La Seconda Stella a destra… Intervista a Daniele Bertolucci

Un giovane talento fra teatro classico e short movie

di Linda Lercari


Oggi su NoCrimeOnlyArt ospitiamo Daniele Bertolucci, giovane promessa del teatro e del cinema. In questi giorni è uscito un suo cortometraggio molto particolare, una storia raffinata e sottile fatta di intenzione, di espressività. Una narrazione delicata dove il testo è quasi inesistente, ma le azioni dell’attore dicono tutto.

NC: Ciao, Daniele, benvenuto fra le pagine di NoCrime, hai dato un’occhiata in giro? Come ti sembra la rivista?

D: Ciao Linda e grazie per quest’opportunità! Ho dato un’occhiata alla rivista e adoro il fatto di volerla incentrare interamente sull’arte e la cultura. E’ davvero un fantastico progetto.

NC: Ti abbiamo presentato come attore, ma come nasce Daniele Bertolucci? Quando hai cominciato ad appassionarti alla recitazione?

D: Daniele Bertolucci come attore nasce a 18 anni in una mattina apparentemente come le tutte le altre. Mi sono seduto a vedere un documentario sulla vita di Robin Williams e sono stato colpito da un fulmine a ciel sereno. In parole povere la persona che si era seduta su quella poltrona non è stata la stessa che poi si è alzata. Avevo scoperto la recitazione e da lì in poi ho cominciato veramente a crescere.

NC: Raccontaci qualcosa di più specifico. Hai recitato in qualche compagnia? E quali ruoli hai interpretato?

D: Ho cominciato recitando in lingua inglese nella compagnia Next Artists, con sede a Viareggio, in cui ho interpretato vari personaggi dalle opere di Shakespeare: in particolare mi sono molto cari i ruoli di Launcelot Gobbo dal Mercante di Venezia e di Malvolio dalla Dodicesima Notte. Mi sono poi spostato nel Piccolo Teatro della Versilia – oggi Piccolo Teatro Sperimentale (n.d.r.) – sotto la direzione artistica di Federico Barsanti. L’incontro con Federico è stato fondamentale per la mia crescita come attore, è stato per me non solo un fantastico insegnante ma anche una straordinaria guida in uno dei miei periodi più difficili.

Dopo il mio trasferimento a Londra ho recitato per un anno nella City Academy Actors Company. L’improvvisazione in lingua inglese è sempre stata una delle mie maggiori difficoltà quindi ho in seguito deciso di mettermi alla prova in una compagnia di sola improvvisazione ed è così che mi sono unito al compagnia Improv Theatre Workshop. E’ stato molto difficile inizialmente non avendo con me la sicurezza di un copione, ma dopo due spettacoli la mia confidenza con il metodo d’improvvisazione è cresciuta a tal punto che da difficoltà si è trasformata in un punto di forza.

NC: Come alcuni giovani promettenti ti sei messo in gioco all’estero partendo per Londra. Sei andato da solo?

D: Ho intrapreso questo percorso insieme con la mia ragazza, Elisa Nannucci. Anche lei interessata alla carriera di attrice. Abbiamo frequentato insieme la maggior parte dei corsi di teatro e siamo stati insieme nella stessa compagnia teatrale (City Academy Actors Company) sempre supportandoci a vicenda. Elisa attualmente sta recitando in una compagnia teatrale con la quale sta preparando due spettacoli e sta avendo anche fortuna come Suicide Girl, un sito noto per la bellezza delle sue modelle la cui caratteristica in comune è sfoggiare fantastici tatuggi.

D: Sono stati inizi difficili? Hai frequentato una scuola di teatro?

Sono stati inizi difficilissimi. Passare da una vita con la propria famiglia, in cui si è abituati ai genitori che risolvono i problemi per noi, ad una vita in cui i problemi vanno risolti da soli non è mai facile. Passare dall’avere i propri spazi vitali ad una situazione in cui tutto è condiviso con altri coinquilini. Al dover cominciare a pensare al denaro e a come spenderlo, ad un affitto da pagare, al trovare un lavoro. Indubbiamente è una grande sfida. Ma è un percorso che sono contento di aver fatto perchè mi ha aiutato a crescere e a prendermi le mie responsabilità.

Per quanto riguarda le scuole di teatro ho cominciato dapprima frequentando la City Academy, per poi passare alla Royal Central School of Speech and Drama. Entrambe con insegnanti di massima competenza. Ho imparato tantissimo frequentando queste accademie.

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NC: Quindi ti troviamo come protagonista in “The Bottle”The Bottle short movie per la regia di Lukasz Sosnowski. Dopo tanto teatro come ti sei trovato a recitare dietro un obiettivo? Era la tua prima esperienza o ne avevi fatte altre?

D: Avevo già fatto molte esperienze ma questa è stata la prima come attore protagonista ed ero molto nervoso nelle settimane prima del film perché, essendo la prima esperienza come protagonista e avendo anche un periodo di tempo limitato nel quale fare le riprese, avevo paura di fare una brutta figura e di non essere in grado di dare una performance veritiera e soddisfacente. Ma sono felice del risultato ottenuto. Il background teatrale aiuta sempre: in teatro non ci sono tagli di scene e riprese, c’è un pubblico che ti guarda e ti giudica e di fronte al quale non si può sbagliare, bisogna essere sempre pronti: Non esiste il: Scusate mi sono dimenticato la battuta, possiamo fare di nuovo? Avendo questo background ho trovato molto più facile recitare nei film: questo non significa però che la stessa cura che si da ad una performance in teatro non vada data anche ad un film. L’attore è la materia prima in entrambi i casi e la performance va curata.

NC: Sappiamo che il video verrà presentato a un festival, di cosa si tratta, puoi essere più specifico?

D: Il film verrà presentato il 27 Giugno al BFI Southbank Festival. E’ una grande occasione per mostrare il film a un ampio pubblico formato soprattutto da persone che lavorano ogni giorno nel campo della cinematografia e ricevere da loro giudizi e consigli.

NC: In qualche modo, durante le riprese, hai voluto commentare il tuo personaggio o ti sei affidato completamente alla regia?

D: Mi sono affidato completamente alla regia. Io e il regista ci siamo incontrati una settimana prima del film in location. Mi ha spiegato dove sarebbero avvenute le riprese e mi ha dato tutti i dettagli del personaggio. Nel giorno delle riprese avevo già un’idea chiara di chi fosse il personaggio, quale fosse il suo obbiettivo e che cosa avrebbe dovuto fare per realizzarlo.

NC: Progetti per il futuro?

D: La strada di fronte a me è chiara e voglio dunque continuare ad andare avanti con teatro e cinema. Chissà dove mi porterà.

NC: Daniele Bertolucci per sempre o pensi di adottare un nome d’arte in futuro?

D: Non sono mai stato un grande fan dei nomi d’arte e spero di non aver mai la necessità di cambiare il mio nome, Daniele Bertolucci per sempre.

NC: Teatro, cinema… Cos’è l’arte per te? Alla luce delle esperienze fatte, dei sacrifici e dei risultati, quanto incide essere artista per te nel quotidiano?

D: Wow, è difficile spiegarlo a parole, il discorso potrebbe sembrare un po’ sconnesso ma farò del mio meglio. Essere artista per me è l’essere sempre in contatto con il proprio bambino interiore, è il metodo per mantenere sempre la fantasia e l’immaginazione accanto a sé, evitando di cadere in una vita infelice. Essere artista significa avere una vita intrisa di magia. Significa avere cuore e mente aperti all’ascolto non solo degli altri ma anche dell’ambiente che ci circonda. Essere artista significa sognare, significa essere certi che i sogni si possono avverare. Significa, citando uno dei miei monologhi preferiti: Flying, it’s like finding that wings have suddenly sprouted from your shoulder. You come on stage and everything happens the way it’s meant to, and nobody in the audience looks at anyone else, because you live in a sort of stolen time they can’t get to, except trough you. And it could disappear at any moment, you’re like a soldier on the eve of battle, every night could be your last. Ecco, ho avuto l’ispirazione! Essere artista è continuare a vedere la Seconda Stella a destra anche quando il cielo è dei più bui.

NC: Un consiglio per coloro che vogliono intraprendere la tua stessa carriera?

D: Chiunque voglia intraprendere questa carriera deve essere certo che questo è il percorso che vuole fare. Il perchè è presto detto: la vita dell’attore è fatta di sacrifici, molte volte si ottengono più delusioni che soddisfazioni, ed ogni volta si deve avere la forza di volontà di rialzarsi e continuare. Le soddisfazioni possono arrivare, ma ci vuole tanto amore per quello che si fa e soprattutto non demordere mai.

NC: Bene, ti ringraziamo del tempo che hai voluto spendere in nostra compagnia e ti auguriamo il meglio per i prossimi progetti di cui ci vorrai rendere partecipi. Un caro saluto e a presto sulle pagine di NoCrimeOnlyArt.

D: Grazie a voi per avermi dedicato il vostro tempo! E grazie davvero per il supporto!

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