Gli oggetti nella poesia | Riutilizzo

La poesia di oggi, terza “quindicina” della rubrica, è di Leila Falà, poetessa e attrice italiana, anconetana ma residente e attiva a Bologna.

Parliamo oggi di oggetti, delle cose, della “roba” che, finalmente, dopo la morte di quel tiranno di Mazzarò, o del “Ciclo di Vita del Prodotto”, viene felicemente riciclata e riusata nel primo grande magazzino d’Europa dedicato alla raccolta, al recupero e alla rivendita/riuso.  Re Tuna Återbruksgalleria, questo il nome del supermercato [http://www.retuna.se/], si trova a Eskilstuna, in Svezia.

L’idea è quella rivendere oggetti riparati o riciclati facilitandone la circolazione; perché presso Re Tuna è possibile lasciare gli oggetti di cui ci si vuol liberare e acquistare in più di quattordici settori merceologici, tutto in un solo ambiente. La versione “mall” dei tanti capannoni dell’usato, con la differenza che non ci si limita a comprare e rivendere le merci tal quali, come spesso si vede nelle nostre periferie; ma il magazzino si incarica di riparare il tutto, inviando a una ventina di artigiani locali i prodotti per una “rinfrescata”/”riparazione”. La manovra ha un triplice effetto virtuoso: limita lo spreco, ottimizza l’inquinamento da trasporto e fa rivivere antichi mestieri locali – dal sarto al ciabattino, dal lattoniere al falegname/artigiano.

junk-1680921_1920

Ci par a tal fine simpatico abbinare la notizia ai versi di “(oggetti)”, per la penna di Leila Falà:


(oggetti)

Noi non eroi non ministri né santi
ci accontentiamo di cose
che si possono acquistare
per sopire un sospetto di vuoto e solitudine
nelle nostre vite abituali.
Prodotti di mercato. Oggetti.
Merci normali.
Questi sono i nostri resti.

Eppure è negli oggetti che ti cerco e ancora
e in ciò che è stato tuo riaffiori in tepore.
Restano loro a me
come se potessero reggere il mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *