Se le parole non bastano, serve la fotografia.

Un’altra bella storia inizia negli Anni ‘90. Sullo sfondo, il forte odore degli acidi e il profumo del caffè. Le macchine di stampa sempre all’opera e il padre che porge alla sua bimba di otto anni i negativi, ancora caldi, da tagliare. A lei sembra pasta nera stesa ad asciugare. È così piccola ma già innamorata di un mestiere. È cosi che nasce la passione!

Rossella Putino è nata e cresciuta a stretto contatto con la fotografia, un’arte di famiglia, come facevano i suoi genitori. Ha appena 14 anni quando sua mamma le chiede di svolgere da sola il suo primo servizio fotografico. È impacciata, ma tra le mani regge saldamente una semplice fotocamera meccanica, la stessa che usava per le sue prime fotografie, quando si divertiva a ritrarre le ragazzine della sua età che si atteggiavano a fotomodelle. Passano gli anni e l’amore la porta a Varese, dove cresce professionalmente e continua a mettere in pratica quello che è ormai il suo lavoro quotidiano. Si susseguono errori e vittorie, ma il suo personale studio fotografico racconta un successo che da allora non si è mai interrotto. È qui che riceve i clienti che le chiedono un servizio fotografico per un matrimonio, un grande evento, una sfilata, un book. Ognuno ha le sue richieste, Rossella ha un sorriso per tutti. E la macchina fotografica sempre carica.

 “Uno scatto è ciò che è invisibile agli occhi. È ciò che credi di aver visto ma che, in realtà, è troppo rapido per lo sguardo, e rischia di fuggire via assieme a un batter di ciglia. È qualcosa che solo tu, o tu prima degli altri, hai visto e muori dalla voglia di mostrare a tutti. Perché spesso le parole, da sole, non bastano”.

Per Rossella è difficile oggi parlare di fotografia come arte. Questo perché, la maggior parte delle volte, chiunque si sente autorizzato a premere il pulsante di scatto prima ancora di guardare qualcosa. Per il fotografo, invece, resta il miglior modo per esprimersi.

 “Una fotografia non è né catturata né presa con la forza. Essa si offre. È la foto che ti cattura”. 

Rossella, entusiasta, ci racconta un aneddoto del suo viaggio a Cuba, il più intenso degli ultimi tempi, e una sua foto scattata in quell’occasione. L’immagine ritrae, quasi come fosse un magico triangolo, un bambino che dorme beato sulla spalla del padre, i pantaloni dell’uomo con una scritta che recita “American dream” e una pagina di giornale su cui Raul Castro vanta una gloriosa Cuba piena di ottimismo. Così ci racconta anche che quando viaggia porta con sé una piccola macchina fotografica, discreta e leggera. E spesso è il suo compagno a scattare la maggior parte delle foto. Ci sono dei momenti, però, in cui sente forte la necessità di riprendere qualcosa che le balza prepotentemente agli occhi. E la macchina fotografica ritorna sua, la accende al volo e scatta!

Cosa c’è nel futuro di Rossella Putino? Nel cassetto ha tanti progetti personali che però dovranno aspettare ancora un po’. La fotografia, per lei, non è mai stata un hobby, ma un lavoro portato avanti sempre con grande entusiasmo. E ancora si diverte da matti, come il primo giorno. Negli ultimi tempi riesce a viaggiare spesso, anche per lavoro, soprattutto per i reportage di matrimonio che considera il ricordo più bello da immortalare. Questo la rende piuttosto felice.

Di sicuro Rossella continuerà a parlare di fotografia come passione, è la prima parola che le viene in mente quando glielo chiedono. Da osservatrice attenta e discreta qual è, non disturba mai un momento importante. Ma sa coglierlo, perfetto, in uno scatto. Per renderlo eterno.

 Rossella Putino   tel +39 345/1565277  www.rossellaputino.com Info@rossellaputino.com

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