C.V.D, la rubrica che fa parlare la fotografia.

C.V.D (come volevasi dimostrare) è la nuova rubrica curata da Milena Nasi Benetti. Una penna dallo stile accattivante e dalla schietta e sincera personalità. Un viaggio attraverso l’analisi tecnica e critica delle migliori fotografie reperite nel web. In una società moderna che parla  quasi esclusivamente per immagini, è giusto avere i mezzi per riuscire a interpretare e a leggere quello che vediamo. Milena ci farà capire cosa si nasconde dietro a una foto e come riuscire ad aprire tutte le porte della conoscenza visiva. Pronti a iniziare questo viaggio?  ecco a voi la prima foto. Pronti, partenza, via! 

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Foto di Daniele Berni @All rights reserved

La fotografia non è la parente povera della pittura.

L’era digitale ha messo nelle mani di tutti degli strumenti perfetti nelle prestazioni ma semplicissimi nella gestione, tanto da ingenerare in molti l’equivoco che “puntare” una fotocamera equivalga a ‘fare una fotografia” e che la capacità neuromotoria di riuscire a premere un pulsante o a toccare uno schermo trasformi automaticamente il possessore di uno smartphone in ‘fotografo’.

Dalla parte dei fruitori, poi, si ingenerano degli equivoci sulla valutazione degli scatti e la pubblicazione e la condivisione allargata dai social  fanno sì che per un indiscriminato ‘like-ismo’ ( passatemi il questo anglicismo terrificante) si gratifichi sia la foto dell’infante che quella del gatto,  come l’immagine del Taji Mahal o quella del cortile dietro casa.

Se tutti sono pronti a riconoscere al pittore la maestria della tecnica o dell’invenzione, spesso nella valutazione di una fotografia ci si ferma alla natura del soggetto.

Intendiamoci, non esistono ‘brutti soggetti’ ma solo ‘cattivi fotografi’: l’arte della fotografia sta nel comunicare un’emozione, nel suscitare un sentimento o richiamare una citazione visiva, esattamente come per la pittura e non è solo questione di obiettivi o messe a fuoco.

Quando si tratta di giudicare una fotografia dal punto di vista artistico, il rischio che si corre è quello di sopravvalutare gli aspetti tecnici, che sono importanti ma non esclusivi, e di trascurare tutto il resto… una fotografia tecnicamente perfetta, si tratti di un paesaggio o di un ritratto in primo piano, non è necessariamente un’opera d’arte.

Un altro aspetto che spesso i profani ascrivono a limite, quando non lo è in realtà, è la manipolazione dell’immagine, l’uso di filtri o di effetti digitali… la foto d’arte è opera del creatore, il quale ha la libertà espressiva di manipolare la realtà con i mezzi che ha a disposizione… il pennello digitale è un pennello, a tutti gli effetti e non deve invidiare nulla a quelli classici di martora o di lontra.

Il modo per apprezzare la fotografia è cercare di distinguere una ‘bella foto’ da una ‘foto bella’… o interessante, o significativa e la collocazione dell’aggettivo non è affatto casuale.

La ricchezza cromatica di questo scatto, l’espressione divertita del soggetto, il contrasto fra il grigio neutro della parete di sfondo e la macchia vivace dell’ombrello scandito dal sottile disegno delle stecche, i rimandi cromatici del panciotto con la cupola e della sciarpa con il fiore all’occhiello, l’evidenza dello sproporzionato cappello a cilindro che si accorda al nero vellutato della marsina, rendono questa immagine il perfetto veicolo per comunicare il significato del Carnevale: stranezza, divertimento, eccesso e un pizzico di follia…

Casualità? Non del tutto. Gli equilibri dei blocchi di colore con la loro assonanza e l’unico particolare dei capelli in freddo contrasto con il resto della figura, guidano l’occhio verso il viso e, nel viso, al sorriso appena accennato: anche il particolare sfocato della mano in movimento aggiunge dinamicità a questo scatto di Daniele Berni del Circolo Fotografico – Il Ponte.

Nessuno dei particolari dell’immagine diventa superfluo e questo equilibrio appaga l’occhio e, anche inconsciamente, suscita l’emozione desiderata.

Il messaggio che viene suggerito è, quindi, intenzionale e ben delineato: l’abilità dell’autore sta nel cogliere esattamente quel momento in cui diventa comunicabile a chi guarda.

Come volevasi dimostrare.

Milena Nasi Benetti

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