Piazza Umberto Giordano a Foggia

Inizia oggi una nuova rubrica dedicata alla Grande Bellezza. Il mondo è ricco di luoghi meravigliosi da scoprire, esplorare, capire. Piazze, chiese, palazzi, castelli, tutto il bello che l’uomo ha creato attraverso le mani di grandi architetti,scultori, pittori e uomini d’arte.

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Iniziamo da Foggia. Piazza Umberto Giordano 1961

Piazza dedicata al famoso compositore Umberto Giordano. Oltre ad intitolargli il Teatro Dauno, la Città di Foggia decise di dedicargli un grande monumento al centro della città per rendere omaggio all’illustre concittadino. Si costituì una giuria di importanti personaggi dell’epoca (1961) che emisero un bando di concorso. Parteciparono i migliori  scultori e architetti italiani, che vennero valutati da una commissione  composta da docenti universitari e critici d’arte. Il vincitore fu  Romano Vio da Venezia: artista molto attivo in Italia, già vincitore di importanti premi, citiamo tra i suoi capolavori  la “Via Crucis”per la chiesa di San Giuseppe di Cavarzere, il “Grande Bronzo” per la chiesa di Vitinia in Roma ed i “Candelieri”per l’altare dello Spirito Santo della “Cittadella cristiana” di Assisi.

Per gli appassionati d’arte e non solo, riportiamo di seguito la relazione che l’autore Romano Vio scrisse nella lettera di partecipazione al concorso. Non c’è cosa più emozionante che leggere le testimonianze dirette scritte dagli artisti in persona, si entra nella loro dimensione, in modo totale.


ROMANO VIO: LA RELAZIONE DELL‘ AUTORE DEL PROGETTO VINCITORE DEL CONCORSO

Presentando il progetto per il monumento al Maestro UMBERTO GIORDANO, richiamo alla memoria il paragrafo dell’art. 2 del bando di concorso: « E” lasciata agli artisti la più ampia libertà di soluzioni architettoniche, plastiche e pittoriche; si fa presente tuttavia che l’opera, convenientemente disposta in una sistemazione a verde, deve riprodurre in sculto la figura del Maestro GIORDANO, ispirarsi all’arte musicale e allo spirito delle opere del Maestro

Il Comitato Faggiano che compilò il bando, definisce in questo capitolo con chiarezza il carattere che dovrà avere il monumento, e la mia Opera ambisce alla realizzazione dello
spirito richiesta.

Il vasto terreno di piazza Lanza messo a disposizione, suddiviso in grandi aiuole. mi ispira alla realizzazione di un parco monumentale, divergendo dal tradizionale monumento edificato agli uomini illustri, carichi di elementi architettonici fittizi, simbolici e retorici, di sapore cimiteriale. L’Opera da me progettata, spoglia da ogni elemento architettonico, vuole collegare le sculture con la natura esistente in sito: gli alti alberi e i palmizi

Il plastico in scala 100/10 mostra il piazzale dove sarà sistemato il monumento e nel quale l’aiuola posteriore verrebbe rettificato per rendere più regolare il rettangolo del piazzale. Le aiuole marginali sul bordo del plastico segnano il limite del piazzale circondato dalla scenario naturale degli alberi e sistemati ad una certa distanza dal perimetro, in modo da lasciare un sentiero dove verranno sistemate panchine.

Sarà costruita una nuova aiuola rettangolare segnata sul plastico, sui margini della
quale in sette gruppi o statue, distanziate l’una dall’altra, siano rappresentate le opere musicate dal Maestro. che ebbero maggior successo.

Da sinistra guardando i bozzetti sul plastico, sono rappresentate successivamente: MESE MARIANO, MARCELLA, ANDREA CHENIER, SIBERIA. IL RE, FEDORA. LA CENA DELLE BEFFE (bisogna tener presente che la rappresentazione delle figure e dei gesti di questi bozzetti sono solo indicativi perchè dovranno essere elaborati nell’opera definitiva).

Per ricordare un personaggio illustre come UMBERTO GIORDANO, per il quale il Comitato ha improntato un bando di concorso conscio della inutilità di modernismi, il monumento dovra rivivere l’epoca del musicista e quindi dovrà avere lo spirito romantico, e le statue dovranno rappresentare il pathos de: drammi che il Maestro senti e musicò; e al centro della piazza, posta su una bassa pedana, come un essere vivente, in mezzo all’evocazione delle sue opere. la statua del Maestro.

Il particolare a grandezza definitiva rappresenta uno studio del ritratto di Umberto Giordano. E’ uno studio, perchè in via definitiva l’opera, sarebbe da rifare, in quanto il particolare eseguito, per se stesso non può adattarsi all’ opera completa. Ho voluto in nostro studio superare la freddezza del ritratto eseguito dalle fotografie le quali, pur essendo buone quelle fornite dal Comitato rappresentano sempre un’incognita,
se non si sente il parere di persone che conobbero il Maestro.

Mi è piaciuto rappresentarla nell’età senile: ho tratto una maschera vivente, forse dai tratti un po’ contorti, ma vibranti e partecipi della sensibilità dei drammi che il Maestro ha creato.

VIO ROMANO

Il costo dell’intera Opera ammonterà a L. 23.500.000. La fusione dei gruppi scultorei e della statua del Maestro comporterà una spesa di L. 11.500.000 cui bisognerà aggiungere una spesa di 5.000.000 per strutture in pietra.

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