Più figlio che nipote

Linda Lercari indaga nel marcio di Danimarca

Rosencrantz, Rosencrantz e ancora Rosencrantz. Ho interpretato questo personaggio per diverse stagioni e sempre in lingua originale per la compagnia teatrale Next Artists di Viareggio specializzata in testi Shakespeariani in inglese. Giorni, notti, mesi di prove. E più leggevo quel testo più un tarlo rodeva la mia mente. C’era un assassino nascosto fra le pagine. Un criminale mai scoperto,  ma che io ero ben decisa a denunciare. Perché le pagine erano davanti ai miei occhi e io non facevo che macinare battute e ascoltare gli altri personaggi. Quasi un’ossessione. Infine il velo di Maya si è squarciato e mi sono ritrovata a fissare un fantasma iracondo e tradito, un uomo ucciso dal veleno e avvelenato nell’anima.  E il movente? Il movente è un amore consumato in clandestinità ben prima del famoso omicidio.

Claudio è il vero padre di Amleto.

Punto.

Oh! Voi scettici avrete molto da ridire su questa mia affermazione, ma più ci penso e meno risulta credibile che la tragedia del principe di Danimarca altro non sia che la subdola vendetta di un iracondo re tradito e assassinato.

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Riflettiamo. Amleto senior viene elegantemente tolto di mezzo col veleno e si ritrova nell’aldilà. Ha tutta un’eternità per perdonare, e per gioire del fatto che almeno il figlio diventerà il nuovo re di Danimarca.

Perché ne è così sicuro? Perché Gertrude non è più una ragazzina eppure Claudio l’ha sposata e, chiaramente, non ci saranno nuovi eredi. Amleto Senior potrebbe quindi star tranquillo e amare e perdonare: Amleto sarà re, un giorno.

Claudio ama seriamente Gertrude, ne parla in continuazione, la desidera nonostante non sia più una ragazzina e non ha neppure atteso un conveniente tempo di lutto pur di averla tutta per sé. Che fretta c’era? Ormai a trono vacante non c’era rischio che Amleto Jr. così filosoficamente preso dai suoi pensieri nefasti potesse reclamare un potere che non era neanche tanto in grado di gestire.

Un lutto conveniente e poi un matrimonio senza dare nell’occhio! Invece Claudio si getta fra le braccia della donna non più giovane scatenando l’odio del principino e i mormorii della corte, ma all’amore non si comanda.

Quel saluto dato con tanto affetto non è cosa da poco. Quel calore rifiutato con la freddezza del “più nipote che figlio” con cui Amleto accenna al suo disprezzo per quelle nozze affrettate. Nel testo originale Claudio dice: “ How is it that the clouds still hang on you?” e Amleto risponde: “Do you see yonder cloud that’s almost in shape of a camel?” giocando sulla parola “nuvole/clouds/Claudio”. Eppure Claudio non lo odia, cerca di rassicurarlo, di blandirlo: sarà Amleto a divenire nuovo re di Danimarca dopo di lui. Cosa che potrebbe avvenire anche senza la sua morte, forse sopraggiunta un’età più tarda il caro “zietto” potrebbe persino optare per un dignitoso ritiro. Altri eredi in vista non ce ne sono e non ce ne saranno, la regina ha terminato il suo tempo fertile e non sembra dispiacersi della cosa.

Perché, quindi, rovinare questo stato di grazia in cui, sì, Amleto Senior è stato assassinato, ma non era neppure lui, per sua ammissione, uno stinco di santo?

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Perché il fantasma ha lacerato il velo di Maya e sa benissimo che quel ragazzotto tutto preso dagli studi a Wittenberg non è sangue del suo sangue, anzi, lo è ma non così direttamente come gli hanno sempre fatto credere. Gertrude da sempre innamorata di Claudio ha ben pensato, fra una guerra e l’altra, di generare l’erede al trono almeno con l’uomo che lei reputa essere veramente degno di regnare. Diciamo pure che la prima goccia di veleno è stata lei a versarla nell’orecchio di colui che si è ritrovata a sposare senza gioia.

Il fantasma ora sa tutto. Forse Gertrude debole, ma subdola, non sarebbe mai arrivata all’assassinio, ma si è voluta assicurare che almeno il figlio dell’uomo amato arrivasse alla successione. Chissà… Neppure sperava di poter condividere legalmente il talamo con Claudio, accontentandosi di vederne il figlio seduto sul trono.

Amleto senior ora sa tutto e comprende perché Yorick si sia tanto prodigato nel voler bene a quel bimbo taciturno per cui lui non ha mai provato altrettanto affetto.

Rimane solo la vendetta, ma come? Ah! Certo! Niente di meglio che usare il frutto della colpa come arma contro i traditori. Ecco che il piano prende forma: avvelenando la mente del ragazzo qualsiasi siano le azioni che compirà ci sarà sempre un bel po’ d’odio da distribuire a tutti, Ofelia compresa, perché nessuno alla corte della menzogna possa godere di un briciolo di felicità.

Un piano che risulta vincente sotto ogni aspetto: Polonio, abituato a sostare dietro arazzi e tende e perfettamente consapevole di tutto quello che è avvenuto e avviene a corte, finirà come un pollo allo spiedo; i suoi rami si seccheranno visto che Ofelia e Laerte lo raggiungeranno ben presto. Il fantasma punisce TUTTI i complici del tradimento, TUTTI!

Gertrude e Claudio non avranno certo una bella sorte uccisi essi stessi: chi di veleno colpisce di veleno perisce.

E Amleto? Amleto che avrebbe potuto pugnalare Claudio esita e desiste. Perché? Per evitargli di morire in grazia di Dio? Signori, per favore! Un tipo che non esita a trucidare un quasi suocero, che manda a morire due “poveri cristi” come Rosencrantz e Guildestern esiterebbe a uccidere una persona solo perché sta pregando senza alcun prete che possa certificarne pentimento e perdono?

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No! Amleto non uccide Claudio perché in cuor suo sa benissimo che quell’uomo tutto rannicchiato nella paura altri non è che il suo vero padre. Il richiamo del sangue è forte e chiaro, tant’è che il fantasma deve tornare alla carica instillando altro odio e altro veleno e minando del tutto la sanità mentale del ragazzo quando questi si trova nella camera della madre.

Claudio, dal canto suo, è preso da un tale panico, non dimentichiamoci che comunque ha avuto un figlio da sua sorella (non carnale, ovviamente, ma essendo la moglie del fratello, eccetera eccetera) e che questo figlio vede e parla coi fantasmi e medita di assassinarlo. Il ragazzo è incontrollabile, purtroppo, e a malincuore, va soppresso. Il modo non sarà dei migliori come ben sappiamo, e ancora una volta l’amore verso Gertrude verrà palesato nel suo non volere che beva dalla coppa avvelenata: se questo non è amore.

Una tragedia. La fine è veramente LA FINE. Tutti sono puniti, ma in maniera più drastica e netta dell’opera narrante i fatti di Giulietta e Romeo.

L’unico vincente, se pur a sua volta morto, rimane Amleto senior il cui piano diabolico ha dato ottimi frutti e il figlio del tradimento non regnerà mai sul trono di Danimarca.

 

Linda Lercari

Un pensiero riguardo “Più figlio che nipote

  • 3 settembre 2017 in 6:49 pm
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    Interessante. Tutto convincente tranne le ragioni di Claudio nei confronti di Amleto. Quale padre, anche il più assetato di potere, mediterebbe di uccidere il figlio?

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