“Così fan tutte” made Conservatorio di Parma

Nella meravigliosa cornice del Complesso Monumentale di San Benedetto, Priorato di Fontanellato in provincia di Parma, il conservatorio Arrigo Boito ha dato vita ad una delle opere di Mozart più amate dai melomani: Così fan tutte.

Opera geniale e ricca di sfumature, estremamente complessa sia dal punto di vista vocale che scenico. Affidare a delle giovani voci non ancora totalmente “formate” un titolo così complesso può risultare estremamente rischioso, ma la serata si è rilevata assolutamente gradevole grazie ad alcuni elementi di spicco. Da lodare l’organizzazione, i docenti, e tutte le persone che hanno offerto la possibilità di poter realizzare un debutto così importante  a questi giovani, in questo il conservatorio di Parma è in prima linea da diversi anni grazie sicuramente all’interesse verso il patrimonio lirico che in altri conservatori non si respira.
La regia è affidata alla docente di arte scenica Roberta Faroldi, che utilizza la suggestiva facciata del cortile interno del palazzo come fondale, sistemando una serie di praticabili come palco dove far svolgere le azioni e due semplici paraventi come quinte, risultando un quadro semplice e funzionale. A riempire la scena ci penseranno i protagonisti che indossano dei pregiati costumi dati in prestito dal Teatro Regio di Parma.
Al pianoforte la brava Honglin Zong diretta dal docente di canto Romano Franceschetto che ha seguito perfettamente i cantanti portando dei tempi consoni alle diverse vocalità presenti in scena, sensibilità che solo un cantante può avere.

Partendo dal presupposto che lo spettacolo è stato adeguatamente microfonato, dato il luogo completamente all’aperto, senza nessuna acustica naturale, le voci subiscono un naturale  appiattimento sonoro, per considerazioni più tecniche attenderemo di ascoltare queste voci in un teatro vero.

Il terzetto maschile, composto dal Ferrando di Dongmin Shin , dal Guglielmo di Cheoncho Lee e dal Don Alfonso di Shi Jie Zhang risulta molto credibile dal punto di vista scenico, spassosissimoFerrando nella goffaggine che caratterizzava il suo personaggio, più statico ma dalle simpatiche trovate Guglielmo, mentre Don Alfonso ben realizza il personaggio del filosofo attempato e provolone. 

Le voci  sono tutte molto interessanti, dotate di bel colore e appropriate ai personaggi interpretati, ma ancora tecnicamente un po’ acerbe. Da sottolineare altresì l’ottima preparazione dal punto di vista della pronuncia italiana da parte dei cantanti asiatici.

Il terzetto femminile ci regala i momenti più alti della serata. Simpaticissima e centratissima la Despina di Clelia Intorre, brava dal punto di vista scenico e anche dal punto di vista vocale ci regala un personaggio perfetto per la sua voce, che sicuramente le regalerà anche in futuro molte soddisfazioni. Un consiglio che ci permettiamo di darle è di curare maggiormente il registro medio-grave, ancora un po’ disomogeneo rispetto a quello acuto, fatto dato anche dalla sua giovane età e dal tipo di vocalità leggera che la caratterizza.

La Dorabella di Erica Cortese è cantata con gusto e leggerezza timbrica adeguata alla giovane età. Tradizionalmente siamo abituati ad ascoltare voci mezzosopranili più corpose per questo ruolo, ma la giovane cantante ha dimostrato di poterlo portare a termine senza difficoltà e con innata raffinatezza. Scenicamente molto in sintonia con il soprano Ana Isabel Lazo, interprete di Fiordiligi, uno dei ruoli più difficili mai scritti da Mozart; risultata la punta di diamante della serata in quanto a maturità vocale, piega la sua voce a pianissimi e agilità con grande professionalità, mai sopra le righe, disegna un personaggio grintoso e passionale dalle sfumature malinconiche, la voce risulta perfettamente timbrata in tutti i registri vocali, cosa non semplice, data la vocalità molto calda e rotonda di vero lirico pieno.

La serata si è conclusa con calorosi applausi del folto e divertito pubblico, che ha premiato in particolar modo il terzetto femminile.

Dalila Cardinali

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