Da bloSSom: Fiori, Arte e Musica

Sabato 20 maggio, i fiori di bloSSom, in Via dei Mercanti 7 a Gallarate, incontrano l’Arte di Cristina Volpi e la musica del cantautore Andrea Devis accompagnato dal pianista Alessio Penzo. Un connubio di colori, suoni e profumi.

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I protagonisti:


Il padrone di casa Simone Castiglioni nel suo fantastico negozio BloSSomfiori di Gallarate.

Un cubo colmo di idee, dove tra fiori e oggetti di design potrai lasciare libera la tua creatività o farti guidare dall’esperienza dell’eclettico proprietario.

Blossom racchiude l’idea regalo – originale o classica – perfetta per parlare attraverso i fiori. Lasciati sorprendere dalle composizioni realizzate con materiali semplici ma al tempo stesso di altissima qualità: piante equatoriali, aromatiche, tropicali, muschi, licheni e da un assortimento di freschissimi fiori quotidianamente scelti. Tra gli scaffali del negozio, c’è posto anche per una selezione di complementi d’arrendo dal design nordico e per eleganti vasi, come quelli belga in pasta di cemento o quelli in ferro disegnati da artigiani locali appositamente per Blossom.

 Gettare un seme significa iniziare un cammino

Dopo dieci anni passati a viaggiare esplorando terre lontane, ho raccolto le suggestioni e i colori più belli per BLOSSOM, la prima boutique dei fiori nata nel centro di Gallarate. L’arte dei grandi maestri come Cezanne e Seraut, ha influenzato il mio modo di vedere il mondo, e mi ha spinto – fin da giovanissimo – verso lo studio di quell’armonia perfetta chiamata natura.

E nella ricerca – dei materiali, dei fiori e degli abbinamenti perfetti – affiora tutta la sensibilità di chi unisce a professionalità e cortesia un incondizionato amore per le cose belle

LA VOCE 


 ANDREA DEVIS

Andrea Davis

Ho iniziato da piccolo a cantare, anche se oggi non è che mi senta poi così grande. 

Nel 2003 sono salito sul podio del festival di Castrocaro, con la legittima ingenuità post adolescenziale. Poi qualche anno più tardi me ne sono andato per un po’ via da Milano, approdando negli Stati Uniti.

Lì ho conosciuto artisti e maestri che mi hanno fatto capire quanto il canto fosse una questione di intelligenza. Mi sentivo strano, quando lavoravo con Seth Riggs, nelle stesse stanze in cui aveva insegnato a Prince, Annie Lennox, Michael Jackson e agli Earth Wind & Fire, e che ebbi l’onore di conoscere proprio in quei mesi. Stringere la mano a Philip Bailey fu una grande emozione e ancora ho stampato in testa il suo sguardo.

Ho partecipato ad Area Sanremo nel 2012, con una power ballad scritta sull’orlo del precipizio emotivo, in quindici minuti.

Sono stato premiato come uno degli otto migliori emergenti italiani.

https://andreadevis.wordpress.com


L’ARTISTA


 CRISTINA VOLPI
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Cristina Volpi nasce nel 1975 e compie i suoi studi allʼAccademia delle Belle Arti di Brera dove si diploma con una tesi dedicata a Louise Bourgeois e Alighiero Boetti.
Prosegue la sua formazione con Fausta Squatriti, grazie alla quale si confronta con diversi linguaggi dando vita a libri dʼartista, installazioni e progetti performativi/teatrali.
Lavora sul concetto di archetipo femminile, sullʼidentità, sullo scorrere del tempo attraverso forme espressive diaristiche ossessive legate al tempo e alla memoria conscia e inconscia. Sono infatti i temi del conscio, dellʼinconscio, del legame e i sentimenti che ne affiorano a portarla ad approfondire ed esplorare la storia della psicoanalisi del XIX
e XX secolo, sia nelle scienze che nella letteratura e nelle arti visive.
Partendo dal filo per eccellenza, quello del ragno, presente in natura come il più resistente e fragile in assoluto, lʼartista indaga i temi del mimetismo, della forza, della fragilità uniti allʼattesa, portandoli allʼinterno della sua opera, utilizzando principalmente lʼago e il filo – il tessuto, con cui crea delle mappature-cuciture su tessuti-vissuti – svariati tipi di carte e lʼacquerello.
Come lei stessa scrive, il filo è il caos fatto ordine, il groviglio che trova struttura, una linea che porta fuori dal labirinto. Filare, pensare e scrivere sono azioni che svelano la necessità primordiale di forma, direzione e senso…
Il suo percorso espositivo ha inizio verso la fine degli anni Duemila. Nel 2008 prende parte alla mostra itinerante Maestros & Discipulos II, organizzata dallʼAccademia di belle Arti di Brera, che toccherà diverse città dellʼArgentina. Con unʼopera della serie Memoro, nel 2009, vince il secondo premio al Salon Primo, organizzato sempre dallʼ Accademia di
Brera e ospitato negli spazi della Chiesa di San Carpoforo a Milano.
Nel 2011 matura una sua tecnica personale avvalendosi della carta più leggera e fragile, quella da restauro, sulla quale trama a china le sue onirografie, una sorta di scrittura millimetrica-mimetica che dà forma al “prodotto onirico dellʼartista, le Anatomie dellʼInconscio.


Parallelamente a questa ricerca utilizza le tecniche più varie e porta avanti diversi lavori che prevedono lʼuso del filo di seta e di ragnatele. I suoi libri dʼartista, che quotidianamente si arricchiscono di sempre nuove pagine, vengono da subito esposti in diverse occasioni; partecipa alle rassegne LiberoLibro. Rielaborazione artistica del libro, organizzate dalla casa editrice Essegi di Ravenna, ad Argenta, nel 2009 e nel cinquecentesco edificio di Porta degli Angeli a Ferrara nel 2011. Nello stesso anno, con lʼopera Memoro: Lʼumana Commedia, espone in occasione del Premio San Fedele, a Milano, e partecipa al Premio Marina Città di Ravenna, negli spazi del MAR, Museo della Città di Ravenna. Nel 2012 prende parte al progetto OA, unʼopera teatrale in cinque atti
che si svolgono ad intervalli di un mese lʼuno dallʼaltro, organizzato dal teatro Studio Krypton di Scandicci (Firenze), con la regia di Giancarlo Cauteruccio. Nei primi quattro atti sono stati coinvolti, nellʼordine, Alfredo Pirri, Enrico Castellani, Jannis Kounellis e Loris Cecchini. Nel quinto atto, dopo una serie di esplorazioni sul corpo, si raggiunge la superficie, la pelle, lʼabito, attraverso lʼopera Penelope è Ulisse di Cristina Volpi: un
progetto performativo iniziato nel 2010 che si concretizza in un abito da sposa in tessuto militare che rende evidente la percezione del corpo come sovrastruttura e come pelle altra. La musica classica, nellʼesecuzione dal vivo di cinque archi, tenta una ricostruzione di questa armonia interrotta e lʼopera, che rimanda anche alla centralità del costume nel teatro, diviene il testo di unʼazione fortemente poetica. Nel 2013, dopo la fondamentale esperienza con il Teatro Studio Kripton tiene una mostra personale titolata T-Essere alla CasaBioecologica di Busto Arsizio e procedendo sempre in bilico tra performance ed opera aperta presenta la grande installazione Distruzione dellʼio. Ricostruzione dellʼIo nella Chiesa della Immacolata Concezione di Castelletto Ticino. Ancora nel 2013 partecipa alla mostra Libriste, alla Biblioteca Classense a Ravenna, con uno il libro dʼartista Pas de mot, da allora parte della collezione della citata biblioteca.
Della stessa serie sono anche i libri dʼartista recentemente acquisiti dalla Bibliothèque Kandinskj del Centre Pompidou e dalla Bibliothèque Nationale de France, entrambe a Parigi. Nel 2014 partecipa alla mostra Per filo e per segno, a cura di Federico Sardella alla Galleria Santo Ficara, a Firenze, dove il suo lavoro è proposto in dialogo con quello di Carla Accardi, Paola Pezzi e Antonella Zazzera. Nello stesso anno con le opere della serie In sospeso, realizzate con fili di ragno su carta, è presente alla collettiva Ombra – Kage, allestita nella Galleria Raffaella Nobili, a Milano. Nel 2016 prende parte al progetto tuttora in corso Skateboard Confluence, organizzato dalla Galleria Seno, la cui inaugurazione è prevista per il 16 giugno con una grande esposizione / evento presso
LʼAlcatraz, a Milano, che poi proseguirà negli spazi della galleria sino a settembre.

Cristina Volpi vive e lavora a Milano.

NON PERDETE L’OCCASIONE DI VIVERE L’ARTE a 360°

Via dei Mercanti 7
Gallarate
0331 168 0698
http://www.blossomfiori.it

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