Caccia ai graffiti di Londra.

La street art

Qualcuno ci ha provato, a definire la street art. Hanno parlato di contesto culturale, di deliberazione dell’identità, di contemplazione delle strutture sociali, di interpretazione semiotica…  Ma la verità è che nessuno riesce ad afferrare questo concetto, a incanalarlo in un binario culturale, a restringerlo in un’etichetta facilmente identificabile. La street art è, punto. È più di un’espressione artistica, è più di un movimento, e sicuramente è più di un disegno su un muro. Una cosa è certa: è diventata un elemento integrante dell’arte contemporanea.

Non è un errore sostenere che la street art sia cominciata con i graffiti, e alcuni aspetti delle creazioni dei primi artisti di street art nei setting urbani è possibile ritrovarli nella street art contemporanea. Questo significa che ciò che alimentava la creatività degli artisti degli anni ’70 e ’80 è la stessa energia che ritroviamo nelle opere moderne e costituisce la base del processo creativo, quello stesso processo che dà forma all’intenzione dell’artista moderno di creare un’antitesi al contesto sociale prevalente. Una forma di rottura degli schemi precostituiti, se vogliamo.

Ripetizione ed evoluzione

La presenza della street art in un contesto urbano si è basata in primis sul concetto di ripetizione: poiché l’impatto del messaggio si nota solo attraverso la sua percepibile presenza nel contesto urbano, gli artisti dei graffiti  hanno sempre lavorato con l’imperativo di riprodurre le loro opere, ognuna latrice di una specifica espressione simbolica, più e più volte. Del resto, basta ripensare a un passato, anche abbastanza recente, in cui la possibilità di esprimersi in maniera permanente nel mondo digitale era quantomeno inconcepibile. Gli artisti dovevano letteralmente combattere per far sì che le proprie opere avessero la possibilità di essere viste. Alcuni di loro, di fatto, producevano sempre gli stessi disegni in diversi spazi urbani di diverse città.

Alla fine è successo che il processo di ripetizione è stato assorbito dal mondo digitale, che l’ha adattato a spazi virtuali incancellabili, a differenza dei disegni sui muri.  Ma la trasformazione della street art non è stata solo influenzata solo dall’avvento del digitale: alcuni street artist, che avevano cominciato a lavorare con le bombolette di spray, hanno iniziato a esplorare alcune tecniche innovative. Quello che possiamo ammirare adesso è una forma d’arte mesmerizzante, dai colori cangianti e dalle forme plasmate dal contesto urbano stesso e, soprattutto, dai suoi cambiamenti.

La caratteristica principale della street art, e ciò che più la differenzia dall’arte convenzionale, è la sua natura effimera. Nessuno può garantire che un graffito, per quanto splendido e tecnicamente ben fatto, permanga là dove è stato creato, nemmeno se il suo artista è un nome famoso: basti pensare a quante volte sono stati cancellati i lavori di Bansky, che però gioca molto su questo, ben consapevole della volatilità della sua arte.

La street art a Shoreditch

Londra pullula di graffiti, essendo di fatto una delle culle della street art, ma c’è un luogo in particolare che si presta a questa forma d’arte: l’ex quartiere industriale di Shoreditch, nella zona nord est della metropoli. Non so se abbiate mai avuto l’occasione di ammirare Londra dall’alto (ad esempio dalla cima di uno dei suoi grattacieli): ciò che si nota, anche in uno dei rari giorni di sole, è un’immensa distesa grigio-marrone. Questo è il colore di Londra, e Shoreditch non fa eccezione. Ma qualcosa distingue questa zona dalle altre, vivacizzate cromaticamente solo dalla presenza di negozi e bar: la sua vocazione artistica.

Passeggiando attorno all’Old Spitafields Market e spingendosi fino a Brick Lane e ai suoi dintorni, è impossibile percorrere poche decine di metri senza fermarsi ad ammirare un graffito eseguito, nella stragrande maggioranza dei casi, con grande maestria e creatività.

Alcuni sono opera di famosi street artist, come Monsu Plin:

O come Otto Schade:

Un altro artista che ha disseminato le sue opere nella zona di Shoreditch è Stik:

Notevole è anche il contributo di Roa, il cui airone si può ammirare ad Hanbury Street:

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Ma ci sono anche molti altri esempi di opere di street artist meno noti (per i non addetti ai lavori, naturalmente):

Molti sono deteriorati dal tempo e dal vandalismo, eppure ancora comunicano messaggi potenti:

Altri sono semplicemente sbalorditivi per quanto riguarda la maestria con cui sono stati tracciati:

Camminare per questo quartiere, che si è rimodellato con una filosofia lontana da quella delle grandi catene commerciali e ospita piccole botteghe artigiane, negozietti vintage e bar indipendenti, è un’esperienza unica, anche per chi non “mastica” la street art. E la consapevolezza che ciò che si ammira un giorno, in quello successivo può essere già svanito, conferisce al tutto un notevole valore aggiunto.

Annika Baldini

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