? Le tue personali preferenze?

AdD: Uhm, a sensazione mi verrebbe da dire che la favola è una storia completamente inventata, che fa riferimento a una realtà che sarebbe bello che esistesse ma non esiste, un modo forse per edulcorare la pillola. La mitologia, invece, per quanto presenti elementi fantastici e sovrannaturali, parte comunque da una base reale e realistica, da un certo tipo di cultura, dalle tradizioni e dagli usi di una società. Per gusto personale preferisco quest’ultima, perché permette di creare e elaborare mondi senza mai allontanarsi per tutto da quello reale, quasi vi restassimo ancorati anche solo con un filo sottile.

NC: Viareggio, terra di carnevale, di mare e di sogni. Attingi molto dal tuo background culturale?

AdD: Sicuramente. Tutti i miei romanzi e racconti, sia fantastici che realistici, sono ambientati in luoghi a me noti, Viareggio, Versilia, Lucca, Alpi Apuane e Garfagnana, sia perché uno scrittore deve comunque parlare di luoghi che conosce (non solo geograficamente, anche come cultura, tradizioni, modi di pensare e di fare), sia per omaggiare questi luoghi, mostrandone la bellezza a chi non li conosce. E magari anche qualche lato nascosto, più bizzarro o originale. Chi non vorrebbe, in fondo, passeggiare per il Bosco del Fatonero, sulle Apuane, e incontrare buffardelli, streghi o centauri?

NC: ti occupi anche di critica e recensioni, come trovi il panorama nazionale e internazionale? Sei soddisfatto dei manoscritti che ti vengono sottoposti o trovi spesso stereotipi triti e ritriti? Cosa pensi delle mode letterarie?

AdD: Sì, ho un blog “i mondi fantastici”, che promuove e sostiene la letteratura fantastica italiana, soprattutto emergente. Leggo molto, solitamente libri di scrittori emergenti, sia per sostenerli e dare loro una possibilità sia per indagare e curiosare nel mercato editoriale per vedere e capire cosa gli editori cerchino e pubblichino. Non sempre la qualità è alta, a volte purtroppo si incappa in mancanza di originalità e stile poco curato, che credo siano i due difetti maggiori degli scrittori emergenti, ossia la poca cura dell’italiano (sembra assurdo, ma è così!) e la mancanza di inventiva e creatività, che porta a seguire le mode del momento. Su quest’ultimo punto sono abbastanza critico: seguire le mode non è mai utile, si rischia di omologarsi alla massa, perdendo la propria individualità, di scrittore e prima ancora di persona, e poi si rischia di creare prodotti lontani da ciò che sentiamo e un testo scritto per motivi commerciali si percepisce. Il lettore non è stupido, lo sente, a pelle, che sta leggendo qualcosa di lontano dal gusto e dal sentimento di un autore. Il mio consiglio, se posso permettermi, è di aprire il cuore e lasciar libera la penna di scrivere, di tutto ciò che ci portiamo dentro, tutto ciò che abbiamo voglia di comunicare, fregandocene delle mode del momento. Sono mode, appunto, passeggere. I sentimenti invece sono eterni.

NC: il tuo ultimo nato è “Ulfhednar war – La guerra dei lupi” uscito con Il Ciliegio edizioni. Ciliegioed. Vuoi parlarci di questa nuova avventura? A cosa ti sei ispirato? Puoi darci un accenno della trama?

AdD: “Ulfhednar War – La guerra dei lupi” è un romanzo fantastico ambientato in Toscana, in particolare nel mio “triangolo narrativo” preferito, ossia Versilia, Lucca e Garfagnana. Tutto ha inizio quando un gruppo di amici si avventura in un’escursione sulla Pania di Corfino, imbattendosi in un branco di lupi, lupi molto particolari. Sono ulfhednar, infatti, i discendenti dei guerrieri lupo di Odino, che nel mito indossavano le pellicce di lupo, assumevano sostanze allucinogene e scendevano in battaglia convinti di essere proprio lupi, animati dal furore bellico. Da lì sono partito per creare la mia particolare interpretazione dei licantropi, non uomini che diventano lupi durante la luna piena per una qualche maledizione, ma molto di più. Sono dei veri e propri uomini lupo, dove le due nature, umana e bestiale, convivono, secondo riti e schemi ben precisi. Anche in forma umana, gli ulfhednar seguono gli stessi dettami di comportamento del branco di lupi, il che li rende figure molto affascinanti e intriganti. Ma non ci sono soltanto i lupi, anche gli stregoni, che nel romanzo vengono chiamati officianti, depositari del sapere della Natura, custodi dei riti della Madre Terra, anche quelli che hanno creato gli ulfhednar. Tutti questi miti e leggende vengono mescolati in una trama ricca d’azione e avventura, con scontri, magia e tanti personaggi, ognuno con la sua storia da raccontare, sullo sfondo della nostra amata Toscana.

NC: da qui a dieci anni dove vedi Alessio del Debbio? Impegnato con la scrittura o con nuovi progetti? Hai mai pensato di stendere una sceneggiatura? Saresti interessato al mondo del cinema o degli short movie?

AdD: spero di essere in una spiaggia a dettare i miei libri a uno stagista tuttofare! ^_^ Battute a parte, chissà, spero che continuerò a scrivere, del resto è quello che mi piace fare e che mi va di fare. Mi piacerebbe anche scrivere una sceneggiatura, anche se dovrei prima studiare e documentarmi per capire come redigerla in maniera corretta. Alcuni miei racconti, in effetti, sarebbe carino trasformarli in video, credo che si presterebbero bene.

NC: La nostra rivista si occupa di arte a tutto tondo, ospitiamo musica, cinema, letteratura, arti visive, pittura, scultura e ogni forma che la mente umana può dare alla creatività. Oltre alla scrittura e, ovviamente, alla lettura, quali sono le muse che ti ispirano? Cosa ami? Sei appassionato di musica o preferisci visitare una pinacoteca?

AdD: Mi piace molto viaggiare. Se fosse possibile, viaggerei continuamente, ci sono un sacco di luoghi che vorrei visitare o in cui vorrei tornare. Viaggiare è come leggere un libro, apre la mente, stimola le idee e la creatività e soprattutto rende liberi. Mi piacciono sia le città che le località di mare e, incredibilmente, le località fredde. Un giorno vorrei andare in Canada e in Alaska! ^^

NC: Avremmo mille altre cose da chiederti, ma non vogliamo trattenerti oltre, invitiamo i nostri lettori a seguirti su http://www.alessiodeldebbio.it per ogni tuo nuovo e appassionante progetto.

AdD: Grazie a tutti per l’ospitalità. Vi aspetto sul mio sito, sul blog e sulla pagina Facebook, sempre aggiornate con i prossimi eventi in programma!

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